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Aruba: due nuovi data center nel campus di Ponte San Pietro

Aruba festeggia il terzo anno di Global Cloud Data Center, il più grande data center campus d’Italia di oltre 200.000 m², d’impronta ecologica e dotato delle più moderne tecnologie, inaugurato a Ponte San Pietro (Bergamo) il 5 ottobre 2017.
In occasione dell’anniversario del campus, l’azienda ha deciso di ufficializzare i lavori di ampliamento che hanno coinvolto l’intera area e porteranno all’imminente attivazione di altri due data center, denominati DC-B e DC-C.
Nel dettaglio, il DC-B disporrà di una potenza di 9 MW, ripartita tra tre grandi sale. Il DC-C, invece, sarà un data center multipiano con 4 sale dati poste su due livelli, ed una potenza a regime di 8 MW. I lavori del DC-B
saranno ultimati entro la prima metà del 2021, mentre quelli relativi al DC-C entro la prima metà del 2022.
I nuovi moduli, andranno ad affiancarsi al DC-A, il primo dei data center inaugurati all’interno del campus, che dispone di 10 sale dati, ormai quasi totalmente utilizzate. Con i due nuovi moduli, la superficie destinata ai data center nel campus diventa di 80.000 m² di cui oltre 23.000 m² dedicati alle sale dati.
Nell’ottica di potenziare ulteriormente la capacità di produzione di energia in loco, che garantisce il massimo dell’efficienza, i due nuovi moduli DC-B e DC-C saranno rivestiti da impianti fotovoltaici di nuova generazione sia sulle pareti che sulle coperture. Inoltre, entro i prossimi tre mesi, sarà ultimato un nuovo impianto fotovoltaico sul tetto del DC-A, che andrà ad aggiungersi all’impianto già in funzione sulla parete sud. In aggiunta, sarà installata una terza turbina all’interno della centrale idroelettrica.
Grazie a queste novità, l’energia pulita autoprodotta all’interno del campus stesso arriverà ad un totale di circa 6 MW.

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No data loss

Aruba condivide una serie di utili consigli per mettere in sicurezza i propri dati.
I casi di perdita dei dati sono più frequenti di quanto si possa credere; basti pensare che un sondaggio a livello globale condotto da Ontrack Data Recovery nel 2018 ha fatto emergere che, su circa 350 clienti coinvolti in data loss, il 33% degli intervistati non stava utilizzando alcun sistema di backup quando si è verificata la perdita dei dati.
Garantire la protezione del dato oggi è ancora più necessario: come ormai è noto, secondo il GDPR – art. 5, comma 1, par. f – è infatti necessario assicurare al cliente l’accesso ai dati – qualora ne faccia richiesta – e adottare sistemi per memorizzare i dati in modo sicuro, evitando che possano essere cancellati accidentalmente. Se si è consapevoli dell’importanza dei propri dati, l’utilizzo di soluzioni di backup dovrebbe essere una consuetudine.
Per questa ragione Aruba ha deciso di dare dei validi consigli per chi vuole salvaguardare i propri dati o quelli dei propri clienti.

1. Fidarsi del cloud: la scalabilità del cloud offre soluzioni rapide per trasferire e salvare i propri contenuti su un’infrastruttura remota. Tra i vantaggi, la facilità di consultare i file e modificarli da qualunque parte del mondo, in qualunque momento, senza limitazioni di compatibilità con software o sistemi operativi.
2. Fare backup costanti: esistono software in grado di eseguire backup regolarmente, in maniera automatica, su base oraria, giornaliera, settimanale o mensile – a scelta – riducendo quindi al minimo l’effort e minimizzando l’uso della banda per non interferire con le altre operazioni quotidiane. Il suggerimento è, quindi, di impostare backup costanti ed eseguire test di ripristino a cadenza regolare, in modo da prevenire eventuali perdite di dati.
3. Considerare soluzioni di Disaster Recovery: Backup e Disaster Recovery sono due facce della stessa medaglia, il primo mira a salvaguardare il dato in maniera granulare con la possibilità di ripristinare il dato risalendo ad un momento specifico indietro nel tempo, il secondo permette invece di ripristinare un servizio, nella sua interezza, a seguito di un evento disastroso che può aver portato anche alla perdita effettiva del sito di erogazione del servizio; il cui ripristino avviene secondo precisi Piani di Disaster Recovery (DRP). La strategia più corretta per tutelare qualsiasi azienda è di porre attenzione e implementare entrambe le soluzioni: sempre più business sono consapevoli di questo tipo di prevenzione.
4. Scegliere un provider di fiducia: la scelta madre, in quanto i dati non finiscono in un buco nero, ma vengono conservati all’interno di data center, luoghi fisici che possiedono una ben precisa collocazione geografica, certificazioni e parametri di sicurezza ideati e applicati ad hoc. Al loro interno le informazioni sono duplicate e ridondate e i server sono operativi 24 ore su 24. All’interno della propria strategia di business, l’IT – che cresce d’importanza come elemento strategico – pone sempre più attenzione sulla scelta del fornitore dell’infrastruttura tecnologica per sapere dove siano esattamente conservati i propri dati, in quali data center siano salvati e con quali requisiti di qualità e sicurezza. Molti, ancora, si accertano personalmente che il fornitore eroghi servizi certificati secondo gli standard di settore, quali ad esempio le ISO 9001 e 27001.

“Rispetto al passato il livello di sensibilizzazione è certamente più alto, pur essendoci ancora aziende che hanno il timore di esternalizzare i propri dati, pensando che mantenerli all’interno sia più sicuro. Giornate come il World Backup Day devono far capire che non è così. – ha commentato Lorenzo Giuntini, Head of Engineering di Aruba – Sappiamo che i dati sono il bene più prezioso di ogni azienda, l’oro dei nostri giorni, e proprio per questo motivo vanno affidati a professionisti e messi in sicurezza. Vogliamo far capire che esistono servizi e soluzioni di alto livello in termini di sicurezza, ad esempio il Cloud, il Backup e il Disaster Recovery e si può scegliere dall’archiviazione del singolo dato o di un progetto, alla protezione di interi processi e dell’infrastruttura. Il consiglio in questo senso è, quindi, di affidarsi ad un team di esperti e specialisti che possiedono il giusto know-how per implementare e suggerire la soluzione ideale per ciascun caso, ma anche di affidarsi a un provider che possa garantire la totale sicurezza del dato stesso, mettendo a disposizione infrastrutture d’avanguardia, certificazioni e garanzie di alto livello.”
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Il Data Center del futuro secondo STULZ, Riello UPS e Aruba

Riunite presso la prestigiosa sede Ducati di Borgo Panigale (BO), STULZ, Riello UPS e Aruba hanno dato vita ad un interessante confronto sull’efficienza energetica all’interno dei Data Center, tema sul quale le tre aziende hanno fortemente investito negli ultimi anni, creando importanti sinergie tra loro.

Dopo il discorso di benvenuto a cura dei direttori commerciali di STULZ Alessandro Polce e di Riello UPS Salvatore Moria, i progettisti e IT Manager ospiti dell’evento hanno assistito alla presentazione delle ultime soluzioni tecnologiche sviluppate dalle due aziende per migliorare l’efficienza energetica nei Data Center del futuro, come quello sviluppato da Aruba alle porte di Milano.

A conclusione delle presentazioni, gli ospiti hanno potuto visitare la produzione e il museo Ducati, casa motociclistica che accomuna le tre aziende, sponsor del team Ducati Superbike (Aruba e STULZ) e Ducati MotoGP (Riello UPS).