La modernizzazione del backup

Robert Rhame, Director of Market Intelligence, Rubrik
Robert Rhame, Director of Market Intelligence, Rubrik

Le aziende oggi hanno una libertà di scelta mai vista prima su dove collocare i propri sistemi di produzione e i propri dati, ma questa libertà porta con sé un’ondata di nuove complicazioni. Latenza, prestazioni, elasticità, affidabilità e altri fattori devono essere considerati con attenzione, perché carichi di lavoro moderni e nuovi progetti rappresentano pietre miliari nella trasformazione dell’IT verso un modello di business più integrato.

Purtroppo, l’eredità legacy può facilmente bloccare tale trasformazione, e si presenta sotto molte forme: infrastrutture, inefficienze operative e workload costretti su piattaforme che si rifiutano di evolvere, solo per citarne alcune. Per i carichi di lavoro moderni, o per quelli nuovi che non vedranno mai l’interno di un classico datacenter, il backup legacy diventa un ostacolo inatteso.

Fuori dal datacenter, i sistemi di backup originariamente progettati per gestire carichi di lavoro on-prem non sono in grado di operare in “periferia” (Edge) o nel Cloud pubblico.  La realtà è che il moderno panorama IT è più segmentato che mai e i dati sempre più frammentati, cosa che dà luogo a un problema di visibilità e controllo che complica ulteriormente non solo la gestione dei dati, ma anche la loro resilienza.

In parole povere, anche la modernizzazione del backup è diventata ormai una questione di “quando”, non di “se”.

L’approccio moderno

Se vogliono superare queste difficoltà, le imprese devono cercare di modernizzare i propri sistemi di backup monolitici legacy e allinearsi al presente. A questo punto dell’evoluzione dell’IT, stiamo iniziando a collocare i carichi di lavoro in base alle specifiche caratteristiche e alla latenza, spostandoli così dal data center verso il Cloud o l’emergente Edge, che presentano – rispettivamente – altri inibitori sotto forma di problemi di connettività e considerazioni sulla larghezza di banda.

Di conseguenza, molte imprese hanno difficoltà a decidere il luogo migliore per posizionare i propri workload tra data center, Edge e Cloud. Decisione ulteriormente complicata dall’introduzione di ambienti sempre più segmentati con dati frammentati, difficili da identificare o controllare. Quando si tratta di GDPR o PCI, questo livello di scarsa visibilità non è accettabile.

Infine, nell’ambito della modernizzazione dell’IT, l’infrastruttura aziendale riveste un ruolo sempre più importante poiché la gestione dei dati legacy è spesso costituita da complicate infrastrutture a più livelli, che creano ulteriori silos e impediscono un’organizzazione efficiente dei dati.

È chiaro quindi che i sistemi di backup legacy non possono tenere il passo con un panorama IT sempre più moderno e che è necessario passare a una soluzione di prossima generazione.

Aggiornare l’intera soluzione di backup può sembrare impegnativo, ma farlo porterà all’organizzazione la visibilità, l’accessibilità e l’affidabilità che attualmente mancano. E non deve essere un processo per forza preoccupante; i fornitori di backup next-gen sono in grado di occuparsi di tutto e in meno di un’ora si può essere nuovamente in linea e pronti a prendere decisioni migliori, adottando a pieno la gestione dei dati di nuova generazione.

Siamo nel 2021, non è più pensabile farsi “bloccare” dal backup. Esistono soluzioni di nuova generazione che consentono alle aziende di rimanere saldamente all’avanguardia nel processo di modernizzazione dell’IT.