Veeam Backup for Microsoft Office 365 Version 3

Danny Allan, Vice President of Product Strategy, Veeam

Veeam annuncia la disponibilità del nuovo Veeam Backup for Microsoft Office 365 v3, una versione in grado di offrire alle aziende un backup ancora più veloce, una maggiore sicurezza, oltre a funzionalità di visibilità e analisi migliorate. Poiché le aziende sono responsabili della protezione dei dati di Office 365, la soluzione di Veeam garantisce un backup sicuro per Office 365 Exchange Online, SharePoint Online OneDrive for Business and Microsoft Teams, consentendo un recupero dei dati veloce e un eDiscovery dei dati di backup per Office 365 o per ambienti ibridi.
“La maggior parte delle aziende sta adottando la piattaforma Microsoft Office 365 e mentre Microsoft fornisce la gestione e l’uptime per i servizi basati su cloud, è responsabilità delle singole aziende proteggere i propri dati. Le soluzioni innovative di Veeam sono in grado di offrire il controllo necessario per gestire e conservare in modo intelligente l’accesso alle informazioni aziendali critiche al fine di soddisfare i requisiti normativi, di conformità e di ripristino,” ha dichiarato Danny Allan, Vice President of Product Strategy at Veeam. “Stiamo incontrando il favore da parte delle aziende di tutto il mondo. Veeam Backup for Microsoft Office 365 è già stato scaricato da più di 55.000 organizzazioni, che rappresentano sette milioni di utenti Office 365. Questa soluzione rappresenta il 549% di crescita su base annua ed è il nostro prodotto in più rapida crescita. Grazie alla risposta positiva del mercato, ci aspettiamo che la versione 3 acceleri ulteriormente la nostra leadership in questo segmento.”
Inoltre, la rapida adozione e la conseguente crescita di Microsoft Office 365 è un’opportunità per i service provider di offrire soluzioni di backup agli oltre 140 milioni di utenti di Office 365 in un mercato da 2,5 miliardi di dollari. Grazie a Veeam Backup for Microsoft Office 365 v3, i Veeam Cloud & Service Providers (VCSPs) possono fornire soluzioni di backup sicure per Office 365 Exchange Online, SharePoint Online e OneDrive for Business; ripristinando rapidamente i singoli elementi attraverso una serie di opzioni flessibili, automatizzando e scalando in modo efficiente il flusso per il backup di Office 365.

Veeam Backup for Microsoft Office 365 v3 elimina il rischio di perdere l’accesso ai dati aziendali critici e garantisce il pieno controllo. La versione 3 semplifica il backup e il ripristino affidabile dei dati di Office 365 Exchange, SharePoint e OneDrive:
Backup fino a 30 volte più veloce per SharePoint Online e OneDrive for Business, in grado di ridurre drasticamente i tempi per il backup di Office 365.
Maggiore sicurezza per i dati di backup di Office 365 con supporto per l’autenticazione multi-factor.
Maggiore visibilità e analisi approfondite grazie ai report sulla protezione dei dati di Office 365 che aiutano a identificare le caselle email non protette durante la gestione della licenza e dell’archiviazione.

Datacenter Management as a Service: EcoStruxure IT

Schneider Electric presenta EcoStruxure™ IT, l’evoluzione Datacenter Management as a Service. In un mondo sempre connesso, è fondamentale proteggere i dati e le informazioni critiche mantenendo l’infrastruttura del data center sempre al passo con le nuove complessità introdotte dall’IoT e da nuovi ambienti IT che si estendono dall’on-premise al cloud, all’edge.
In questo contesto, l’introduzione delle architetture Data Management as a Service (DMaaS) rappresentano una vera rivoluzione, che consente di affrontare le nuove sfide con successo differenziandosi dai modelli tradizionali di Data Center Infrastructure Management.
Con la recente introduzione della nuova generazione di EcoStruxure IT Schneider Electric ha creato un’architettura unica sul mercato, che consente di beneficiare al 100% dei vantaggi dell’approccio DMaaS in termini di disponibilità, protezione, sicurezza degli ambienti IT di oggi e del futuro. Scegliendo il Data Management as a Service infatti si possono:
Aggregare e analizzare le grandi quantità di dati ottenute dai device connessi dell’infrastruttura data center dei clienti tramite una connessione protetta e crittografata;
Applicare algoritmi su grandi set di dati – raccolti anche da diversi Data Center (quindi in ottica multi-sito) che operano nelle più diverse condizioni ambientali – per prevedere rischi quali guasti, superamento delle soglie di raffreddamento etc – moltiplicando la capacità di intelligence nel tempo grazie alla progressiva crescita del set di dati a disposizione;
Creare nuove opportunità di ricavo integrando il monitoraggio e la gestione delle infrastrutture data center in pacchetti di offerta che possono essere forniti ai clienti sotto forma di “asset as a service”.
Con EcoStruxure TM IT i clienti possono avere:
Visibilità globale attraverso l’ecosistema ibrido, da qualsiasi luogo, con un solo tocco per l’accesso direttamente da uno smartphone;
Informazioni sui dispositivi, allarmi intelligenti e monitoraggio attraverso un sistema aperto che raccoglie dati da tutti i dispositivi indipendentemente dal fornitore;
Previsione dei rischi potenziali facendo leva su analisi comparative globali e analisi nel data lake di EcoStruxure;
Facilità di implementazione grazie a un comodo modello di abbonamento per ambienti di qualsiasi dimensione.

Le best practice Veritas Technologies

Fabio Pascali, Country Manager Italia, Veritas
I dati potrebbero essere diventati il nuovo petrolio, ma molti non sono in grado di proteggere una risorsa così preziosa.
Più di un migliaio di telefoni cellulari, computer portatili e dischi rigidi vengono persi o rubati ogni giorno. All’interno di questi dispositivi smarriti sono memorizzate proprietà intellettuale sensibili, dettagli riguardanti clienti e dipendenti e informazioni aziendali critiche. In molti casi, i dati non sono mai stati sottoposti a backup, il che significa che sono persi per sempre.
La Giornata Mondiale del Backup (World Backup Day) è una buona occasione per ricordare a tutti di fare il backup dei nostri dati preziosi. Le aziende dovrebbero anche cogliere questa opportunità per ripulire i propri dati digitali ed educare i dipendenti sulle best practice in materia di etichetta dei dati.
Ecco come potete riprendere il controllo dei vostri dati:
Eseguire il backup a intervalli regolari – Impostare un programma regolare per fare più copie dei vostri dati può sembrare ovvio, ma è un passo che molte organizzazioni dimenticano di fare. Nell’improbabile eventualità di un blackout o di un attacco ransomware, si desidera mantenere la resilienza del business e assicurarsi che le operazioni continuino a funzionare con interruzioni minime.
Applicare la protezione dei dati su tutti i carichi di lavoro – I dati stanno crescendo rapidamente e diventando sempre più distribuiti, tra cloud, ambienti virtuali e piattaforme applicative. La protezione unificata dei dati è l’unico modo in cui la vostra organizzazione IT può fornire i livelli di servizio richiesti con costi e rischi limitati, sia che i dati risiedano on-premise o nel cloud.
Isolare i backup – È fondamentale che la tecnologia utilizzata per memorizzare i dati di backup non faccia parte del vostro network. Questo è particolarmente importante per gli attacchi ransomware. Il cloud pubblico è affidabile e conveniente da configurare. È anche molto facile da scalare man mano che l’azienda cresce e si evolve.
La regola 3-2-1 – Conservare almeno tre copie dei dati, su almeno due dispositivi, con almeno una copia offsite.
Verifica il tuo processo di recovery – L’esecuzione regolare di test contribuirà a garantire che i dipendenti acquisiscano familiarità con i processi coinvolti nel recovery dei dati di cui hanno bisogno. Si tratterà di verificare che un sito secondario sia online in caso il sito principale non funzionasse, oppure può essere semplice come recuperare un file a caso su un PC e verificare che sia identico all’originale.

Creare un backup personalizzato in 4 mosse

Oggi, in un momento in cui i servizi cloud sono in forte espansione, quanto è ancora necessario fare il classico backup dei dati? La perdita di dati non solo è un evento spiacevole, ma può anche comportare grosse spese.
Guardando agli ultimi 12 mesi, il 20% delle aziende italiane ha dovuto affrontare la perdita irreparabile dei propri dati, con un danno economico medio di circa 1,5 milioni di dollari . Di conseguenza, prestare attenzione al backup è fondamentale.
Alexander Viershrodt, Head of Commercial Management Server di 1&1 IONOS, il provider di hosting e cloud per aziende di tutte le dimensioni, ha individuato 4 suggerimenti su come creare un backup personalizzato.

1. La regola 3-2-1
Secondo questa regola empirica afferma che è necessario avere a disposizione almeno 3 copie di ogni dato importante, utilizzare 2 diversi dispositivi o sistemi, e conservare 1 copia in un luogo differente. Per un backup giornaliero ciò significa avere, ad esempio, i dati a disposizione per una settimana, salvarli simultaneamente su un disco locale e in cloud e conservarne una copia offline.

2. Pianificare i backup in modo strategico
La perdita di dati aziendali comporta non solo spese ingenti per le aziende, ma anche un’attribuzione di responsabilità non indifferente. Di conseguenza, è necessario controllare con regolarità che la strategia di backup sia adeguata ai requisiti informatici più recenti. È utile anche determinare quanto tempo potrebbe essere necessario per recuperare completamente i dati, cioè per quanto tempo verrà eseguito il backup dei dati di ripristino (Recovery Time Objective o RTO). Bisogna anche definire un margine di perdita dei dati considerato accettabile, definito come l’intervallo di tempo tra due backup (Recovery Point Objective o RPO). Un intervallo più breve aumenta enormemente il carico di sistema, e implica l’adozione di soluzioni di server più potenti e, dunque, più costose.

3. Combinare diversi piani di backup
I backup sono uno strumento di archiviazione flessibile. È necessario pianificare esattamente cosa va archiviato e con quale frequenza. Quanto sono importanti i dati dipende dal luogo in cui vengono archiviati. In generale, i server Web, che solitamente vengono eseguiti su server dedicati, dovrebbero essere sottoposti a backup almeno una volta al giorno, poiché non si tratta di dati particolarmente critici. Questo di solito si applica al sito Web di un’azienda o alle pagine dei prodotti. Tuttavia, se le soluzioni di collaborazione o i server di posta sono fuori uso, le conseguenze per le operazioni aziendali potrebbero essere gravi in quanto i dipendenti condividono molte informazioni importanti via e-mail. Per cui è necessario eseguire il backup del server di Exchange una volta al giorno, ma dei database ogni 30 minuti. Altrettanto critici sono gli shop online, che non possono permettersi di avere nessun intoppo, dal momento che, per questo genere di imprese, i tempi di inattività possono costare molto in termini economici. In questi casi, infatti, i server dovrebbero essere sottoposti a backup almeno tre volte al giorno e i database ogni 30 minuti.

4 Il RAID non si sostituisce al backup
Con il RAID (Redundant Array of Independent Disks), i dischi rigidi indipendenti vengono collegati in modo tale che in caso di un errore del sistema, i dati siano ancora presenti sui dischi rimanenti. La perdita di dati però potrebbe ancora verificarsi nel caso in cui i dati venissero scritti in modo errato, un virus infettasse il sistema, il software avesse qualche errore, oppure i dati o più dischi rigidi si guastassero. In altre parole, la tecnologia RAID protegge da errori hardware, ma non da errori software, quindi è consigliabile eseguire backup regolari anche quando si utilizza un sistema RAID.

Perdite di dati: 30% in più nel 2018

Acronis ha presentato i dati del sondaggio globale commissionato per il World Backup Day 2019 per fare luce sulle abitudini globali di protezione dati degli utenti. Dall’indagine emerge che il 65,1% degli utenti intervistati o un membro della loro famiglia ha perso dati in seguito a un’eliminazione involontaria, un guasto o un problema software, con un aumento del 29,4% rispetto allo scorso anno.
Il sondaggio che Acronis commissiona per il World Backup Day rivela anche che quasi tutti gli utenti (92,7%) eseguono ormai il backup dei propri computer, con un aumento di oltre il 24,1% rispetto allo scorso anno, il più consistente su base annua.
“Questi due risultati possono apparire incompatibili a una prima lettura: come è possibile che sia aumentata la percentuale di dati persi se quasi tutti eseguono il backup?” si chiede James Slaby, Direttore Cyber Protection presso Acronis. “Spiegare il senso di queste cifre non è comunque complicato. Le persone utilizzano un numero maggiore di dispositivi e accedono ai propri dati da più posizioni rispetto a prima, moltiplicando così le opportunità di perdere i dati. A volte eseguono il backup del laptop, ma non quello dello smartphone che magari viene dimenticato in taxi causando così la perdita dei dati.”
Per l’indagine mondiale di Acronis sono stati intervistati non solo utenti consumer, ma anche – per la prima volta – di fascia business. Il numero crescente di CEO, CIO e altri dirigenti che hanno perso il proprio lavoro a seguito di violazioni dei dati, attacchi online ed errori procedurali dei team IT ha spinto Acronis ad integrare nel sondaggio domande sui loro timori e sulle procedure attuate in merito ai dati. L’aggiunta degli utenti business ha messo in evidenza numerose differenze sulle motivazioni e le modalità con cui utenti e aziende proteggono le proprie risorse digitali.
Il numero di dispositivi usati dagli utenti è in costante aumento: oltre il 68,9% di utenti individuali riferisce di possedere tre o più dispositivi, inclusi computer, smartphone e tablet. È un aumento del 7,6% dal 2018.
Considerata la quantità dei dati usati e i racconti di coloro che hanno perso le proprie case a causa di incendi e inondazioni, e del volume di dati perduti in seguito ad attacchi ransomware e violazioni della sicurezza, l’incremento dei backup riferito testimonia l’esigenza di protezione dei dati da parte di quasi tutti gli utenti. Di fatto quest’anno solo il 7% ha dichiarato di non aver mai eseguito un backup, una percentuale che lo scorso anno era pari al 31,4%.
Dal sondaggio emerge anche il maggior valore attribuito dagli intervistati ai propri dati: il 69,9% riferisce l’intenzione di spendere oltre $50 per recuperare file, foto, video perduti. Lo scorso anno questa percentuale era inferiore al 15%.
Il 62,7% degli utenti tiene i propri dati nelle immediate vicinanze, eseguendo il backup su un disco esterno locale (48,1%) o su una partizione di disco rigido (14,6%). Solo il 37,4% utilizza un approccio al cloud o ibrido tra cloud e in locale.
La bassa percentuale di adozione del cloud presenta un’altra apparente incongruenza. La maggior parte degli utenti afferma che l’accesso libero ai dati è uno dei principali vantaggi offerti dal backup, con una netta maggioranza che sceglie “l’accesso facile e rapido ai dati di backup da qualsiasi posizione” come caratteristica prioritaria. Ciononostante, solo un terzo esegue il backup nel cloud, l’unica opzione che offre la possibilità di recuperare i file da qualsiasi posizione.
Il tipo di dati su cui convergono i maggiori timori degli utenti è rappresentato da contatti, password e altre informazioni personali (45,8%), a cui fanno seguito file multimediali come foto, video, musica e giochi (38,1%).
Poco meno della metà degli utenti è consapevole dei potenziali attacchi online che minacciano i dati, come il ransomware (46%), il malware di mining di criptovalute (53%) e gli attacchi di ingegneria sociale (52%) usati per diffondere i malware. La diffusione delle informazioni relative a questi pericoli sembra aver subito un rallentamento, perché il numero di consumatori consapevoli è aumentato del solo 4% nello scorso anno.
Poiché una sola ora di fermo aziendale implica in media 300.000 $ di attività mancate, gli utenti corporate devono conoscere il valore dei propri dati. E poiché è sui CEO e sui dirigenti di alto profilo che ricade la maggiore responsabilità per la protezione dei dati e le procedure di sicurezza all’indomani delle eventuali violazioni, la leadership va assumendo un atteggiamento proattivo.
Ciò spiega perché gli utenti business intervistati da Acronis per il World Backup Day siano ormai pronti a proteggere i propri file, applicazioni e sistemi, con una netta maggioranza che sottolinea come sicurezza e salvaguardia dei dati siano gli aspetti prioritari, collocati rispettivamente al primo e al secondo posto.
Per la prima volta il sondaggio del 2019 ha visto la partecipazione delle aziende. Le risposte provengono da strutture di ogni dimensione: un 32,7% di piccole aziende con meno di 100 dipendenti, un 41% di aziende di medie dimensioni con un numero di dipendenti compreso tra 101 e 999 e un 26,3% di grandi imprese che impiegano 1.000 o più persone.
Indipendentemente dalla dimensione, la maggioranza considera la protezione dei dati una priorità ed esegue quindi il backup dei dati ogni mese (35,1%), ogni settimana (24,8%) o ogni giorno (25,9%). Grazie a ciò, è il 68,7% delle aziende intervistate ad affermare di non aver subito durante lo scorso anno perdite di dati che hanno causato periodi di inattività.
Le stesse aziende appaiono anche fortemente consapevoli dei rischi più recenti che corrono i propri dati; per questa ragione si dichiarano preoccupate o fortemente preoccupate dai ransomware (60,6%), dal cryptojacking (60,1%) e dagli attacchi di ingegneria sociale (61%).
Nella pratica, le aziende di ogni dimensione si affidano ai backup nel cloud: il 48,3% in modo esclusivo e il 26,8% adottando una combinazione di backup locale e cloud.
Considerati i timori dichiarati a proposito della sicurezza e della salvaguardia dei dati, la loro fiducia verso il cloud è comprensibile. L’esigenza di “backup affidabili che rendano i dati sempre accessibili per il ripristino” è soddisfatta quindi dal backup offsite nel cloud, che garantisce la sopravvivenza dei dati anche se un incendio, un alluvione o un’emergenza naturale distrugge le strutture aziendali. In termini di sicurezza (“i dati devono essere protetti dalle minacce online e cybercriminali”), il cloud rappresenta una sorta di cuscinetto che gli attacchi malware hanno difficoltà a violare.
Poiché le minacce ai dati continuano a mutare a una velocità straordinaria, tanto i singoli quando le aziende devono adottare soluzioni che forniscano una protezione dei dati di vasta portata, flessibile al punto da includere backup locali, ibridi e cloud, nonché funzioni proattive di backup e difesa dal malware.
Soltanto le soluzioni di backup Acronis – Acronis Backup per le aziende e Acronis True Image per l’uso personale – integrano una difesa contro il ransomware basata su intelligenza artificiale che individua e arresta il ransomware in tempo reale e ripristina automaticamente qualsiasi file oggetto di attacco. L’efficacia della tecnologia è comprovata: solo lo scorso anno ha bloccato oltre 400.000 attacchi ransomware.