SSD Crucial X8 portatile

Crucial, brand di Micron Technology, annuncia il lancio sul mercato dell’SSD Crucial X8 portatile. Questo ampliamento della linea di prodotti crea una nuova ed entusiasmante categoria all’interno della pluripremiata gamma di SSD affidabili e ad alte prestazioni di Crucial.
“Ora più che mai, i clienti hanno bisogno di accesso illimitato ai loro dati”, afferma Teresa Kelley, vice president and general manager di Micron Consumer Products Group. “Con lo sviluppo di computer sempre più veloci, la condivisione diffusa di immagini e il volume più grande occupato dai videogiochi, è arrivato il momento di proporre soluzioni di archiviazione più veloci e affidabili. L’SSD Crucial X8 sfrutta l’impareggiabile qualità e integrazione verticale di Micron e offre un rapporto qualità–prezzo senza eguali”.
L’SSD Crucial X8 garantisce prestazioni eccellenti in una scocca elegante, con una struttura unibody. Con velocità di lettura fino a 1.050MB/s, l’unità offre prestazioni 1,8 volte superiori ad altri SSD della stessa categoria e nella stessa fascia di prezzo e fino a 7,5 volte superiori rispetto ai dischi rigidi portatili.
L’X8 è compatibile con una vasta gamma di dispositivi, inclusi Pc, Mac, PS4, XBOX One, iPad Pro, Chromebook e altri dispositivi Android, tramite interfaccia USB 3.2 Gen2. Oltre alle estese funzionalità di compatibilità, l’SSD Crucial X8 offre una vasta gamma di altri vantaggi:
Tempi di trasferimento più rapidi e maggiore capacità di archiviazione di foto, video e documenti, oltre alla possibilità di organizzare musica e raccolte video Versatilità per chi vuole guardare video mentre viaggia, anche senza connessione internet
Spazio di archiviazione aggiuntivo per i gamer che hanno bisogno di un rapido accesso alla propria collezione di videogiochi

Tre nuovi prodotti per lo storage da WD

Western Digital annuncia nuove soluzioni per lo storage progettate appositamente per le piccole aziende e gli home offices che sfruttano gli ambienti NAS. Le soluzioni includono per la prima volta i WD Red® SSD, che migliorano le prestazioni e le capacità di memorizzazione in cache in un ambiente ibrido NAS, oltre ad aumentare la capacità fino a 14TB per gli HDD WD Red e WD Red Pro.
Con il crescente ricorso alla virtualizzazione, la rete Ethernet a 10GB (10GbE) e le connettività ad una velocità più elevata stanno diventando funzionalità essenziali predisposte nei moderni sistemi NAS. Per contribuire ad evitare colli di bottiglia nei livelli di performance, il grado di velocità degli SSD è fondamentale. Per supportare pienamente le specifiche richieste di questi ambienti, aumenta la domanda di tenuta, di velocità e di maggior capacità per il dispositivo di archiviazione. Progettate basandosi sulla comprovata affidabilità della gamma di prodotti WD Red, queste soluzioni sono state studiate appositamente per aiutare l’utente finale a trasformare i punti deboli in profitti. Quando viene utilizzata come soluzione per la memorizzazione in cache all’interno di un sistema NAS, WD Red SA500 SSD aiuta a migliorare le performance e al contempo le nuove aumentate capacità dei WD Red e WD Red Pro HDD offrono maggiore spazio di archiviazione nello stesso dispositivo NAS.

WD Red SA500 NAS SATA SSD
Studiato appositamente per gli appassionati di NAS, il nuovo WD Red SA500 NAS SATA SSD offre capacità da 500GB fino a 4TB1 (solo 2.5-inch) e crea un ambiente ottimizzato per reti 10GbE, oltre a memorizzare in cache nei sistemi NAS per accedere rapidamente ai file usati di frequente. Con resistenza superiore per i carichi pesanti di lettura e scrittura richiesti dal NAS in un ambiente 24/7, l’unità supporta database OLTP, ambienti multi-utente, rendering fotografici e editing di video in 4K e 8K.
WD Red NAS Hard Drive
Complementare a WD Red SA500 NAS SATA SSD, il nuovo WD Red HDD aumenta la sua capacità fino a 14TB1 ed è progettato per l’utilizzo in sistemi NAS fino a 8 bay. Ideale per ambienti piccoli 24/7, l’unità supporta una velocità di carico di lavoro fino a 180 TB/anno.
WD Red Pro NAS Hard Drive
Progettato come il WD Red HDD per sostenere carichi di lavoro NAS professionali e capacità fino a 14TB1, WD Red Pro HDD supporta fino a 24 bay. Con tecnologia Active Balance Plus 3D e controllo per il recupero di errori con tecnologia NASwareÔ 3.0, l’unità opera con una maggiore affidabilità.

XEVO 1.1 nuovo software QSAN

xevo qsan

Le attività di storage non si misurano solo in termini di volumi di archiviazione e velocità di esecuzione nel trasferimento dei dati. Per garantire una gestione ottimale dei dati all’interno dell’azienda, così come la loro sicurezza e disponibilità, è necessario avere a disposizione un software in grado di offrire gli strumenti necessari per sfruttare al massimo l’hardware a disposizione.

QSAN ha recentemente rilasciato la nuova versione 1.1.0 di XEVO, il firmware per i suoi dispositivi ad alte prestazioni XCubeFAS.

La serie FAS, che QSAN ha affiancato alle gamma di dispositivi delle serie XCubeNAS e XCubeSAN, è basata al 100% su memoria flash nativa. Gli array della serie XCubeFAS 2000 rappresentano il “jolly” di QSAN Technology e sono pensati per adattarsi a qualsiasi ambiente offrendo tutti i vantaggi di un sistema di storage rapido, efficiente e versatile.

“Nello scenario odierno la gestione dei dati all’interno dell’azienda richiede velocità, sicurezza e integrazione” spiega Simone CeccanoSales Manager Italy di QSAN Technology. “Con la nuova versione di XEVO possiamo offrire alle aziende un pacchetto di strumenti che consentono di sfruttare al massimo le potenzialità dei nostri dispositivi in tutti questi ambiti”.

La nuova versione del software XEVO, accessibile attraverso interfaccia grafica Web-Based, introduce funzionalità evolute. Tra queste anche Quality of Service (QoS), ossia il monitoraggio della qualità del servizio, che garantisce che i requisiti siano soddisfatti e bilancino il carico di lavoro del sistema. Mentre un sistema di monitoraggio in background consente di controllare il funzionamento del device in maniera granulare.

Per quanto riguarda la sicurezza, XEVO 1.1.0 supporta ora la funzione SED (Self-Encrypted Drive) per la codifica dei dati e quella per la cancellazione istantanea (ISE Instant Secure Erase) delle informazioni memorizzate sui dispositivi QSAN.

Non solo: grazie al QAuth1.0 (Authorizations of Users Responsibility) è possibile definire il livello di accesso ai dispositivi attraverso un sistema di autenticazione che definisce le policy di autorizzazione per ogni singolo utente.

Il nuovo firmware introduce, infine, la funzionalità RESTful API (Application Programming Interface), attraverso la quale le aziende possono utilizzare le API sviluppate da QSAN per integrare XEVO nel loro sistema di management centralizzato.

Abbiamo provato Acronis True Image 2020

Abbiamo provato ed usiamo con regolarità Acronis True Image 2020.
Avevamo già provato versioni precedente e l’aggiornamento è stato immediato.
La nuova versione ha ben 100 nuove funzionalità ma ben più importante è che le precedenti funzionalità funzionano senza problemi e più velocemente. Quindi il passaggio è “passato inosservato”.
Mi sembra non vi sia più il supporto per il backup dei social ma sinceramente non era core business ed aveva creato qualche problema.

Con le versioni precedenti avevamo schedulato solo il backup di alcune aree del disco, questa volta invece dell’intero PC (due giga di dati).

La connessione internet a disposizione è come quella di gran parte degli italiani: rame fino alla centralina e quindi fibra. Inoltre è una connessione domestica condivisa: due pc, 4 smartphone e una smart TV. Le prime volte la banda veniva quasi interamente saturata dall’applicazione ed il dubbio sorgeva spontaneo: in queste situazioni di connessione ho veramente bisogno di un software di backup cloud? Non sarebbe più semplice utilizzare un device esterno portatile?

Sebbene continui a fare un utilizzo normale del portatile, l’ottimizzazione del backup, ha reso l’impatto sempre più trascurabile e sono pienamente soddisfatto del prodotto e di aver selezionato il backup dell’intero pc.

Interessanti le possibilità di trasferire i file meno utilizzati nell’area cloud liberando risorse locali e la possibilità di avere a disposizione un software di crittografia AES a 256 bit.

Ho ovviamente attivato la difesa dai ransomware e dal cryptomining illecito.

La sezione Strumenti è sempre più ricca con la presenza anche di software di terze parti.

5 consigli per il backup and recovery di Office 365

Penny Gralewski, solutions marketing, Commvault
Penny Gralewski, solutions marketing, Commvault

Molte organizzazioni hanno deciso di puntare su Microsoft Office 365 per la produttività dei loro team, per la sicurezza e l’elevata disponibilità del servizio che offre. Ma come vengono gestiti dalle stesse organizzazioni il backup ed il ripristino su Office 365?
In realtà, la responsabilità del backup e del recovery di Office 365 spetta all’organizzazione che lo implementa. Come specialista nella gestione e protezione dei dati, Commvault permette di rendere ancor più sicuri ed efficaci gli ambienti Office 365 e Exchange, con la possibilità di effettuare ricerche eterogenee a livello aziendale, automazione del flusso di lavoro e altro ancora. Al fine di soddisfare i requisiti di conservazione delle e-mail, accessibilità dei dati e conservazione legale dei dati, Commvault migliora la capacità di controllo dei dati.
Penny Gralewski, Solutions Marketing di Commvault, ha indicato cinque accorgimenti per migliorare la protezione dei dati di Office 365.
1: Pianificare il backup e recovery della casella di posta Exchange Online Proprio come è necessario eseguire il backup di Exchange on premise, è fondamentale eseguire anche quello delle caselle di posta di Exchange Online. Le mailbox dovrebbero essere protette in modo tale che i dati siano salvaguardati ed eliminati una volta terminato il periodo di conservazione. Il backup delle caselle di posta dovrebbe includere tutte le informazioni al suo interno, tra cui messaggi, contatti, calendario, conversazioni chat, etc.
2: Scegliere il backup e il recovery di SharePoint con controlli granulari Molte aziende si affidano a SharePoint per numerose attività: intranet, monitoraggio di progetti, collaborazione tra team, gestione dei contenuti e molto altro ancora. I dati necessitano quindi di backup e recovery. La protezione deve essere flessibile, per includere tutte le componenti, dalle autorizzazioni, al controllo accessi, alla possibilità di ripristinare un permesso senza sovrascrivere alcun oggetto.
3: OneDrive per il backup and recovery di OneDrive for Business Molte aziende stanno migrando a OneDrive for Business per archiviare i documenti sensibili di ogni dipendente. Perciò non bisogna dimenticare i backup. I dati devono essere protetti da un punto di vista olistico e amministrativo, in modo tale che sia semplice effettuare il ripristino quando un utente ne ha necessità.
4: Includere il backup dei dati di Office 365 nella ricerca aziendale La strategia di protezione dei dati di Office 365 ha la necessità di comprendere la ricerca aziendale per due ragioni: conservazione legale e self-service dell’utente. Office 365 gestisce molte informazioni critiche, perciò è necessaria una strategia di data recovery a lungo termine. È possibile recuperare una email dell’anno scorso? Un file di 300 giorni fa? Molto importante, il ripristino di Office 365 deve essere utilizzabile. Quando si cerca e ripristina un file, è opportuno che i dati possano essere esportati nei diversi formati supportati (PST, MSG, NSF, CAB).
5: Lo storage backup di Office 365 può essere su cloud, on premise o entrambi Ogni azienda sta affrontando il percorso verso il cloud con i propri tempi, chi utilizza il cloud, come Azure, chi ancora l’on premise e chi una combinazione di entrambi. L’elemento fondamentale resta sempre e comunque il backup.