APC Smart UPS a profondità ridotta con batterie al Litio

Schneider Electric ha annunciato la disponibilità del nuovo modello 230V a profondità ridotta, della linea APC Smart-UPS™ con tecnologia agli ioni di litio. Le nuove versioni rendono la tecnologia agli ioni di litio, una soluzione economica per le applicazioni edge computing e per le installazioni in ambienti IT progettati appositamente.

I nuovi modelli APC Smart-UPS raccolgono una serie di sfide proprie del mercato Europeo, come le limitazioni di spazio, le aree a uso misto per i sistemi IT, a requisiti rispetto al ciclo di vita e la facilità di installazione, accesso e manutenzione, insieme alla richiesta di soluzioni più compatte e leggere che necessitano di poca manutenzione.

I nuovi modelli line interactive della linea APC Smart-UPS™ sono progetati per offrire una protezione completa dell’alimentazione e hanno una maggiore resistenza che li rende adatti a tutti gli ambienti IT. La tecnologia agli ioni di litio permette inoltre una durata della batteria maggiore e un TCO (Total Cost Ownership) inferiore, con un risparmio fino a 50% rispetto agli UPS (Uninterruptible Power Supply) che utilizzano batterie tradizionali al piombo ermetico (VRLA). I nuovi Smart-UPS sono offerti con una garanzia di 5 anni completa per l’elettronica e le batterie.

Con l’aumento della digitalizzazione, dei dati da gestire e della necessità crescente di connettività, in cui un ruolo fondamentale è giocato dall’Internet of Things (IoT), molte aziende stanno adottando strategie di trasformazione digitale per favorire l’efficienza, la produttività e la redditività. L’Edge Computing prevede infatti l’implementazione e la gestione di ambienti IT vicino a dove i dati sono generati, raccolti ed elaborati.

La linea APC Smart-UPS line interactive comprende diversi modelli La gamma APC Smart-UPS comprende modelli da 500, 750, 1000 e 1500VA. Le opzioni includono 1U Rack / Tower / Wall Mount (500VA) e 2U & 3U Rack Mount (750, 1000, 1500VA che sono a bassa profondità, leggeri e abilitati al cloud per rendere semplice il monitoraggio remoto. I nuovi UPS combinano la modalità “green” garantendo fino a 97% di efficienza, con alimentazione di rete, regolazione automatica della tensione (AVR) e protezione da sovratensioni.

La dimensione ridotta dei nuovi APC Smart-UPS li rende ideali per essere collocati in spazi piccoli. Possono essere integrati in sistemi IT già esistenti grazie all’infrastruttura Hyper-Converged (HCI) o ai modelli con montaggio a parete, come il primo EcoStruxure Micro Data Center 6U di Schneider Electric. Le soluzioni APC Smart-UPS possono essere facilmente personalizzate grazie al APC Local Edge Configurator, scegliendo l’opzione di alimentazione, raffreddamento, custodia e gestione per meglio adattarsi ad essere installati in ambienti diversi, dal punto vendita fino ad ambienti industriali, scolastici e sanitari.

Le soluzioni APC Smart-UPS offrono diverse opzioni di gestione
EcoStruxure Ready™: i modelli APC Smart-UPS sono EcoStruxure Ready™ per una gestione remota semplificata e offrono un’amplia gamma di opzioni per soddisfare ogni esigenza
Abilitati al Cloud: ogni modello è abilitato per il cloud e per il monitoraggio remoto
PowerChuteTM Business Edition per automatizzare accensione e spegnimento, inclusa
EcoStruxure Asset Advisor: i clienti possono beneficiare di una maggiore affidabilità e di un ridotto rischio di downtime grazie alla possibilità di sfruttare il servizio di monitoraggio remoto EcoStruxure Asset Advisor di Schneider Electric.

Scegli i vantaggi della tecnologia agli ioni di litio per soluzioni IT sempre più affidabili
Prestazioni elevate ad alte temperature: le batterie agli ioni di litio sono progettate per supportare una maggiore fluttuazione della temperatura e garantiscono prestazioni elevate a temperature fino a 40 °C
sono più leggere e più compatte rispetto alle equivalenti VRLA
Installazione e gestione più semplici con una maggiore efficienza nei cicli di carica
TCO inferiore: le batterie offrono un TCO inferiore grazie a una maggiore durata operativa e costi di assistenza e sostituzione ridotti.

HDD o SSD: quale vincerà la competizione dello storage?

In un’epoca in cui la quantità di dati sta subendo una crescita vertiginosa, Toshiba Electronics Europe GmbH fa il punto sulle soluzioni di storage e traccia i trend per il 2020.
La domanda di storage è in aumento e, secondo le previsioni, nel 2020 e nei prossimi anni non mostrerà segni di rallentamento. A dimostrarlo è la quantità di aziende che preferiscono scegliere soluzioni cloud piuttosto che investire nel mantenimento della propria infrastruttura e le start-up innovative che pongono sempre più al centro del proprio business plan le soluzioni X-as-a-Service. Inoltre, la tipologia di applicazioni, come l’analisi di quantità ingenti di big data e il training degli algoritmi di intelligenza artificiale (AI) su enormi set di dati oltre alla diffusione del 5G, sta contribuendo ulteriormente all’aumento della domanda di capacità di archiviazione. È essenziale quindi che gli operatori delle imprese e dei data center esaminino tutte le possibili opzioni di storage per pianificare gli investimenti ottimali per gli anni a venire.
Secondo le previsioni di IDC, tra il 2018 e il 2025 arriveranno sul mercato oltre 22 ZB di capacità di storage. Si prevede che circa il 26% di tale capacità sarà soddisfatta dalla tecnologia flash; tuttavia, sarà la consolidata tecnologia HDD a contribuire in maniera più determinante, con il 59%.

Rainer W. Kaese, Senior Manager di Toshiba Electronics Europe GmbH

“L’avvento dell’Industria 4.0, la crescita delle applicazioni di Internet of Things (IoT) e la successiva gestione dei dati generati comporteranno anche un aumento della quantità di dati al secondo memorizzati nella ‘Datasfera’”, ha commentato Rainer W. Kaese, Senior Manager di Toshiba Electronics Europe GmbH. “Per lo storage a breve termine di tali dati la tecnologia SSD rappresenta un vantaggio grazie al proprio form factor ridotto, bassa potenza e bassa latenza e all’alto livello di produttività. Tuttavia, questi vantaggi in genere comportano ancora un costo 8-10 volte superiore rispetto a un equivalente storage HDD e lo storage a lungo termine per l’analisi e l’archiviazione dei dati richiederà una capacità che solo soluzioni di storage economiche, basate su HDD (e tape) possono offrire.”
Secondo le ricerche condotte da Toshiba, le soluzioni composta da numerosi HDD a basso costo in configurazione RAID10 o con un’architettura in parallelo definita dal software registrano performance superiori rispetto a soluzioni di uguale costo con pochi SSD in termini di IOPS (per blocchi di dimensioni superiori a 64k Byte), offrendo al contempo una capacità di storage tre volte superiore. Ciò dimostra che i numerosi spindle paralleli degli HDD in una configurazione multi-drive appropriata possono ancora competere con gli SSD.
Gli HDD sono ormai una “tecnologia matura” a confronto delle memorie flash anche grazie ai molti miglioramenti tecnologici apportati nel tempo. Ad esempio l’esperienza di Toshiba nell’introduzione sul mercato di unità HDD a elio ha visto la capacità di storage per drive aumentare da 14TB nel 2017 a 16TB nel 2019. I vantaggi dell’uso dell’elio consistono nella possibilità di realizzare piatti più sottili, così che nel futuro si arriverà, probabilmente, a vedere fino a 10 piatti integrati in un singolo drive da oltre 20TB, e nella riduzione del consumo di energia (oggi gli HDD a elio più efficienti e ad alta capacità richiedono circa il 28% in meno di energia rispetto ai loro predecessori).
Le soluzioni di “sorveglianza intelligente” sono un altro campo di forte crescita per lo storage, ma anche un’altra applicazione che risente dell’impatto delle tecnologie AI. In questo caso i requisiti si discostano notevolmente da quelli che servono per i datacenter tradizionali, in cui i drive devono supportare un intervallo di temperatura da 0°C a 70°C, fornendo al contempo eccellenti valori MTTF e periodi di garanzia affidabili. I nuovi sistemi di videocamere che offrono flussi video a risoluzione più elevata generano ancora più dati di prima. Ma la tecnologia delle unità deve anche garantire che questi dati possano essere scritti senza far perdere i fotogrammi, fornendo al contempo l’accesso a tali dati per l’analisi da parte dell’IA e di altre applicazioni di grandi dimensioni.
Al di fuori dell’ambito dei data center aziendali e dello storage di sorveglianza, anche i privati e le piccole e medie imprese (PMI) devono far fronte all’aumento della quantità di dati con cui avere a che fare. Si va da foto e video, a dati aziendali e file di progettazione per progetti complessi. Serie di HDD come la N300 di Toshiba offrono fino a 16TB (helium-filled) di spazio di archiviazione, consentendo alle soluzioni NAS ad alta capacità di funzionare a casa o in ufficio come backup locale o come alternativa alle soluzioni di archiviazione cloud e un livello di privacy migliorato per coloro che non sono disposti a salvare tutti i propri dati personali nel cloud.
Quel che è certo è che la domanda di storage continuerà a crescere rapidamente nei prossimi 5-10 anni. Nonostante i progressi previsti nella tecnologia flash, gli SSD rimarranno un “prodotto di lusso” nonostante il prezzo/TB continuerà a diminuire. Questo perché anche il prezzo/TB degli HDD continuerà a decrescere allo stesso ritmo. Gli HDD continueranno quindi a fornire la maggior parte della capacità di memorizzazione, i loro miglioramenti in termini di consumo energetico ne garantiranno l’attrattiva e, in alcune configurazioni di memorizzazione RAID o definite dal software, rimarranno competitivi o migliori degli SSD in termini di performance e a parità di budget.

ECMWF: il nuovo Data Center del Centro Europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine e la sua climatizzazione

Il complesso immobiliare dell’ex Manifattura Tabacchi, realizzato negli anni ’50-60 e ora di proprietà della Regione Emilia-Romagna, diventerà la sede del nuovo Tecnopolo di Bologna. Il progetto, frutto di un concorso internazionale, recupererà alcune delle strutture esistenti e costruirà nuovi edifici, su una superficie totale di oltre 100mila metri quadrati. Il nuovo Tecnopolo sarà un centro per l’innovazione e la sperimentazione e ospiterà istituzioni (agenzie della Regione, ENEA, Istituti Ortopedici Rizzoli), laboratori di ricerca, la nuova Agenzia nazionale per la meteorologia e la climatologia (ItaliaMeteo) e il data center del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, configurandosi come hub europeo della ricerca sul cambiamento climatico.

Il Tecnopolo bolognese è stato scelto per ospitare uno dei più grandi supercomputer al mondo: il nuovo Data Center del Centro Europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine – ECMWF. Questo supporterà le attività del Centro nell’elaborazione di modelli numerici di previsione metereologica. Il progetto è sostenuto dal Governo italiano che lo finanziato con 40 milioni di euro, e supportato da importanti istituzioni e agenzie nazionali. Con la scelta di Bologna come nuova sede del Data Center ECMWF è stato confermato il successo dalla Regione Emilia-Romagna nei settori della ricerca industriale e tecnologica e dell’elaborazione dei dati. Qui infatti si concentra già oggi il 70% della capacità di calcolo e di storage nazionale, grazie alla presenza di numerosi istituti di ricerca.

Il comfort negli uffici del Tecnopolo e il raffreddamento del data center ECMWF sono gestiti da un unico impianto congiunto, progettato per garantire massima efficienza e ridotto impatto ambientale. Nel dettaglio sono previste 28 unità Close Control condensate ad acqua di Mitsubishi Electric a marchio RC w-NEXT 2 K 180 a servizio delle sale server, 2 pompe di calore NX-W/ N 0262, 2 pompe di calore polivalenti NECS-W/ Q 0904, 3 UTA WZ-E per la climatizzazione estiva ed invernale degli uffici e 9 refrigeratori di liquido vite inverter con sorgente aria RC I-FR-G05-Z/E/S 3602 dedicate al raffreddamento del supercomputer. Il progetto si basa su un anello liquido freddo a servizio del datacenter, che alimenta i close control e funge anche da sorgente per le pompe di calore. Queste ultime in inverno smaltiscono il carico freddo direttamente sull’anello, diminuendo la richiesta di raffreddamento, mentre nei picchi estivi sono supportate dai gruppi frigoriferi, qui appositamente selezionati con refrigerante di nuova generazione R513A a ridotto GWP (Global Warming Potential) e ad impatto zero sullo strato di ozono. La produzione frigorifera centralizzata e la presenza dell’anello liquido freddo consentono una forte riduzione dei consumi elettrici totali dell’edificio. Inoltre, la gestione delle diverse unità avviene tramite sistema ClimaPRO che consente di mantenere il PUE medio stagionale del data center al di sotto di 1,5, scegliendo di volta in volta la sorgente migliore.

Storage & Cloud: analisi QSAN

Simone Ceccano, Sales Manager Italy, QSAN Technology
Simone Ceccano, Sales Manager Italy, QSAN Technology

Il mercato negli ultimi 15 anni ha subito delle vere e proprie ondate causate dall’emergere prepotente di nuove tecnologie, vedi il Cloud e sistemi di Iperconvergenza, che in un primo momento sembravano dover dettare nuovi standard in grado di sostituire per sempre i vecchi modi di intendere i datacenter e la gestione dei dati delle imprese. Puntualmente, al ritirarsi della marea, le soluzioni di archiviazione di tipo tradizionale non solo non sono scomparse, ma si sono dimostrate capaci di convivere e di adattarsi alle nuove opportunità create da queste nuove tecnologie. Questo perché le modalità di gestione del dato sono strettamente legate alle particolari esigenze delle aziende e dei diversi settori di business, per cui non è possibile ipotizzare un’unica soluzione standardizzata per realtà tanto diverse tra loro, seppure con in comune l’esigenza di dover stare al passo con l’evoluzione tecnologica e la diversificazione della domanda che viene dal mercato.  Questo discorso è tanto più vero nel variegato mercato italiano, il cui zoccolo duro, accanto alle grandi imprese e alla Pubblica Amministrazione, è formato dalle innumerevoli PMI di cui il nostro territorio è costellato, vero motore propulsore della nostra economia, ma il cui contesto è diversificato a seconda del settore o della situazione regionale in cui operano.

Un esempio lampante in tal senso è stata la comparsa delle soluzioni Cloud. Sicuramente il Cloud permette di risparmiare tempo e denaro nell’allestire datacenter interni che poi necessiteranno di continui aggiornamenti e manutenzione, senza menzionare i costosi sistemi necessari a garantire la sicurezza interna dei dati. Inoltre il vantaggio di una soluzione Cloud è la possibilità di iniziare ad utilizzarla immediatamente, tagliando tempi di attesa e di installazione, eliminando allo stesso tempo i costi del personale adibito al mantenimento ed implementazione di soluzioni storage di tipo tradizionale.

L’altra faccia della medaglia sono le scarse performance delle soluzioni Cloud, che rimangono comunque dipendenti dalla rete, rendendole perciò inadatte ad aziende con applicazioni mission-crytical che necessitano di velocità di trasferimento dati significative. Inoltre con il Cloud, se da una parte si eliminano i costi fissi di manutenzione dell’infrastruttura locale, dall’altra le imprese si trovano a dover pagare un canone fisso che nel caso di grandi quantità di dati può avere un costo non indifferente, in taluni casi in grado di annullare il ROI, rinunciando al contempo al controllo dei propri dati che viene inevitabilmente demandato a terzi.

Qual’é la soluzione migliore? Come detto in precedenza, la domanda non ha una risposta semplice e univoca, in quanto dipendente dal contesto particolare in cui viene calata. QSAN Technology, da sempre attenta all’evoluzione tecnologica e di mercato, propone l’utilizzo di soluzioni di hybrid cloud che possono far fronte contemporaneamente ad esigenze tanto diversificate. Con sistemi storage predisposti per interfacciarsi con le soluzioni cloud standard di mercato, come la serie XCubeNAS di QSAN, è possibile utilizzare l’archiviazione cloud per applicazioni che richiedono un livello di sicurezza inferiore, ma in grado di condividere informazioni in tempo reale tra diversi dispositivi, e utilizzare allo stesso tempo l’archiviazione locale per le operazioni e le applicazioni business-critical, che devono gestire dati riservati o che richiedono performance elevate. La serie XCubeNAS fornisce funzionalità che consentono di parlare direttamente con i principali Cloud Provider come Alibaba, Amazon, Dropbox, Google Drive e Onedrive. Con pochi clic, l’utente è in grado creare uno storage hybrid cloud che consente di spostare in modo efficiente i propri dati tra cloud pubblico e archiviazione locale, beneficiando delle superiori funzioni di sicurezza dello storage locale, quali WORM (Write Once Read Many) e SED (Self Encrypting Drive).

In quest’ottica, il revival dello storage locale si accompagna alla costante decrescita del costo dei dischi rotativi e soprattutto a stato solido (SSD), che rende alla portata delle PMI soluzioni ad alte performance che fino a poco tempo fa erano considerate di esclusivo appannaggio delle Enterprise. Non a caso, la strategia di QSAN Technology è orientata alla proposizione di sistemi entry-level AFA (All-Flash-Array) come la serie XCubeFAS, rivolta agli utenti che vogliono prepararsi ad affrontare le sfide alla base della continua crescita dei dati e allo stesso tempo seguire il trend dei nuovi modelli di business e digitalizzazione aziendale.

QSAN propone soluzioni all-flash basate sulla filosofia delle 5P:

  • PRESTAZIONI: Un vantaggio principale dei sistemi AFA è rappresentato dalle prestazioni costantemente elevate. La misurazione include tre fattori: IOPS, latenza e throughput.
  • PROTOCOLLI: Nel networking o nei Data Center virtualizzati, le applicazioni mission-critical hanno bisogno di una larghezza di banda maggiore per supportare le reti 10GbE/25GbE e Fibre Channel.
  • PERSISTENZA: La mancata disponibilità di servizio per applicazioni mission-crytical è inaccettabile: l’architettura totalmente ridondata dei sistemi XCubeFAS, a partire dai controller, è garanzia di servizi non-stop.
  • PREZZO: A partire dalla capacità minima richiesta, si può espandere il sistema AFA in modo conveniente man mano che la domanda cresce. Scegliendo il miglior rapporto tra capacità e prezzo AFA entry-level nel mercato, ti assicurerai di ottenere sempre la maggiore capacità possibile tenendo d’occhio il ROI.
  • POSIZIONAMENTO: I sistemi AFA entry-level rappresentano l’ideale per i clienti delle piccole e medie imprese che richiedono l’elaborazione dei dati per database, ambienti di virtualizzazione, produzione multimediale e high computing come AI e IoT. Anche le aziende di grandi dimensioni possono utilizzare i sistemi AFA entry-level per servizi in crescita e adottare invece sistemi AFA di livello superiore dopo che le esigenze dell’azienda sono maturate tanto da richiedere un dispositivo di livello superiore.

Accanto alle soluzioni più tradizionali XCubeSAN e alle serie XCubeNAS e XCubeFAS, che sono attori relativamente recenti nel nostro portfolio, QSAN non ha intenzione di fermarsi mentre il mercato è in continuo movimento e pertanto ha in cantiere nel 2020 la proposizione di soluzioni storage ad altissime performance basate su tecnologia NVMe, oltre alla seconda generazione di NAS HA, Unified storage ad alta affidabilità basate su ZFS.

Il mercato continuerà a vedere la crescita di soluzioni Cloud e di Iperconvergenza, ma accanto a queste soluzioni, gli storage tradizionali dovranno essere pronti ad affiancarle in una situazione di complementarietà, come nel caso degli storage hybrid cloud, forti delle possibilità e delle prestazioni che l’avvento di tecnologie come NVMe hanno reso disponibili agli utenti. In quest’ottica, lo storage del prossimo futuro dovrà essere sempre più interoperabile con diverse piattaforme e più interconnesso con altri ambienti e sistemi, sia a livello di connettività che a livello applicativo. Il tutto dovrà però andare di pari passo con la sicurezza del dato, tanto che l’adozione o meno di determinate funzionalità di sicurezza, adeguate agli standard di mercato sempre in aggiornamento, saranno la vera discriminante nello scegliere una soluzione anziché un’altra. Alla luce delle non semplici sfide che attendono tutti i vendor nel mercato dello storage, mentre il vostro business cresce e cambia insieme ai vostri dati, QSAN Technology vuole a maggior ragione continuare ad essere il partner ideale per accompagnarvi con la sua esperienza attraverso questi cambiamenti.

Archiviazione dei dati provenienti da sistemi di videosorveglianza

La videosorveglianza sta diventando sempre più smart ed efficace soprattutto come mezzo per combattere la criminalità, scoprire le cause degli incidenti e quindi prevenirli, e ancora, come prezioso aiuto nella risoluzione di gialli o fatti di cronaca. L’aumento e la diffusione delle telecamere ha portato ad una crescita della quantità di dati generati che devono essere inviati a dispositivi di archiviazione. Di conseguenza è importante pensare a soluzioni e supporti dedicati, sempre più performanti anche in base ad uno dei loro requisiti chiave: l’operatività 24/7. Proprio per questo i Surveillance Digital Video Recorder (sDVR) e i Surveillance Network Video Recorder (sNVR) devono essere costruiti per supportare l’enorme quantità di dati provenienti da fonti multiple e spesso a larghezze di banda elevate. Quando si tratta di archiviazione a lungo termine su server, i dati devono essere conservati per anni senza perdere fotogrammi e rimanere facilmente accessibili ai sistemi di gestione video, al fine di consentire un rapido accesso alle immagini per l’analisi. Il mantenimento e la gestione di queste soluzioni di archiviazione, che riguarda un’enorme mole di dati, destinate ad aumentare, richiede soluzioni molto specifiche e realizzate appositamente per le esigenze di sorveglianza. Ma quali sono queste esigenze e come funzionano le unità per la videosorveglianza?

La garanzia, di un disco, assicura il funzionamento per un certo numero di anni prima che l’unità debba essere sostituita per assicurare la sicurezza. Tuttavia, quest’ultima, offre solo un’indicazione sugli anni di vita sicura e affidabile dell’unità, in base ad una serie di fattori esterni da considerarsi all’interno di un certo range. Per questo motivo è importante comprendere questi fattori e controllarli per ottenere la misura più accurata dell’affidabilità in modo da garantirne una sicurezza a lungo termine.

Uno dei principali fattori in grado di compromettere la durata di un’unità è la temperatura di funzionamento. Al centro di un drive è posizionato un cuscinetto fluidodinamico responsabile della corretta rotazione dei piatti che memorizzano i dati. Dato che questo cuscinetto utilizza l’olio come fluido lubrificante, qualsiasi aumento prolungato della temperatura può causare una riduzione del fluido e, in ultima analisi, una perdita che a lungo termine aumenterebbe le possibilità di guasto del drive.

La temperatura di funzionamento è una delle caratteristiche che deve essere migliore nelle unità di sorveglianza rispetto alle unità Enterprise. I drive per la sorveglianza devono operare in un intervallo di temperatura compreso tra gli 0 e i 70 gradi Celsius, mentre un’unità Enterprise può operare ad una temperatura compresa tra i 5 e i 55 gradi Celsius. Se si decide di utlizzare dischi Enterprise è necessario spendere di più per il raffreddamento dell’ambiente in cui vengono posizionati. Anche se dotati di una garanzia o di un rated workload più interessante, la loro adozione potrebbe richiedere controlli ambientali aggiuntivi, soprattutto quando vengono utilizzati in contesti di videosorveglianza dove si produce più calore, facendo quindi risultare il tutto più costoso.

Il rated workload è un altro fattore da tenere in considerazione. Questo si riferisce all’usura che un’unità subisce inevitabilmente a causa del movimento. Il carico di lavoro che il drive ha, in termini di lettura e scrittura dei dati, influisce sulla sua usura e di conseguenza sul rated workload. Per le unità di sorveglianza il valore medio è fino a 180 TB/anno e anche se basso rispetto alle unità Enterprise (550 TB/anno), è notevolmente superiore ai 55 TB/anno definiti per le unità ad uso client.

L’archiviazione per i sistemi di sorveglianza è un sistema tipicamente 24/7 che richiede un lavoro costante da parte delle unità che memorizzano i dati video. Il valore che indica il numero di ore per le quali è stato concepito un drive è chiamato “operating duty”. Mentre un PC desktop o laptop ad uso domestico potrebbe essere dotato di HDD costruiti per ore di utilizzo quotidiano, la videosorveglianza “always-on” è molto più impegnativa, questo perché le unità per la videosorveglianza non vengono mai spente e devono funzionare in modo molto diverso dalle unità client.

Naturalmente, anche la migliore unità raggiungerà comunque il momento in cui si verificherà un guasto, ma prendendo grazie al Mean Time To Failure (MTTF) potrà essere previsto in maniera più precisa. Con questo valore statistico si fa riferimento al tempo medio di attesa fra i guasti. 1 MTTF sta per 1 milione di ore di funzionamento, il che si traduce in 114 anni. È però importante capire che non si fa riferimeno ad una singola unità, ma ad una “popolazione statistica” di HDD più ampia. Quindi, in un gruppo di un milione di unità, è possibile che una di esse fallisca ogni ora. Quindi per un cluster di 500 unità è previsto un errore ogni 2.000 ore o a circa 83 giorni.

In questo modo è possibile calcolare il tasso di errore annuo (AFR) utilizzando i dati del MTTF. Ciò rivelerebbe che un’istallazione di un milione di ore per unità (MTTF) con 500 unità potrebbe causare il guasto di cinque drive all’anno. Questi dati possono quindi essere utilizzati dagli operatori dei sistemi di videosorveglianza in modo da preventivare le sostituzioni delle unità al fine di garantirne una conservazione dei dati più sicura.

Il fattore più importante e da tenere in considerazione in fase di acquisto è il costo dell’investimento. Se da un lato, risparmiare denaro all’inizio optando per soluzioni più economiche potrebbe rivelarsi una scelte efficace, nel lungo termine, potrebbe il rivelarsi il contrario comportando addirittura costi più elevati attraverso le spese di manutenzione e assistenza.

Le unità di tipo Enterprise spesso non dispongono dei miglioramenti hardware e software per supportare il worlkload di scrittura-video, mentre le unità progettate per l’uso client non sono adatte al funzionamento 24/7. Invece i drive specifici per la sorveglianza, come gli HDD Toshiba S300 Surveillance o V300 Video Streaming HDD, sono in grado di soddisfare le specifiche tecniche idonee per il settore, tra cui un milione di ore di rating MTTF e sono garantiti per tre anni con un intervallo di temperatura operativa dai 0 ai 70 gradi Celsius. Offrono inoltre un buffer fino a 256 MB e controller del disco ottimizzati per consentire la scrittura contemporanea di 64 feed video HD. La tecnologia Dynamic Cache Technology contribuisce inoltre a migliorare le prestazioni in tempo reale delle unità in modo che nessun fotogramma venga perso, anche in situazioni di workload più pesanti, come la scrittura e la revisione dei video allo stesso tempo.