Integrazione tra Veeam Availability Platform e Pure Storage FlashArray

Veeam Software e Pure Storage hanno annunciato l’integrazione tra Veeam Availability Platform e Pure Storage FlashArray per garantire business continuity, agility e intelligence alle aziende moderne. L’integrazione delle funzionalità di storage cloud-friendly della soluzione Flash Array di Pure Storage con la Availability Platform di Veeam permette alle due soluzioni di acquisire un valore ancora maggiore per i clienti comuni e per tutte quelle aziende che operano in un contesto fortemente digitalizzato.



La nuova integrazione tra Veeam e Pure Storage è progettata per rispondere alle esigenze della moderna Always-On Enterprise – un’azienda che opera senza soluzione di continuità con SLA migliorati in termini di recovery – permettendo:
· Protezione dei dati e prestazioni migliori con le funzionalità Veeam per il backup dagli snapshot storage: i clienti delle due aziende potranno ridurre l’impatto sugli ambienti di produzione utilizzando gli snapshot storage di Pure Storage ed effettuare il backup più frequentemente, per migliorare in modo significativo gli RPO. Le aziende potranno inoltre creare attività snapshot-only per creare ulteriori e più frequenti punti di ripristino.
· Ripristino più rapido ed efficiente con Veeam Explorer™ for Storage Snapshots: i clienti potranno effettuare il ripristino di file singoli o di intere VM direttamente dagli snapshot di Pure Storage, con benefici importanti sugli RTO.
· Facile accesso alle copie dei dati di produzione con Veeam DataLabs™ (noto in precedenza come Veeam Virtual Labs): le aziende posso utilizzare gli snapshot di Pure Storage per creare ambienti di testing isolati e on-demand, utilizzando copie dei dati di produzione per attività di testing, sviluppo, analisi e sicurezza, per accelerare il cambiamento senza interruzione delle attività aziendali.
· Rapid Recovery: i clienti delle due aziende possono usare Pure Storage FlashBlade™, il primo sistema di storage scale-out progettato per dati non strutturati, come Veeam Ready Repository, beneficiando di tutte le funzionalità software di Veeam. Questa soluzione congiunta riduce, da giorni a pochi minuti, i tempi necessari per il ripristino di grandi quantità di dati e di applicazioni critiche.

Inoltre, Pure Storage FlashStack™, una soluzione CI (Converged Infrastructure) che permette alle organizzazioni di far crescere e proteggere il fatturato generato dalle attività digitali, può essere utilizzata con Veeam per massimizzare la disponibilità dell’infrastruttura con Veeam Availability Platform.

Tra i principali benefici della partnership tra Veeam e Pure Storage:
· Business continuity: assicura la disponibilità di dati in un’ampia gamma di ambienti e garantisce agli utenti la certezza che la loro vita digitale sarà disponibile in ogni momento, ovunque e con la modalità che preferiscono.
· Agility: insieme, Pure Storage e Veeam forniscono infrastrutture più agili e semplicità operativa, facilitando fornitura di servizi on-demand a ciascun utente, sviluppatore o applicazione su piattaforme cloud private, pubbliche e SaaS, senza interruzioni.
· Intelligence: i clienti comuni potranno analizzare tutti i dati di produzione in qualunque momento: una risposta all’esigenza delle aziende di funzioni di real time analytics per un’ampia gamma di dati e di tipologie dati.

Questo è reso possibile dalla nuova Universal Storage API di Veeam, che semplifica il processo per integrare soluzioni di storage all’interno della Veeam Availability Platform. Gli Alliance Partner di Veeam, come Pure Storage, possono essere integrati in modo più rapido ed è possibile offrire maggiori benefici in un tempo minore ad un numero superiore di clienti, che ottengono un migliore ritorno sugli investimenti IT.

Jenni Flinders responsabile mondiale del Canale VMware

VMware ha annunciato oggi la nomina di Jenni Flinders come vice president, Worldwide Channels. In questo ruolo, Flinders guiderà il Canale VMware a livello globale e sarà responsabile dello sviluppo e della realizzazione della strategia e dei programmi generali di Canale di VMware per l’ecosistema mondiale di solution provider, distributori, OEM e partner telco di VMware. Flinders riporterà a Brandon Sweeney, senior vice president, Worldwide Commercial and Channel Sales, VMware.



“Jenni vanta una lunga e distinta esperienza nel guidare l’innovazione con una serie diversificata di partner nel settore IT e siamo entusiasti di poterla accogliere in VMware come nuovo chief global channel”, ha affermato Sweeney. “Sono orgoglioso che Jenni lavori a stretto contatto con l’ecosistema di partner a livello mondiale per sostenere i nostri clienti nella loro trasformazione digitale e nell’integrazione dei cloud pubblici per estendere il loro business.”
Flinders porta in VMware una grande e consolidata esperienza in campo IT. È stata di recente CEO di Daarlandt Partners, uno studio di consulenza in ambito Canale. In precedenza, Jenni ha trascorso 15 anni in Microsoft ricoprendo diversi ruoli esecutivi nel Canale, nelle vendite e nel marketing per diverse aree geografichee segmenti di clientela. Inoltre, Flinders è membro del consiglio del Boys & Girls Club di Bellevue, Washington e del Tateuchi Center.
“Sono onorata di essere stata nominata nuovo chief worldwide channel di VMware, e non vedo l’ora di collaborare con il nostro rinomato e solido ecosistema di partner”, ha dichiarato Jenni Flinders. “I nostri partner hanno un ruolo fondamentale nell’aiutare i clienti a comprendere il valore delle soluzioni VMware, comprese le nostre offerte in ambito compute, cloud, mobility, networking e sicurezza. Sono una fonte essenziale di preziose competenze per i clienti di tutto il mondo.”

Nuovo configuratore per Edge Data Center

Le aziende che connettono in rete la propria produzione o acquistano nuove macchine compatibili con Industria 4.0 necessitano di dati in tempo reale per migliorare i propri processi produttivi in modo rapido ed efficiente. Gli “Edge Data Center” permettono di elaborare i dati IT vicino alla produzione con conseguenti benefici, come la riduzione della latenza di interconnessione e la disponibilità immediata dei dati.



Con il nuovo configuratore Rittal per Edge Data Center, le aziende possono valutare le potenzialità di utilizzo e la versatilità di un edge data center in modo rapido, semplice ed economico, in base ai propri requisiti di progetto. Il configuratore online, progettato per soluzioni IT da 2 a 8 armadi rack, da 3 a 30 kW, consente l’analisi e la configurazione dei rack e dei relativi sistemi di climatizzazione, distribuzione di corrente e componenti di sicurezza.
In ambito climatizzazione sono disponibili le soluzioni di raffreddamento ad espansione diretta LCU DX o LCP DX. Le unità di distribuzione dell’alimentazione (PDU) possono essere aggiunte agli armadi rack IT per una distribuzione efficiente dell’energia.
Il tool online consente anche di integrare soluzioni di sicurezza per l’IT come il CMC III (Computer Multi Control), con misurazione della temperatura e controllo degli accessi, oltre ai sistemi di apertura automatica delle porte e all’impianto di rilevazione precoce degli incendi.

Attacchi informatici e incidenti con perdita di dati: il 33% non fa backup dei dati

Alla vigilia del World Backup Day, Acronis prevede che il 2018 sarà l’anno peggiore per numero di attacchi informatici e di incidenti con perdita di dati a causa della crescente raffinatezza degli attacchi, del proliferare delle famiglie di ransomware e della scarsa consapevolezza della minaccia tra gli utenti.



Secondo una nuova indagine sulla protezione dei dati commissionata da Acronis, oltre il 60% degli intervistati non ha mai sentito parlare del ransomware, una minaccia costosa che secondo le stime nel 2019 inciderà per oltre 11 miliardi di dollari (lo scorso anno erano 5 miliardi). Nel 2017, il numero delle varianti di ransomware è aumentato del 46% e questo ha reso più difficili la prevenzione e il rilevamento. Gli esperti di sicurezza prevedono che questa minaccia informatica continuerà a diffondersi. Se quest’anno veniva colpita un’azienda ogni 40 secondi, nei prossimi due anni la frequenza degli attacchi scenderà a 14 secondi, e questo senza contare gli attacchi ai privati, che sono molto più frequenti. Acronis lancia un avvertimento: solo una soluzione di backup sicura e di alta qualità con protezione proattiva dal ransomware integrata può prevenire le perdite di dati e mettere al sicuro i dispositivi.

Se non si sa che cosa è il ransomware e come evitare di restarne vittime, il costo per privati e aziende potrà solo aumentare. I criminali che si servono del ransomware hanno perfezionato le tecniche di ingegneria sociale e continuano ad approfittare delle falle nella sicurezza che permettono di aggirare gli antivirus tradizionali, incapaci di rilevare questo tipo di attacchi. Secondo il Ponemon Institute, il 69% delle aziende non ritiene che l’antivirus utilizzato sia in grado di bloccare le minacce in circolazione.

Inoltre, da quando i criminali informatici si sono resi conto dell’efficacia dei backup nello sventare i loro attacchi, molti nuovi ceppi di ransomware hanno iniziato a prendere di mira i file e il software di backup. Il 62% degli intervistati non sapeva che il ransomware può crittografare i file e i backup. Ma il dato più sconcertante è che il 33% non fa alcun backup dei dati. Soltanto soluzioni di backup sicure come Acronis Backup e Acronis True Image, dotate di protezione attiva dal ransomware basata su IA, sono in grado di rilevare e bloccare attacchi sofisticati di questo genere.

 

All’inizio di questo mese, Acronis ha condotto un’indagine tra i consumatori sulla protezione dei dati, interrogando utenti generici di internet in sette paesi, questi gli altri risultati emersi dall’indagine:
Quasi il 39% degli intervistati ha in casa quattro o più dispositivi, e quindi aumentano gli endpoint e i dati da proteggere
Oltre il 29% degli intervistati ha subito una perdita di dati

Consigli per il World Backup Day
Acronis consiglia quattro semplici mosse per proteggere i dati:

Avere sempre un backup dei dati importanti. Archiviare i dati sia in locale che su cloud.
Mantenere sempre aggiornato il sistema operativo e il software, per impedire ai criminali informatici di entrare nel sistema sfruttando eventuali vulnerabilità note.
Fare attenzione alle e-mail, ai link e agli allegati sospetti. Il metodo di infiltrazione più efficace utilizzato dal ransomware è spingere gli utenti ad aprire allegati e-mail infetti e a fare clic su link che rimandano a siti web dannosi.
Installare un software antivirus sul computer e abilitare gli aggiornamenti automatici delle definizioni dei virus. Per chi usa un PC, controllare che Windows Defender sia abilitato e aggiornato.

I suggerimenti di Barracuda per uscire dalla disaster zone e proteggere i dati

In occasione della Giornata Mondiale del Backup il prossimo 31 marzo, Barracuda Networks punta i riflettori su backup, protezione dei dati e recovery e fornisce alcuni suggerimenti per uscire dalla disaster zone sostituendo sistemi frammentati con una soluzione di cloud backup consolidata.



“Una strategia ragionata di backup e disaster recovery non dovrebbe passare in secondo piano in tempi di minacce globali, poiché questa rete di sicurezza sostanzialmente invisibile è assolutamente cruciale per garantire la continuità del business in caso di emergenza. In particolare, quando i sistemi di backup sono frammentati, quando cioè due o più sistemi di backup vengono usati in parallelo spesso in luoghi diversi, i sistemi sono suscettibili di errori e difficili da testare”, dichiara Stefan Schachinger, EMEA Consulting System Engineer Data Protection di Barracuda Networks. “Inoltre, in uno scenario di disaster recovery, tali strategie frammentate possono rendere difficile il ripristino dei file in tempi ragionevoli. Le aziende spesso hanno difficoltà a rispettare i target posti in termini di RTO (Recovery Time Objective) e RPO (Recovery Point Objective) e l’assenza di una strategia consolidata ne è certamente una delle cause principali. Le tecnologie di backup e disaster recovery su cloud pubblico offrono alle aziende strumenti di disaster recovery solidi che permettono di ridurre i tempi di ripristino e garantire la disponibilità dei servizi critici. In quanto soluzioni consolidate, sono semplici da testare, garantiscono elevata affidabilità in caso di emergenza e proteggono efficacemente dalla perdita di dati dovuta a disastri o minacce come il ransomware”.

Ripensare ai sistemi di protezione dei dati in uso, valutandone l’affidabilità, resta un aspetto fondamentale sia per le aziende sia per i privati e, per mantenere alto il livello di attenzione, sono spesso sufficienti alcuni semplici passi. Eccoli in dettaglio:
Testare la soluzione attuale di backup, ponendosi domande come ad esempio: funziona? I backup sono aggiornati? Viene fatto il backup di tutti i dati importanti?
Pensare a tutte le possibili cause che comporterebbero una sostanziale perdita di dati (furti, guasti hardware, disastri naturali, attacchi o errori dell’utente) e accertarsi del proprio livello di copertura nel caso in cui questi incidenti dovessero verificarsi;
Parlare con colleghi e amici dell’importanza del backup, aiutandoli a proteggersi;
Nel caso non fosse presente una strategia di protezione dei dati aziendali, seguire questi suggerimenti per crearne una;