Storage: i 5 principali trend del 2022


Di Eric Herzog, Chief Marketing Officer Infinidat

Trend #1: La natura critica dei dati e la cyber resilience – dallo spazio di archiviazione alla strategia di cybersecurity aziendale

Gli attacchi informatici hanno raggiunto livelli così elevati che, a metà 2021, il 66% dei CEO intervistati nella Fortune 500 CEO survey li ha indicati come la minaccia n. 1 per le aziende. Allo stesso modo, in un sondaggio di KPMG, condotto a marzo 2021, i CEO hanno indicato la sicurezza informatica come la prima delle preoccupazioni. Il dato davvero allarmante è che, secondo gli analisti di sicurezza, la media dei giorni necessari per identificare e contenere una violazione dei dati è di 287 giorni.
Oggi, se un’impresa o un service provider non dispongono di resilienza informatica e a livello dei dati, continueranno ad essere preda di attacchi da parte dei criminali informatici. In breve, la domanda che oggi bisogna porsi non è “SE” si subirà un attacco informatico, ma quando e quanto di frequente. Prepararsi ad affrontare questo nuovo scenario, significa disporre di un’infrastruttura di storage resiliente come componente fondamentale della propria sicurezza informatica.

Trend #2: Incorporare l’Intelligenza Artificiale nell’intero sistema di storage e optare per uno storage software defined come base per una moderna infrastruttura di protezione dei dati

La tecnologia Storage continua a essere una base fondamentale per ottimizzare le prestazioni di applicazioni basate su AI, dei carichi di lavoro e di use case. Nel 2022, l’integrazione di tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale nei sistemi di storage, e soprattutto in uno storage software defined, garantirà un vero e proprio valore aggiunto e permetterà di risparmiare notevolmente su CAPEX e OPEX, nonché di migliorare le prestazioni reali su tutte le applicazioni e i carichi di lavoro.
Nel corso del nuovo anno, l’intelligenza artificiale sarà utilizzata per creare sistemi storage e SDS e, grazie a questo nuovo trend, sarà possibile utilizzare al meglio le potenzialità dell’AI per migliorare il proprio spazio di archiviazione.

Trend #3: Integrazione di tecnologie storage in ambienti off-premise basati su tecnologie ibride e container

Il passaggio al cloud ibrido e alle tecnologie container continuerà a proliferare a un ritmo accelerato. Con sempre più carichi di lavoro che vengono spostati a una configurazione cloud ibrida, sarà fondamentale disporre di un’infrastruttura che supporti core, edge e cloud, nonché il livello di virtualizzazione e quello container in un ambiente ibrido.
In questo modo, sarà possibile migliorare la capacità delle aziende di fornire i corretti servizi a seconda dei diversi utenti finali e gli SLA adatti al business di riferimento. Disporre di competenze per l’integrazione del cloud ibrido nel 2022 sarà ancora più importante. Stiamo assistendo, sempre più di frequente, anche all’adozione di altri miglioramenti, come l’air-gapping (sia locale che remoto), parte essenziale in una strategia di sicurezza informatica pensata per il cloud ibrido.

Trend #4: Utilizzo della tecnologia di storage per garantire prestazioni e disponibilità di applicazioni e carichi di lavoro

Non solo i server, ma anche lo storage è una delle componenti estremamente critiche quando si parla di performance delle applicazioni nel mondo reale. Per i carichi di lavoro a blocchi altamente transazionali, sarà posta maggiore attenzione alla latenza delle applicazioni, sia in lettura sia in scrittura, per garantire tempistiche sotto i 100 microsecondi. Sebbene sia possibile esaminare una moltitudine di metriche sulle prestazioni dello storage, la latenza è nella pratica il fattore determinante per le prestazioni transazionali.
Attraverso il layer applicativo reale (non con dati di laboratorio), un team IT può ottenere prestazioni a partire da 50 microsecondi in lettura e fino a 75-80 microsecondi in scrittura, ottimizzando le prestazioni raggiungibili. Affidarsi a una soluzione che garantisca prestazioni inferiori significherebbe rimanere bloccati in una soluzione legacy, non più ottimale.
Sebbene le prestazioni delle applicazioni siano fondamentali per le aziende moderne, è altrettanto fondamentale disporre della massima disponibilità del sistema. Se lo storage è performante ma senza una elevata disponibilità, le prestazioni diventano una questione controversa. Nel 2022, assisteremo a una forte enfasi da parte delle aziende sul fatto che il proprio storage soddisfi le caratteristiche di disponibilità del 100%.

Trend #5: In che modo lo storage può ridurre OPEX e CAPEX per l’infrastruttura

La pressione esercitata sui CIO affinché riducano al massimo i costi, non farà che aumentare in futuro, date le continue incertezze economiche e aziendali. I leader IT si vedranno, quindi, sempre più impegnati a trovare il modo migliore per ridurre i costi dall’infrastruttura dati.
Grazie alle prestazioni elevate e alla bassa latenza offerta da un’architettura di storage software defined, nel 2022 un numero sempre crescente di imprese sarà in grado di consolidare più carichi di lavoro su un singolo array di storage, riducendo drasticamente CAPEX e OPEX. Non ci sarà, così, più bisogno di disporre di 50 storage diversi, ognuno dei quali esegue 1 applicazione o un singolo carico di lavoro: con le moderne soluzioni di Storage Enterprise, tutte e 50 le applicazioni e i carichi di lavoro potranno adattarsi a uno o due storage. Si parla, quindi, di un risparmio su watt, slot, alimentazione, raffreddamento, spazio sul pavimento e manodopera operativa.
L’uso di uno Storage che integra una tecnologia di Intelligenza Artificiale riduce sostanzialmente la manodopera operativa, quindi le OPEX. Inoltre, il fatto che il sistema storage regoli automaticamente, e in tempo reale, la memorizzazione nella cache e gli altri parametri prestazionali con la precisione dell’intelligenza artificiale o configuri automaticamente il sistema storage, riduce il carico di lavoro su IT, data center e amministratori di storage. L’abbinamento con software di misurazione e monitoraggio dello storage incentrati su AIOps con supporto proattivo ridurrà anche OPEX e CAPEX. Per questo motivo, alcune aziende di storage hanno esteso il proprio software di storage AIOps con quello dei fornitori di Data Center AIOps, come ServiceNow, Virtana, VMware, Splunk e altri, riducendo non solo OPEX per lo storage, ma per l’intero data center.