Veritas Technologies acquisisce APTARE

Veritas Technologies annuncia di aver acquisito APTARE, società software privata con sede a Campbell, in California. APTARE è leader globale nelle soluzioni analitiche per ambienti cloud ibridi ed è la principale piattaforma di analisi IT aperta ed estensibile del settore. La tecnologia di APTARE consentirà a Veritas di offrire ai clienti una piattaforma di analisi avanzata che fornisce insight e report attraverso i diversi ambienti di protezione dei dati, infrastrutture virtuali e storage. Consentirà ai clienti di: Ottenere visibilità sull’intera infrastruttura, on-premise e su qualsiasi cloud, per prendere decisioni più consapevoli. Avere una piattaforma di reporting comune, dal tape to disk al cloud, essenziale in un ambiente multi-cloud. Anticipare meglio le esigenze e prevedere i risultati, come l’ottimizzazione dell’infrastruttura, la riduzione dei costi e il rispetto dei requisiti di conformità e SLA. L’aggiunta delle soluzioni di IT Analytics di APTARE al portfolio di prodotti Veritas rafforza anche l’integrazione dei prodotti dell’azienda con i principali provider tecnologici e cloud tra cui VMware, AWS, Microsoft Azure, OpenStack e ServiceNow.

Tre nuovi modelli Riello UPS Sentinel Dual SDU

Riello UPS presenta tre nuovi modelli di potenza della gamma Sentinel Dual, la migliore soluzione per l’alimentazione di applicazioni mission critical quali dispositivi elettromedicali, servers, data centre e utenze IT che richiedono la massima affidabilità energetica e flessibilità di potenza. La prima novità riguarda i modelli SDU 8 e 10 kVA/kW TM, caratterizzati da ingresso trifase e uscita monofase con fattore di potenza unitario (kVA= kW), bassa rumorosità e dalla possibilità di installazione in configurazione rack o tower con un ingombro compatto 4U. Il secondo ampliamento della gamma Sentinel Dual riguarda l’inserimento del modello SDU 4 kVA con ingresso e uscita monofase, un entry-level progettato per completare la gamma in favore dei dispositivi che richiedano una potenza di esercizio più bassa. Grazie a questi nuovi modelli la gamma Sentinel Dual è quindi ancora più flessibile e disponibile da 4-5-6-8-10 kVA/kW mono-mono e 8-10 kVA/kW tri-mono, con tecnologia online a doppia conversione, dove il carico è sempre alimentato da inverter con una tensione di uscita costantemente rigenerata ed esente da fluttuazioni, micro-interruzioni, disturbi, transitori, sovratensioni ecc Con una tensione sinusoidale filtrata e stabilizzata in termini di tensione, forma e frequenza, un livello di efficienza fino al 95% in modalità online e filtri di ingresso e uscita che aumentano notevolmente l’immunità del carico a disturbi di rete e fulmini, Sentinel Dual è installabile a pavimento o in armadi rack. La flessibilità di installazione e di utilizzo, grazie al display digitale ruotabile e al modulo batterie sostituibile dall’utente, nonché le numerose opzioni di comunicazione disponibili rendono i modelli Riello UPS Sentinel Dual adatti a un’ampia varietà di applicazioni in ambito informatico oppure a protezione dell’alimentazione di emergenza, illuminazione e sicurezza. Una delle caratteristiche più interessanti della gamma Sentinel Dual è quella di essere parallelabile fino a un massimo di tre unità per triplicare la potenza iniziale del sistema (scalabilità). Possono inoltre essere configurati per funzionare in modalità N+1, aumentando l’affidabilità dei sistemi critici. Anche sui nuovi modelli della gamma Sentinel Dual è possibile selezionare le funzioni delle modalità Economy e Smart Active ed eseguire una diagnostica del sistema direttamente dal display. Sono presenti le interfacce RS232, USB e slot di comunicazione per accessori di connettività, mentre la gestione software è affidata al PowerShield³, applicazione compatibile con tutti i principali sistemi operativi e i software di virtualizzazione e che offre opzioni di monitoraggio remoto.

Micro Data Center Xpress

Schneider Electric presenta Micro Data Center Xpress di APC by Schneider Electric: soluzioni certificate, compatibili, sicure e gestibili per implementare una infrastruttura fisica ovunque, in modo semplice, rapido e conveniente.
Nel mondo dell’Internet of Things, le reti supportano un numero crescente di dispositivi connessi; su di essi si fruiscono contenuti sempre più ricchi, che richiedono una larghezza di banda sempre maggiore e sono sempre più sensibili alla latenza. Per rispondere a queste esigenze, si sta diffondendo l’adozione dell’edge computing: un modello che affianca ai tradizionali data center “centralizzati” un proliferare di infrastrutture di calcolo collocate “alla periferia” della rete, per essere più vicine all’utente ed erogare quindi servizi e applicazioni con le prestazioni necessarie.
Queste infrastrutture sono il regno delle tecnologie convergenti e iperconvergenti: per i fornitori di infrastrutture fisiche per data center diventa quindi essenziale siglare collaborazioni e alleanze con i fornitori di questo tipo di soluzioni. APC by Schneider Electric lo ha fatto, ottenendo grazie a massicci investimenti la convalida delle proprie infrastrutture da parte di Cisco e Nutanix.
Con le soluzioni Micro Data Center Xpress, è possibile aggiungere capacità ai Data Center ovunque e in qualunque momento in maniera semplice e conveniente, sia in sale informatiche sia in ambienti che siano sprovvisti di controllo del clima.
Queste soluzioni personalizzabili includono armadi fisici, UPS, rack PDU, componenti di raffreddamento, software di gestione, sistemi di monitoraggio ambientale e di sicurezza; sono interamente collaudate, assemblate e imballate in fabbrica da APC by Schneider Electric e vengono quindi fornite al cliente pronte all’uso.
I Micro Data Center Xpress si presentano in 3 modelli:
Micro Data Center SX 42U – NetShelter SX da 42U con imballo antiurto 907 kg; protezione dell’alimentazione elettrica con 2 UPS da 5 kVA, 208 V, con NMC; completo di kit cavi di alimentazione e di sistema di monitoraggio ambientale e sicurezza con apparecchiature NetBotz 250 e accesso rack (125 kHZ)
Micro Data Center SX 24U – Realizzato con Rack NetShelter SX 24U con imballo antiurto 567 kg,; completo di kit cavi di alimentazione e di sistema di monitoraggio ambientale e sicurezza con apparecchiature NetBotz 250 e accesso rack (125 kHZ)
Micro Data Center FX 23U – Realizzato con Rack NetShelter FX 23U con imballo antiurto; protezione dell’alimentazione con 2 UPS da 3 kVA, 120 V, con NMC; completo di kit cavi di alimentazione e di sistema di monitoraggio ambientale e sicurezza con apparecchiature NetBotz 250 e accesso rack (125 kHZ); raffreddamento attraverso la parte superiore del rack (Kooltronic)

Veritas Backup Exec certificato Microsoft Azure e Windows Server 2019

Veritas Technologies annuncia che la sua soluzione unificata di protezione dei dati Veritas Backup Exec ha ottenuto la certificazione per Microsoft Azure e Windows Server 2019. La recente versione di Veritas Backup Exec consentirà alle organizzazioni di qualsiasi dimensione di personalizzare la protezione dei loro dati grazie a un supporto affidabile e continuativo, ovunque risiedano i loro dati, su macchine fisiche o virtuali o nel cloud.
Il Disaster Recovery è l’ultima linea di difesa nel dinamico mondo digitale di oggi, in quanto consente alle organizzazioni di ripristinare rapidamente i propri dati e le applicazioni critiche in caso di disastro informatico, attacco di ransomware o perdita di dati. “Sebbene non esista una risposta magica su quanto impatto avranno i tempi di inattività sulla vostra azienda, le attuali indagini di settore hanno dimostrato che un’organizzazione aziendale arriva a perdere in media circa 5.600 dollari per ogni minuto di downtown non pianificato nel proprio ambiente informatico”, secondo il rapporto di Gartner . Per evitare enormi perdite finanziarie e danni alla reputazione, le organizzazioni devono ripristinare la propria infrastruttura business critical all’ultimo stato disponibile e nel minor tempo possibile, ovunque risiedano le applicazioni e i dati.
Veritas Backup Exec è una delle prime soluzioni di protezione dei dati nel settore ad ottenere le certificazioni per Microsoft Azure e Windows Server 2019, offrendo ai clienti una copertura completa fin da subito su implementazioni cloud, virtuali e fisiche. Con questa soluzione unificata di protezione dei dati, le organizzazioni di qualsiasi dimensione possono ora gestire e personalizzare centralmente le esigenze di protezione delle loro applicazioni e dei moderni workload.
Per i sistemi aziendali critici, Veritas Backup Exec aggiunge un ulteriore livello di protezione a costi contenuti sfruttando il servizio di disaster recovery basato su cloud, Azure Site Recovery (ASR) di Microsoft. Veritas Backup Exec utilizza la propria funzione integrata Instant Cloud Recovery per agevolare l’interazione con questo servizio e creare e aggiornare automaticamente repliche offsite di macchine virtuali critiche all’interno di ASR. Quando si verifica un guasto critico del sistema on premise, i clienti di Veritas Backup Exec sono in grado di eseguire rapidamente un failover su Azure. Non sono necessari investimenti in siti secondari o licenze upfront per beneficiare di questo ulteriore livello di protezione. Per ottimizzare ancora di più i processi e i costi di backup, i clienti possono anche eseguire test sulle proprie procedure di disaster recovery in tutta sicurezza.

Il data center aziendale del futuro

Il data center aziendale del futuro sarà sempre più un’infrastruttura agile, distribuita e automatizzata, in grado di fornire un’esperienza cloud e di erogare servizi al business dove e quando richiesti. E tra il core e l’edge, nello scenario previsto da IDC, andrà diffondendosi uno strato intermedio.
Il data center sta attraversando una fase di profonda trasformazione generata da una parte dal crescente appetito aziendale per le nuove applicazioni che, disegnate in modo diverso rispetto al passato, richiedono un cambiamento sostanziale nella gestione dell’infrastruttura, dall’altra dalla necessità di continuare a supportare e modernizzare il mondo legacy.
A livello di data center interni, questa trasformazione andrà a invertire uno dei trend più evidenti degli ultimi anni: quello della concentrazione in grandi strutture. Il consolidamento dei data center è una best practice IT di lunga tradizione: crescendo organicamente o per acquisizioni, la proliferazione dei data center ha sempre rappresentato una sfida per le aziende, portandole nel corso di un ciclo standard compreso tra i quattro e i sette anni a realizzare nuove e più grandi facility vicine alla sede principale e a chiudere o consolidare le location più piccole e lontane.
La trasformazione digitale sta capovolgendo questa tendenza. L’enorme quantità di dati generati da più fronti sta creando grandi repository di informazioni che saranno per lo più fatti risiedere in mega data center cloud gestiti da fornitori IaaS e SaaS o in strutture più piccole posizionate più favorevolmente, a livello geografico, in termini di latenza e risposta di servizio. Ciò renderà sempre meno importante la costruzione di grandi data center aziendali.
Già nel corso del 2019, IDC prevede che il 25% delle aziende abbandonerà il consolidamento di grandi data center a favore della modernizzazione di data center di più piccole dimensioni posizionati più strategicamente. Questa previsione fa il paio con una seconda, che IDC proietta al 2020, che afferma che l’esigenza di conservare e gestire il volume crescente di dati generati all’edge porterà il 40% delle aziende a istituire e servirsi di uno strato intermedio di “data vault”.
L’enorme flusso di dati che nei prossimi anni sommergerà le aziende dovrà essere immagazzinato e reso accessibile per essere analizzato, e niente di ciò è probabile che avvenga vicino agli attuali data center aziendali, sostiene IDC. Per gestire questa proliferazione di dati, molte organizzazioni adotteranno una strategia di data vaulting che permetterà loro di consolidare i dati in siti sicuri intermedi, spesso gestiti da colocator, senza bisogno di costruire nuove facility. In questi siti – presso i quali si potrà accedere a consumo a “pacchetti” di spazio, connettività, capacità di storage e sicurezza – le aziende potranno avviare processi di pulizia e gestione dei dati immagazzinati, servendosi dell’aiuto dei colocator per gestire la rete dei vari data vault e lo spostamento dei dati tra i data vault, i data center interni e i cloud data center.
Questa progressiva granularizzazione porterà a una terza fase: l’aumento dell’impiego di tecnologie di intelligenza artificiale e machine learning per ottimizzare la gestione infrastrutturale della rete di data center, data vault e siti edge. Entro il 2022, IDC prevede che il 50% degli asset IT dei data center aziendali potrà operare autonomamente grazie a tecnologie AI. A livello centrale, AI e ML porteranno a una maggiore automazione delle operazioni per aumentare la resilienza e ottimizzare le prestazioni. Questa tendenza sarà ancor più evidente all’edge, ove il presidio umano risulterà più limitato, se non addirittura assente.
La trasformazione del data center sarà al centro dell’IDC Datacenter of the Future Conference 2019 che si terrà a Milano il 27 marzo prossimo all’Hotel Melià. Alla presenza degli analisti IDC, dei maggiori esperti del settore e di aziende italiane che porteranno la loro diretta esperienza, i partecipanti potranno comprendere la portata dei cambiamenti in atto, i possibili impatti sulle scelte IT infrastrutturali attuali e le direzioni da prendere per affrontare il futuro.