Come gli snapshot consentono di migliorare il backup

Roy Child, product specialist di Commvault

I punti di vista su snapshot e backup sono diversi. Alcuni sostengono che gli snapshot non possano avere da soli il ruolo del backup, e abbiano bisogno di integrarsi con il backup per assicurare il ripristino. Molte aziende hanno capito di aver bisogno di snapshot per risolvere le sfide di backup e ripristino dei dati critici, ma senza dotarsi di uno strumento di integrazione degli snapshot all’interno del ciclo di vita dei dati, si finisce per creare nuovi problemi invece di risolverli. In realtà, gli snapshot possono davvero migliorare il backup.

Riservare i server di produzione alla produzione effettiva
Gli snapshot apportano numerosi benefici. Sono in grado di eliminare i carichi di backup dai sistemi di produzione. Si effettuano in pochi secondi, in modo che le applicazioni di produzione principali non debbano sopportare per ore carichi di lavoro significativi. Carichi che possono essere trasferiti su un server proxy separato, che esegue il backup per conto della produzione. È possibile consolidare i backup di più server di produzione attraverso lo stesso proxy per incrementare l’efficienza.

Anche l’offload del backup crea nuove sfide  
È più semplice dirlo che farlo. Utilizzare strumenti separati per snapshot e backup conduce a una possibile disconnessione nell’ambiente di backup che porta con sé gravi implicazioni per la gestione e il ripristino. Se i backup avvengono sul server proxy, lo strumento di backup è a conoscenza solo di quello che succede sul proxy. Il server proxy, e quindi il tool di backup, non sono al corrente di quanto fanno i server di produzione, che conservano file importanti, e nemmeno di database o applicazioni che potrebbero esservi in esecuzione.
Perché questo è importante? Bisogna tenere in considerazione queste differenze. L’ambiente di produzione cambia e cresce, ed è quindi necessario mantenere aggiornati snapshot e backup. Quando si devono ripristinare i dati, si presentano alcune sfide aggiuntive. In primo luogo, bisogna sapere esattamente quali file recuperare per ogni database. È necessaria inoltre la presenza di un amministratore di database che lo ripristini e lo riporti in un determinato punto nel tempo, perché non è possibile utilizzare la funzionalità acquistata nel tool di backup.
Inoltre, per essere certi di effettuare il restore dei file corretti nella posizione giusta, serve conoscere esattamente l’origine di provenienza dei dati, tenendo in considerazione che il tool di backup non ha informazioni sulla produzione. Il monitoraggio diventerà quindi fondamentale all’interno della strategia di ripristino.
È un processo molto rapido. Ogni database, disco, VM, file system, server, sistemi storage e proxy che viene aggiunto allo snap rende la lista più lunga e la ricerca più difficile. Inoltre, è importante ricordare che bisogna aggiornare il monitoraggio dei dati ogni volta che l’ambiente cambia. In caso di ripristino su larga scala, sbloccare tutte le relazioni per realizzare il ripristino potrebbe aggiungere ore al tempo di inattività generale.
Un altro elemento che spesso si considera solo all’ultimo momento è la visibilità, specialmente quando si parla di soluzioni scripted. Lo strumento di backup fornisce report e alert per avvisare quando la situazione non sta funzionando in modo adeguato, ma è altrettanto importante che avvisi quando tutto funziona correttamente. La soluzione di gestione degli snapshot deve fare lo stesso.
Si tratta di problematiche dovute al mancato collegamento tra gli strumenti, indipendentemente dalla buona qualità di snapshot e backup. E sono problematiche che vanno affrontate.

Uno strumento unico per gestire snapshot e backup
Quando lo strumento di backup gestisce anche gli snapshot, tutta questa complessità svanisce. Il tool registra tutte le informazioni proxy, gestisce gli elementi di integrazione – OS, hypervisor, database – per assicurare il ripristino e consentire di recuperare un database sotto forma di database, anche in uno specifico momento nel tempo, senza necessità di un amministratore di database. È possibile standardizzare un processo di recovery per snapshot e backup e ottenere la visibilità operativa necessaria senza duplicare report o dover apprendere nuove capacità.
È importante notare che anche se il tool di backup gestisce gli snapshot, potrebbe comunque avere problemi nel backup se la soluzione non supporta tutte le applicazioni o lo storage. Bisognerà utilizzare script e processi manuali per risolvere ogni gap, con tutti i problemi descritti in precedenza.

Lo scripting non è la risposta
Si tratta di una situazione che ho vissuto in prima persona. Quando lavoravo come ingegnere IT, avevamo un’applicazione che doveva effettuare backup coordinati e coerenti su una coppia di server. I dati erano troppi e troppo complessi per poter eseguire i backup in produzione e restare nei tempi previsti. Avremmo avuto bisogno di snapshot, ma a quei tempi non esistevano soluzioni di gestione degli snapshot per il nostro storage. Ho dovuto fare lo script.
La soluzione scripted lavorava molto come ho descritto. Il backup degli snapshot avveniva attraverso un server proxy, senza consapevolezza dei database SQL o dei server di origine. Il ripristino è sempre stato un grosso problema, perché oltre a controllare le relazioni per essere certi che stessero recuperando i dati, l’amministratore doveva ripristinare il database e i file su entrambi i server nello stesso momento nel tempo.
Abbiamo dovuto lavorare con questo processo per molti anni, ed è stato complicato. Dovevamo aggiornare spesso i file di configurazione quando il team applicativo aggiungeva dischi e in più occasioni qualcuno dimenticava un aggiornamento e interrompeva il backup. Senza considerare migrazioni di server e storage che richiedevano modifiche di configurazione ancora più grandi e fasi di test impegnative. Cambiando soluzioni di backup, abbiamo dovuto rielaborare completamente il processo.
A causa della complessità, abbiamo sempre utilizzato la soluzione solo su due di queste coppie di server, e anche se l’ambiente era contenuto nelle dimensioni, il tempo necessario per la manutenzione e la risoluzione dei problemi del processo era tanto. Onestamente, non ce ne saremmo nemmeno preoccupati se non avessimo potuto trovare le finestre di backup in altro modo.
Se avessi potuto realizzare questo processo con una soluzione performante, non avrei dovuto scrivere script, né gestire file di configurazione, né avere conoscenza SQL e componenti da monitorare. La reportistica e gli alert avrebbero incluso backup e snapshot. Il ripristino sarebbe stato semplice e le migrazioni storage sarebbe state virtualmente un non-evento.
In breve, gli snapshot sarebbero stati così integrati con il backup da non accorgersi neanche della loro presenza, oltre a non appesantire ulteriormente l’ambiente di produzione. E questo livello di integrazione rappresenta il modo in cui gli snapshot migliorano il backup. In questa era di singole soluzioni “abbastanza efficaci”, è facile trascurare i costi nascosti e le sfide che da essi derivano, fino al momento in cui non ci si trova ad affrontarli, di solito nella peggiore occasione possibile.

Scott Strubel vice president of worldwide channels di Commvault

Commvault ha nominato Scott Strubel vice president of worldwide channels, con la responsabilità di guidare l’ecosistema globale di reseller e distributori dell’azienda. In questo ruolo, Strubel sarà impegnato nella creazione di programmi innovativi che aiutino i partner di canale a differenziare l’offerta di soluzioni Commvault sul mercato e a garantire valore ai loro clienti, supportando allo stesso tempo la crescita dell’azienda.



Grazie alla sua esperienza nella guida delle vendite e delle relazioni con i partner in aziende del mondo IT, Strubel è la persona più preparata per assumere questo ruolo. Di recente, è stato vice president of the Americas Partner Organization di NetApp, con la responsabilità delle vendite sul canale indiretto, delle attività con i partner e delle operazioni di inside sales e demand generation dell’organizzazione Americas Virtual Sales. In precedenza, ha creato e gestito il field operativo per il software di gestione enterprise di NetApp. Strubel ha ricoperto anche ruoli dirigenziali nelle vendite e nel canale in HP, partecipando al lancio di HP Software.
La nomina di Strubel segue gli ultimi recenti ingressi di Owen Taraniuk in qualità di Head of Worldwide Partnerships and Market Development e di Andy Vandeveld come Vice President Worldwide Alliances, parallele alle nuove e consolidate partnership con alcune aziende leader nel mondo cloud e tecnologico quali AWS, Microsoft, Hitachi, Ltd, HPE e Infinidat.

Commvault entra in Hewlett Packard Enterprise Complete

Commvault è entrata a far parte di Hewlett Packard Enterprise (HPE) Complete, punto unico di commercializzazione di soluzioni infrastrutturali end-to-end certificate di HPE e di terze parti. Attraverso questo programma di rivendita, HPE e i suoi partner globali potranno ora vendere l’ampia gamma di soluzioni Commvault per la data protection, come la Commvault Data Platform, in modo completamente integrato con i prodotti HPE Storage.



Commvault entra in HPE Complete nel momento in cui le aziende si affidano sempre più a soluzioni di backup e data protection semplici, complete e potenti, per ridurre la complessità nei loro ambienti IT. Sulla spinta del continuo aumento della quantità e varietà dei dati, le aziende devono immagazzinare, gestire e analizzare questo vero e proprio tesoro di cui dispongono, riducendo nel contempo i rischi associati ad attacchi ransomware sempre più diffusi e sofisticati, e ad altre minacce ancora. Grazie a questa estensione della collaborazione, realtà che operano nei mercati più vari, compreso quello pubblico e della sanità, possono acquistare con semplicità su HPE Complete soluzioni software Commvault ottimizzate per HPE Storage, tra cui HPE StoreOnce, HPE 3PAR, HPE Nimble Storage, HPE Apollo e HPE ProLiant, ovunque nel mondo, tramite la rete commerciale diretta o indiretta di HPE. A seguito di ciò, i clienti HPE possono semplificare protezione, gestione e attivazione dei loro dati, indipendentemente dal fatto che si trovino on-premise o nel cloud, il tutto accelerando il loro processo di digital transformation.
Le soluzioni software Commvault HPE Complete offrono alle aziende un modo veloce, a costi e rischi contenuti, per proteggere le potenti funzionalità di data protection, backup e disaster recovery di cui hanno bisogno per ottimizzare le loro operazioni IT e trasformare i dati in uno strumento di business:
• Ottimizzando le attività di backup, archiviazione, recovery, ricerca ed e-discovery su database, applicazioni ed endpoint.
• Implementando strategie estese di data protection e compliance normativa, che consentono alle aziende di trovare, amministrare, governare e ripristinare velocemente i dati all’interno dell’intera organizzazione, da un portale centrale.
• Consentendo strategie hybrid cloud grazie alla possibilità di trasferire, gestire e attivare dati tra infrastrutture on-premise e nel cloud.
Grazie all’estensione della partnership con HPE annunciata, Commvault è in grado di offrire una soluzione di data protection pre-validata, che risponde alle necessità sia di storage primario che secondario, grazie alla Commvault Data Platform e alla tecnologia Commvault HyperScale™.
L’ingresso in HPE Complete sottolinea anche il momento particolarmente positivo che Commvault sta vivendo nel mercato healthcare, consentendo a Commvault di offrire in modo più semplice e immediate ai clienti HPE soluzioni pre-validate e completamente integrate per la gestione e la protezione di dati sanitari su prodotti storage HPE, come descritto nel dettaglio da un comunicato stampa dedicato. Inoltre, il nuovo accordo di commercializzazione conferma altre recenti iniziative comuni tra Commvault e HPE, compresa la scelta da parte di HPE della Commvault Data Platform come base della nuova soluzione HPE GreenLake Backup.

Protezione dei dati nell’ordine dei Petabyte con Commvault e INFINIDAT

Commvault e INFINIDAT hanno annunciato una partnership strategica destinata a offrire alle aziende di grandi dimensioni un’unica soluzione di protezione dei dati, in grado di rispondere sia alle necessità di storage primario che secondario. Insieme, Commvault e INFINIDAT aiuteranno le organizzazioni a proteggere i loro dati, on-premise e nel cloud, migliorando agilità di business, affidabilità ed efficienza dell’IT.



Attraverso questa partnership, INFINIDAT e il suo network di reseller possono ora vendere il software Commvault ai loro clienti, in un momento in cui le grandi aziende si trovano ad affrontare problematiche sempre più complesse, legate alla crescita esponenziale dei dati che devono immagazzinare, gestire e analizzare, oltre ai rischi crescenti di violazioni della sicurezza.
Già nel 2014, INFINIDAT ha iniziato a commercializzare il suo prodotto di punta InfiniBox, al quale ha più recentemente aggiunto la Infinidat Backup Appliance. Un singolo InfiniBox è in grado di immagazzinare oltre 5 Petabyte di dati con una carbon footprint inferiore rispetto alla maggior parte degli array dello stesso livello, e offre livelli eccezionali di prestazione e affidabilità. A differenza delle tradizionali soluzioni enterprise che si affidano a costoso hardware flash per garantire prestazioni elevate, InfiniBox presenta un approccio incentrato sul software, che fa uso di algoritmi di machine learning per ottenere i massimi livelli di performance ed affidabilità a partire da hardware standard.
Commvault consente alle aziende di affrontare con successo problematiche legate ai dati grazie alla sua estesa piattaforma, che offre funzionalità in grado di difendere e ripristinare rapidamente i dati rispetto a una varietà sempre più ampia di minacce, tra cui il ransomware, La Commvault Data Platform mette anche a disposizione dei clienti la flessibilità necessaria per gestire in modo affidabile dati che si trovano nel datacenter, nel cloud e sui dispositivi mobili.
Unendo la potenza del software Commvault con gli array storage di INFINIDAT, le aziende clienti ottengono una soluzione di protezione dei dati completa ed estremamente personalizzata, oltre che completamente integrata per proteggere le principali applicazioni critiche per il business e per rispondere agli SLA più stringenti in tema di performance di backup e ripristino.

HPE GreenLake Backup supportata da Commvault Data Platform

Commvault ha annunciato che la sua Commvault Data Platform è stata selezionata da Hewlett Packard Enterprise (HPE) per supportare la sua nuova soluzione HPE GreenLake Backup. Già disponibile e gestito tramite il servizio HPE di consumo IT flessibile e basato sui risultati, il software Commvault, preintegrato su server, storage e tecnologia di rete HPE, fornirà ai clienti protezione dei dati e affidabilità di classe enterprise lungo tutto il ciclo di vita di un ambiente di backup.



Con il supporto di HPE GreenLake Backup, Commvault semplifica l’esperienza di backup per i clienti fornendo l’hardware, il software e i servizi necessari a rispondere con successo a problematiche di protezione dei dati e compliance, limitata disponibilità di risorse, e crescita continua dei dati. HPE GreenLake Backup è un’implementazione on-premise, che viene proposta al costo di un’offerta cloud.