Acronis True Image 2019 con un nuovo standard di protezione informatica

Acronis True Image 2019Acronis in occasione dei suoi 15 anni di attività ha rilasciato l’edizione Anniversary di Acronis True Image 2019. Nel dare l’annuncio, Acronis ha rivelato che la sua tecnologia anti-ransomware basata sull’intelligenza artificiale, integrata in tutte le sue soluzioni di backup, incluso il nuovo prodotto, ha bloccato lo scorso anno più di 200.000 attacchi ransomware contro 150.000 clienti. Considerando che attualmente la richiesta media di riscatto è di 522 dollari per ogni attacco, la difesa ha permesso di risparmiare 104 milioni di dollari di danni.

Se in passato i computer Mac correvano un rischio inferiore di essere preda di questi attacchi, ora le vendite sono in continua crescita e la maggiore popolarità li rende un target più appetibile per i criminali informatici. Palo Alto Networks prevede un aumento dei ransomware indirizzato a sistemi Mac nel 2018.

Acronis ha avuto la lungimiranza di inserire un sistema di difesa anti-ransomware integrato per Mac già nella versione di Acronis True Image dello scorso anno e questa particolare attenzione non è che l’ultimo esempio di come Acronis ridefinisca costantemente il concetto di protezione dei dati. La nuova versione di Acronis True Image 2019 prosegue in questa direzione grazie a numerosi miglioramenti specificamente progettati per macOS.

Il risultato è una protezione ricca di funzioni, la più completa a disposizione degli utenti Mac, che offre molte funzioni non inserite in altre soluzioni come Time Machine di Apple o Carbon Copy Cloner.

Aggiungendo la possibilità di creare uno strumento di ripristino all-in-one su un’unità disco rigido esterna, Acronis True Image 2019 rende il ripristino di un sistema semplice come collegare un’unità esterna. Tale strumento, chiamato Acronis Survival Kit, in caso di emergenza risulta essere completo e flessibile come un coltellino svizzero: contiene tutto ciò di cui un utente ha bisogno per ripristinare un sistema, dai supporti di avvio alla partizione di sistema e a tutti i relativi backup.

Anche la creazione di backup è più facile con le nuove opzioni di pianificazione basate su eventi, come il backup automatico quando viene collegata un’unità USB esterna. Questa soluzione di backup personale che offre già un elevatissimo livello di personalizzazione, è da oggi ancora più flessibile, grazie alle nuove opzioni basate su trigger.

Acronis True Image 2019 utilizza anche l’API nativa del nuovissimo Parallels Desktop 14 per eseguire il backup di macchine virtuali, il che significa che le operazioni di ripristino sono completamente ottimizzate. Ora le macchine virtuali possono essere ripristinate come set di file che vengono avviati in un ambiente Parallels Desktop.

Un formato file-to-cloud migliorato aumenta l’affidabilità e le prestazioni dei backup online per Mac. Ciò significa che il già rapidissimo backup nel cloud (risultati confermati da test di vari laboratori indipendenti) è adesso ancora migliore.

La migrazione di un sistema a un nuovo Mac è accurata e semplicissima con Acronis True Image 2019, che ora offre anche la possibilità di clonare un disco di sistema Mac mentre è in uso. Collegando un cavo USB-c, la migrazione dei dati avviene in modo estremamente rapido. Gli utenti possono inoltre collegare un’unità esterna per creare una copia avviabile. La funzionalità di clonazione di dischi supporta anche le installazioni Bootcamp.

Non tutti desiderano un sistema completamente automatico: la nuova utilità di pulizia del backup soddisfa il desiderio di controllo dei dati. Permette agli utenti di liberare spazio su disco selezionando manualmente le versioni non necessarie dei backup ed eliminando i file non necessari: in questo modo è possibile conservare ciò che serve ed eliminare tutto ciò che non serve.

Alcuni dei miglioramenti della release 2019 sono collegati al miglioramento delle prestazioni piuttosto che all’aggiunta di capacità. Un nuovo formato file-to-cloud, ad esempio, aumenta l’affidabilità e le prestazioni dei backup sul cloud sia per Windows che per Mac, mentre le opzioni dell’interfaccia del programma sono progettate per rendere l’esperienza utente ancora più intuitiva.

Anche se ancora gli utenti Mac non prendono troppo sul serio la minaccia ransomware, Acronis True Image 2019 continua a perfezionare Acronis Active Protection, la sua difesa anti-ransomware basata sull’intelligenza artificiale. La versione 2019 estende ulteriormente la copertura offerta da questa collaudata tecnologia garantendo la sicurezza dei dati su condivisioni di rete e dispositivi NAS.

Pure Storage acquisisce StorReduce

Pure Storage ha annunciato l’acquisizione di StorReduce, una software company che offre una soluzione di storage software-defined e cloud-first per la gestione di dati non strutturati su larga scala.

L’acquisizione consente a Pure Storage di espandere le proprie integrazioni e l’offerta di cloud pubblico e soddisfare la crescente domanda dei clienti per gestire in modo trasparente i dati non strutturati su larga scala in ambienti multi-cloud. La tecnologia ottimizzata per il cloud di StorReduce consente alle soluzioni ibride Flash Plus e cloud di sostituire il disco e il nastro in una varietà di casi d’utilizzo, tra cui tiering dei dati multi-cloud, migrazione e protezione.

Pure Service Orchestrator: lo Storage-as-a-Service basato su Container

Pure Storage annuncia la disponibilità di Pure Service Orchestrator, che fornisce Storage-as-a-Service basato su Container agli sviluppatori e operatori IT, supportandoli nell’implementazione di applicazioni di microservizi basate su container. Pure Service Orchestrator offre ai clienti uno storage autonomo e senza complicazioni in grado di gestire un’architettura data centrica con un’agilità simile a quella del cloud pubblico, supportata da velocità all-flash e affidabilità di livello Enterprise.

Con Pure Service Orchestrator, le aziende possono utilizzare ambienti container dinamici impiegando lo storage-as-a-service per applicazioni persistenti e containerizzate su infrastrutture di Shared Accelerated Storage. Ciò consente ai clienti di promuovere l’innovazione, e un time-to-market più rapido.

Pure Service Orchestrator consente un’integrazione con Docker, Kubernetes e non solo, per fornire un supporto storage persistente per gli ambienti containerizzati attraverso il plug-in di volume Docker e Kubernetes FlexDriver. Inoltre, Pure Service Orchestrator vanta un approccio di provisioning dello storage scalabile, intelligente ed automatizzato al fine di fornire un’esperienza del tutto simile al cloud, a cui gli sviluppatori sono abituati.

Si adatta elasticamente a più sistemi di storage e supporta ambienti containerizzati altamente fluidi che possono espandersi rapidamente a migliaia di contenitori.

Pure Service Orchestrator risolve questo problema, scala elasticamente lo storage su FlashArray, FlashBlade™ o su un mix di entrambi i sistemi, supporta file e blocchi e offre la flessibilità necessaria per avere configurazioni diverse per ogni sistema di storage che fa parte del servizio. Grazie alla facilità di espansione tramite un singolo comando, i clienti possono iniziare con uno storage di piccole dimensioni e scalarlo rapidamente, e senza soluzione di continuità, man mano che crescono le esigenze dei loro ambienti containerizzati.

Pure Service Orchestrator funziona come una torre di controllo della virtualizzazione che consente agli ambienti containerizzati di passare dal consumo di storage-as-a-device a quello di storage-as-a-service.

I benefici includono:
· Provisioning intelligente: fornisce lo storage ai container on-demand in base a criteri di policy e prende decisioni ottimali per il provisioning valutando le prestazioni, la capacità e lo stato di salute dei sistemi di storage. A differenza di altre soluzioni, che richiedono parametri di configurazione complessi, la distribuzione dello storage ai containers con Pure Service Orchestrator è impeccabile. I clienti possono limitarsi semplicemente a specificare la dimensione della capacità desiderata.
· Scalabilità elastica: scalabilità su più sistemi con un mix di file e blocchi in un unico servizio. I clienti possono ora sostenere fino a decine di migliaia di applicazioni che coprono l’intero parco di FlashArray e FlashBlade array. L’aggiunta di nuovi array di storage all’infrastruttura di shared storage esistente è semplice. Grazie alla facilità di espansione, tramite un singolo comando, i clienti possono iniziare con uno storage di piccole dimensioni e scalarlo rapidamente, e senza soluzione di continuità, man mano che crescono le esigenze dei loro ambienti containerizzati.
· Recovery trasparente: Auto-riparazione per supportare servizi affidabili. La ri-provisioning automatica aiuta a proteggere i clienti da problemi quali guasti ai nodi e limiti delle prestazioni dell’array.

Tecnologie software-defined, iperconvergenza, automazione e sicurezza i quattro pilastri per la trasformazione digitale delle infrastrutture IT aziendali

La trasformazione digitale sta evidenziando i limiti di molte infrastrutture IT aziendali, mettendo sotto pressione CIO e IT manager. L’affermarsi del paradigma della Terza Piattaforma e il rapido emergere di tecnologie innovative come l’Internet of Things e l’Intelligenza Artificiale richiedono infatti un nuovo data center, in grado di supportare i processi digitali rispondendo nel contempo a elevati requisiti di sicurezza e governance. IDC sottolinea come le organizzazioni IT debbano oggi trovare il giusto percorso per ridurre i costi operativi, liberare le risorse e aumentare la spinta verso l’innovazione e il supporto al business, così da permettere alla propria azienda di restare competitiva sui mercati. La strada più percorribile, e finora percorsa, è quella di un processo di modernizzazione del data center che porti all’hybrid IT prima e al multicloud in prospettiva.
Questa evidenza è stata al centro di un roadshow organizzato da IDC e VMware che tra i mesi di aprile e maggio ha toccato sette diverse città italiane, coinvolgendo in ogni tappa anche un partner locale: Bologna (AD Consulting), Torino (Var Group), Firenze (In20), Padova (Dedagroup), Bari (ITM), Napoli (R1) e Ancona (Gruppo Filippetti).

Intitolato “Modernize Data Center: gli step per un’infrastruttura intelligente”, l’evento ha dato l’opportunità ad oltre 200 tra CIO e IT manager italiani di confrontarsi su punti quali le infrastrutture software-defined, l’iperconvergenza, l’automazione e la sicurezza, ovvero quei pilastri oggi fondamentali per realizzare un vero ambiente IT ibrido in grado di valorizzare gli asset on-premise e le applicazioni legacy sfruttando però le nuove opportunità offerte dal cloud e dalle tecnologie digitali.
L’adozione di tecnologie software-defined infrastructure e software-defined networking nei data center consente oggi alle aziende di astrarre ulteriormente il layer infrastrutturale, rendendo possibili livelli di agilità ed efficienza superiori e permettendo di utilizzare sistemi iperconvergenti standard.
Nel corso del roadshow è emersa l’importanza del cloud nel percorso di trasformazione aziendale, con sfumature differenti tra cloud privato e pubblico. Mentre infatti il private cloud viene considerato importante dalle imprese italiane per ridurre i costi operativi e per migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi offerti al business, l’adozione del public cloud viene vista come essenziale per l’innovazione digitale, il time to market e la crescita in nuovi mercati.
Sul cloud restano infatti alcune criticità da risolvere, tipiche del tessuto industriale italiano. E’ emerso, in diverse tappe del roadshow, il tema della difficoltà di affidarsi interamente al cloud a causa della carenza di banda in alcune aree. Anche qui la tecnologia software-defined può fornire una soluzione, nella forma di tecnologie software-defined WAN in grado di aggregare e orchestrare più collegamenti per instradare i dati sul cloud.
Infine, è stata ancora una volta confermata la massima importanza data dalle aziende italiane alla sicurezza: per più del 50% delle imprese italiane è la prima voce di intervento e di miglioramento.

Matthieu Brignone Head of EMEA Channel and Alliances e il Partner Program di Pure Storage

Pure Storage ha annunciato la nomina di Matthieu Brignone a Head of EMEA Channel and Alliances. Matthieu sarà responsabile della promozione vendite, dell’accelerazione della crescita e dell’aumento della redditività per i partner. Prima di Pure Storage Matthieu era in Commvault, mentre in precedenza, è stato Direttore Vendite Canali EMEA e Country Manager Francia presso HP ESP (Enterprise Security Products) ed ha ricoperto ruoli di vendita e gestione in Quest Software, WASATIS, Cisco, Trend Micro e Novell.

Pure Storage presenta il nuovo Partner Program. Il programma si è evoluto per tenere il passo con la significativa crescita dell’azienda: offre pertanto ai partner nuovi strumenti di formazione, certificazione, supporto e incentivi. Presentato al Global Partner Forum durante la conferenza Pure//Accelerate 2018, il programma, con tutti i suoi vantaggi, entrerà in vigore a partire dal 1° agosto 2018.

Il modello di business di Pure Storage è sempre stato incentrato al 100% sul canale. A testimonianza di questo impegno, l’azienda ha effettuato investimenti strategici negli strumenti e nelle risorse necessari a realizzare un programma che risulti attrattivo e di effettivo supporto per i partner. Sono previsti premi per i partner più attivi e che meglio affiancano Pure nella strategia di mercato. Di seguito, le principali novità del programma:
· Nuovi livelli: il nuovo programma prevede due livelli e consente ai partner di qualsiasi dimensione di raggiungere quello successivo. A partire dall’entry level Preferred, è possibile raggiungere il livello superiore Elite. Accessibile esclusivamente su invito, quest’ultimo è riservato ai partner che generano e concludono iniziative di successo grazie alle proprie competenze di business, di vendita, tecniche, di marketing e, in generale, allo sviluppo di nuovi servizi. I partner Elite devono soddisfare inoltre un numero minimo di clienti raggiunti. La notifica del loro status verrà inviata ai partner ad agosto 2018 e le valutazioni avranno ricorrenza annuale.
· Empowerment: un aspetto importante del nuovo programma riguarda la standardizzazione degli sconti e del listino prezzi applicabili dai partner, il che consentirà loro di muoversi in autonomia con i clienti. Verranno inoltre messi a loro disposizione strumenti avanzati per la formulazione di proposte e quotazioni per le soluzioni Pure Storage.
· Training: Pure Storage offrirà una maggiore specializzazione tecnica a tutti i partner, a completamento dei programmi di training già disponibili. A San Francisco hanno debuttato inoltre il cosiddetto “Pure Storage Foundation Exam” e l’esame per diventare FlashArray Architect. Il programma di formazione sarà ulteriormente aggiornato ed ampliato nel corso dell’anno.