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Gli Hard Disk Drives Enterprise di Toshiba sono compatibili con gli Adaptec HBA e RAID Adapter di Microchip Technology

Toshiba Electronics Europe annuncia che i test di compatibilità di Microchip Technology condotti sugli hard disk Enterprise Capacity (HDD) da 16TB nei form factor da 3,5″ e 3,5″ della serie MG08, recentemente lanciata, sono stati completati con successo su tutti gli adattatori per bus host Adaptec (HBA) e sugli adattatori RAID (Redundant Array of Independent Disk). Di conseguenza, le aziende che utilizzano gli adattatori Adaptec Smart Storage possono ora installare anche le unità Enterprise Toshiba da 16TB.

Gli HDD Enterprise vengono solitamente utilizzati in network di grandi dimensioni e collegati al sistema di server host tramite HBA o adattatori RAID. A questo proposito, l’interazione fluida degli hard disk e degli adattatori HBA/RAID è essenziale per il funzionamento e la stabilità dei sistemi di software aziendali e sistemi di archiviazione cloud.

La compatibilità confermata della serie MG08 si riferisce ai modelli SATA MG08ACA16TE (blocco da 512 byte) e MG08ACA16TA (blocco da 4k byte), nonché ai prodotti con interfaccia SAS MG08SCA16TE (512) e MG08SCA16TA (4k). I test sono stati effettuati sugli HBA della serie HBA Adaptec HBA 1100 e sugli adattatori RAID della serie Adaptec SmartRAID 3100 e sugli adattatori RAID Adaptec serie 8, ancora ampiamente utilizzati. Non solo sono state testate le funzionalità di base e la compatibilità delle interfacce, ma sono stati eseguiti anche test hot-plug, test di accensione e test di riavvio. La stabilità a lungo termine è stata confermata anche da un test di durata prolungata condotto da Microchip. Gli hard disk MG08 sono risultati idonei per essere inseriti nella lista dei prodotti compatibili con Microchip.

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WD

David Goeckeler CEO Western Digital

David Goeckeler, che succede a Steve Milligan, è stato nominato Chief Executive Officer e membro del Board of Directors di Western Digital.  

In precedenza, David Goeckeler ha ricoperto la carica di Executive Vice President e General Manager dell’area Networking e Security di Cisco – azienda in cui è rimasto per 19 anni – guidando un team a livello globale di 25.000 ingegneri.  

Matthew Massengill, Presidente del Board of Directors di Western Digital, ha accolto David Goeckeler definendolo come un leader trasformativo che, grazie alla sua formazione e vasta esperienza nel mondo della tecnologia, alla guida di importanti realtà a livello mondiale, sarà capace di portare innovazione alle strategie di business dell’azienda per proseguire la crescita e favorire l’ingresso in nuovi mercati.

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WD

WD Gold NVMe SSD

WD Gold NVMe SSD

Western Digital supporta il passaggio da parte delle piccole e medie imprese (PMI) al protocollo di archiviazione NVMe™ e consente loro di migliorare significativamente le performance delle applicazioni, grazie all’introduzione di una nuova soluzione all’interno del suo portafoglio di unità NVMe SSD per i data center: la prima unità SSD della famiglia WD Gold™ di fascia enterprise con standard NVMe.
La società di consulenza e ricerche di mercato IDC prevede un aumento della distribuzione delle unità NVMe fino a coprire oltre il 79% del mercato entro il 2023 1 . Con i progressi nelle CPU multi-core e multi-thread, la tecnologia di archiviazione tradizionale impedisce oggi di raggiungere il massimo delle prestazioni nelle applicazioni.
Le nuove unità WD Gold NVMe SSD verranno distribuite all’inizio del secondo trimestre del 2020 e saranno disponibili con quattro capacità per i partner di canale e i consumatori finali. L’unità WD Gold NVMe SSD è progettata per diventare la fonte primaria di archiviazione nei server, grazie alla sua capacità di fornire tempi di risposta più rapidi, alle più elevate capacità di trasmissione e una maggiore scalabilità rispetto ai dispositivi SATA esistenti per le applicazioni enterprise. Le unità WD Gold NVMe SSD arricchiscono la gamma dei WD Gold HDD di recente annunciati fornendo un livello di archiviazione ad alte prestazioni per applicazioni e serie di dati che richiedono bassa latenza o elevata velocità effettiva.
Le nuove unità WD Gold NVMe SSD sono state progettate a partire dall’esperienza di Western Digital nei sistemi al silicio, dal suo supporto 3D TLC NAND SSD al suo firmware appositamente progettato e al suo controller integrato. I clienti possono contare sull’elevata affidabilità di queste soluzioni che garantisce tranquillità grazie alla protezione contro le interruzioni dell’alimentazione e del percorso dei dati e ad una garanzia limitata estesa di cinque anni. L’avvio e la cancellazione sicura forniscono ai clienti protezioni aggiuntive per la gestione dei dati. “In qualsiasi settore, il mondo sta subendo una trasformazione generata dalla disponibilità di dati. Una trasformazione e un’innovazione che riguarda diversi fronti IT e virtualmente ogni settore, grande e piccolo, ed è tutto generato dai dati”, ha dichiarato Phil Bullinger, general manager e senior vice president dei dispositivi per i Data Center di Western Digital. “Il passaggio allo standard NVMe è fondamentale per abilitare il potenziale delle prestazioni dei supporti di archiviazione ad alta velocità, nuove applicazioni, casi d’uso e carichi di lavoro. Integrando l’unità WD Gold NVMe SSD ai già esistenti WD Gold HDD ad alta capacità riusciamo ad offrire ai nostri partner di canale e clienti valide alternative per raggiungere un time-to-value più rapido sfruttando i dati.”
Le soluzioni di Western Digital per i data center rispondono ad una varietà di esigenze in uno scenario dove la tecnologia legata ai dati è in rapida e continua evoluzione. La sua ampia gamma di soluzioni per i data center include la famiglia di Ultrastar® HDD e SSD; WD Gold HDD e SSD; l’infrastruttura componibile aperta OpenFlex™ NVMe over Fabrics (NVMe-oF™); le piattaforme di storage Ultrastar JBOF/JBOD; le soluzioni NVMe-oF bridge solutions; e l’unità di estensione della memoria Ultrastar.

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Rittal

Tendenze 2020 per i Data Center

Dalle stime di mercato dei ricercatori IDC, entro il 2025 uomini e macchine potrebbero generare 175 zettabyte di dati che, se memorizzati su DVD convenzionali formerebbero 23 pile di DVD, ciascuna in grado di coprire la distanza terra-luna. La crescita stimata al 27% del volume medio annuo dei dati significa anche un maggiore impatto sull’infrastruttura IT.
Poiché sono poche le aziende che possono permettersi di aumentare il proprio archivio dati di quasi un terzo all’anno, i responsabili IT si affidano sempre più spesso a servizi IT in cloud. Tuttavia, affidarsi a soluzioni cloud di terze parti significa perdere una parte del controllo sui propri dati aziendali. Per questo motivo, ad esempio, il regolamento US Cloud Act (Clarifying Lawful Overseas Use of Data) consente alle autorità statunitensi di acquisire i dati memorizzati nel cloud anche se la giurisdizione del luogo in cui i dati sono archiviati lo vieta.

Tendenza #1: Controllo dei dati
L’autodeterminazione informativa nel trattamento dei dati sta diventando sempre più un fattore di competitività per le aziende. Ciò vale per tutti i settori in cui la sicurezza dei dati è priorità assoluta e dove l’analisi degli stessi è decisiva per il successo aziendale, come nella sanità, mobility, finanza e industria manifatturiera. Le aziende si trovano a dover affrontare la questione di come elaborare i propri dati in modo sicuro ed efficiente: se modernizzando il proprio Data Center, investendo in infrastrutture all’avanguardia o utilizzando il cloud.
Nel 2020 è previsto l’avvio del grande progetto digitale europeo Gaia-X, nato su iniziativa del Ministero federale dell’economia e dell’energia (BMWi). Il progetto si pone l’obiettivo di creare un’infrastruttura cloud europea per la digitalizzazione e la messa in rete sicura dei dati, utilizzabile come base per l’implementazione di nuove applicazioni di intelligenza artificiale. In questo contesto, la Fraunhofer Gesellschaft ha realizzato l’iniziativa “International Data Spaces”, una sala dati virtuale dove le imprese possono condividere i dati in piena sicurezza e dove viene garantita la compatibilità delle loro soluzioni su piattaforme cloud consolidate (interoperabilità).
Ciò significa che piccoli Data Center, distribuiti geograficamente con cloud stack open-source, potrebbero essere in grado di creare una nuova classe di applicazioni industriali che eseguono la fase iniziale di analisi dei dati nel punto in cui gli stessi hanno origine e utilizzano il cloud per l’analisi a valle. Un esempio per questa soluzione è ONCITE, il Data Center “chiavi in mano” (plug-and-produce) per applicazioni Edge cloud industriali che memorizza ed elabora i dati direttamente dove sono generati, così che le aziende connesse mantengano il controllo dei propri dati lungo l’intera supply chain.

Tendenza #2: Recupero di calore e raffreddamento diretto della CPU
I Data Center rilasciano grandi quantità di energia nell’ambiente sotto forma di calore di scarto. Con l’aumentare della densità di potenza nei Data Center, aumenta anche la quantità di calore potenzialmente utilizzabile per altri scopi. Fino ad oggi, tuttavia, il reimpiego del calore di scarto è risultato troppo costoso, ad esempio perché i possibili utilizzatori raramente si trovano nelle immediate vicinanze del sito. Inoltre, il calore generato dai sistemi di raffreddamento ad aria per le Infrastrutture IT è disponibile a una temperatura prossima ai 40 gradi Celsius, temperatura decisamente troppo bassa per consentire il recupero e il reimpiego dell’energia termica in modo economicamente vantaggioso.
Soprattutto in ambito High Performance Computing (HPC), i rack IT generano elevati carichi termici, spesso superiori a 50 kW. Per questi sistemi il raffreddamento diretto ad acqua delle CPU è molto più efficiente del raffreddamento ad aria. Il cooling diretto rende disponibili temperature di ritorno dell’acqua di raffreddamento comprese tra 60 a 65 gradi che consentono, ad esempio, di produrre acqua calda sanitaria, utilizzare pompe di calore o alimentare una rete di teleriscaldamento. Tuttavia, i CIO devono essere consapevoli che, con il raffreddamento diretto ad acqua delle CPU, si può estrarre solo l’80% circa del calore totale generato da un rack IT. Il restante 20% dei rack deve essere raffreddato in modo diretto.

Tendenza #3: Integrazione di ambienti multicloud
Le aziende devono essere certe di poter eseguire le loro applicazioni in cloud su piattaforme utilizzate in qualsiasi paese. Per questo è necessaria una strategia di gestione multicloud. Dal punto di vista del management, si tratta di una decisione strategica basata sulla consapevolezza che la propria organizzazione si indirizzerà verso una completa digitalizzazione del business.
Un’eccellente User Experience può essere garantita, ad esempio, minimizzando i ritardi nella risposta da zone specifiche (“Availability Zone”). Ciò significa che le aziende devono scegliere, per i loro servizi, una o più zone in tutto il mondo in funzione delle loro esigenze di business. Il rispetto dei severi requisiti di protezione dei dati può essere garantito, ad esempio, da un fornitore locale specializzato nel mercato di riferimento. Una strategia multicloud aperta permette proprio questo: combinare la densità funzionale e la scalabilità degli hyperscaler con la sicurezza dei dati di provider locali e specializzati come Innovo Cloud. La trasformazione digitale consentirà lo sviluppo di applicazioni studiate per il mondo cloud. Grazie a questo, si riuscirà a garantire un’elevata automazione dei processi operativi e funzionali aziendali.

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news Veeam

Veeam Availability Suite V10: backup innovativo di dati

Veeam Software annuncia Veeam Availability Suite™ v10, inaugurando una nuova generazione di funzionalità per la protezione dei dati che permette di ampliare la disponibilità, l’accesso e l’estensibilità dei dati. Presentata per la prima volta nel 2008 come Veeam Backup & Replication™, la soluzione di punta di Veeam per il backup – Veeam Availability Suite – offre oggi una moderna protezione dei dati per i sistemi Networked Attached Storage (NAS), funzionalità Multi-VM Instant Recovery™ per automatizzare le attività di disaster recovery (DR) e una maggiore protezione dai ransomware. Grazie a una maggiore estensibilità della piattaforma, al data mining tramite le API e a oltre 150 importanti innovazioni, Veeam offre la soluzione più affidabile del settore per la gestione e la protezione completa dei dati per gli ambienti cloud ibridi.
Le aziende stanno adottando strategie di cloud ibrido per favorire una rapida trasformazione digitale e in quest’ottica i dati sono sempre più essenziali per il successo aziendale. Con questa particolare attenzione all’innovazione nell’ambito dei dati per favorire la crescita del business, sono emerse nuove sfide per rendere i dati agili, disponibili e connessi. Secondo lo studio 2019 Veeam Cloud Data Management Report, il 73% delle aziende non riesce a soddisfare la richiesta degli utenti di avere accesso continuo alle applicazioni e ai dati; oggi, molte aziende stanno adottando il Cloud Data Management per soddisfare al meglio le esigenze di protezione e per sfruttare appieno la potenza insita nei loro dati. Veeam ha ampliato la propria soluzione per supportare un numero sempre maggiore di piattaforme e fornire funzionalità avanzate che permettono alle aziende di avere un maggior controllo dei propri dati e raggiungere quindi gli obiettivi di business.
“v10 è la versione più importante rilasciata nella storia di Veeam e le innovazioni che abbiamo introdotto portano la protezione dei dati a un livello superiore, dando vita alla soluzione più semplice, flessibile e affidabile per gli ambienti cloud ibridi”, ha commentato Danny Allan, chief technology officer and senior vice president of product strategy di Veeam. “Come leader nel Cloud Data Management, la nostra priorità è stata quella di focalizzarci sulla creazione di una soluzione innovativa e di adattare i nostri prodotti alle esigenze dei clienti. la Nuova Veeam Availability Suite v10 è fedele a questi ideali e garantisce alle aziende di qualsiasi dimensione che i propri dati siano sempre accessibili e protetti in qualsiasi tipo cloud o piattaforma, in modo che possano utilizzarli intelligentemente per avere successo subito così come per pianificare le esigenze future”.
Veeam Availability Suite v10 protegge i moderni carichi di lavoro grazie a innovative funzionalità di backup, fornisce maggiore sicurezza tramite backup non modificabili grazie alla funzionalità S3 Object Lock, e fornisce maggiori opzioni di integrazione dell’ecosistema di API, permettendo così alle aziende di risparmiare tempo, ridurre i costi e ottenere il ripristino dei dati.
Veeam Availability Suite v10 rafforza la leadership di Veeam nel Cloud Data Management, fornendo protezione avanzata per qualsiasi applicazione, qualsiasi dato, su qualsiasi cloud. La v10 offre nuove funzionalità che garantiscono semplicità, flessibilità e affidabilità, consentendo alle aziende di raggiungere i seguenti obiettivi:
Ottimizzazione e semplificazione della protezione delle condivisioni di file di grandi dimensioni e di file server con potenti backup NAS.
Business sempre operativo grazie all’engine Instant Recovery di nuova generazione e a funzionalità di Multi-VM Instant Recovery per proteggere le attività di disaster recovery da gravi interruzioni nel datacenter.
Semplificazione del backup off-site e protezione completa da ransomware e minacce interne grazie all’integrazione avanzata dello storage di oggetti S3 e a backup non modificabili.
Riutilizzo dei dati del backup per trovare nuovi insights e di far funzionare i backup con una maggiore estensibilità della piattaforma e un’integrazione semplificata del software di analisi dei dati di terze parti con la Nuova API Veeam Data Integration.
Una piattaforma e un ecosistema più ampi incluse nuove funzionalità avanzate per Linux, HPE Primera and HPE StoreOnce Nutanix AHV, PostgreSQL, MySQL e altro ancora.