Micro Data Center Xpress

Schneider Electric presenta Micro Data Center Xpress di APC by Schneider Electric: soluzioni certificate, compatibili, sicure e gestibili per implementare una infrastruttura fisica ovunque, in modo semplice, rapido e conveniente.
Nel mondo dell’Internet of Things, le reti supportano un numero crescente di dispositivi connessi; su di essi si fruiscono contenuti sempre più ricchi, che richiedono una larghezza di banda sempre maggiore e sono sempre più sensibili alla latenza. Per rispondere a queste esigenze, si sta diffondendo l’adozione dell’edge computing: un modello che affianca ai tradizionali data center “centralizzati” un proliferare di infrastrutture di calcolo collocate “alla periferia” della rete, per essere più vicine all’utente ed erogare quindi servizi e applicazioni con le prestazioni necessarie.
Queste infrastrutture sono il regno delle tecnologie convergenti e iperconvergenti: per i fornitori di infrastrutture fisiche per data center diventa quindi essenziale siglare collaborazioni e alleanze con i fornitori di questo tipo di soluzioni. APC by Schneider Electric lo ha fatto, ottenendo grazie a massicci investimenti la convalida delle proprie infrastrutture da parte di Cisco e Nutanix.
Con le soluzioni Micro Data Center Xpress, è possibile aggiungere capacità ai Data Center ovunque e in qualunque momento in maniera semplice e conveniente, sia in sale informatiche sia in ambienti che siano sprovvisti di controllo del clima.
Queste soluzioni personalizzabili includono armadi fisici, UPS, rack PDU, componenti di raffreddamento, software di gestione, sistemi di monitoraggio ambientale e di sicurezza; sono interamente collaudate, assemblate e imballate in fabbrica da APC by Schneider Electric e vengono quindi fornite al cliente pronte all’uso.
I Micro Data Center Xpress si presentano in 3 modelli:
Micro Data Center SX 42U – NetShelter SX da 42U con imballo antiurto 907 kg; protezione dell’alimentazione elettrica con 2 UPS da 5 kVA, 208 V, con NMC; completo di kit cavi di alimentazione e di sistema di monitoraggio ambientale e sicurezza con apparecchiature NetBotz 250 e accesso rack (125 kHZ)
Micro Data Center SX 24U – Realizzato con Rack NetShelter SX 24U con imballo antiurto 567 kg,; completo di kit cavi di alimentazione e di sistema di monitoraggio ambientale e sicurezza con apparecchiature NetBotz 250 e accesso rack (125 kHZ)
Micro Data Center FX 23U – Realizzato con Rack NetShelter FX 23U con imballo antiurto; protezione dell’alimentazione con 2 UPS da 3 kVA, 120 V, con NMC; completo di kit cavi di alimentazione e di sistema di monitoraggio ambientale e sicurezza con apparecchiature NetBotz 250 e accesso rack (125 kHZ); raffreddamento attraverso la parte superiore del rack (Kooltronic)

Veritas Backup Exec certificato Microsoft Azure e Windows Server 2019

Veritas Technologies annuncia che la sua soluzione unificata di protezione dei dati Veritas Backup Exec ha ottenuto la certificazione per Microsoft Azure e Windows Server 2019. La recente versione di Veritas Backup Exec consentirà alle organizzazioni di qualsiasi dimensione di personalizzare la protezione dei loro dati grazie a un supporto affidabile e continuativo, ovunque risiedano i loro dati, su macchine fisiche o virtuali o nel cloud.
Il Disaster Recovery è l’ultima linea di difesa nel dinamico mondo digitale di oggi, in quanto consente alle organizzazioni di ripristinare rapidamente i propri dati e le applicazioni critiche in caso di disastro informatico, attacco di ransomware o perdita di dati. “Sebbene non esista una risposta magica su quanto impatto avranno i tempi di inattività sulla vostra azienda, le attuali indagini di settore hanno dimostrato che un’organizzazione aziendale arriva a perdere in media circa 5.600 dollari per ogni minuto di downtown non pianificato nel proprio ambiente informatico”, secondo il rapporto di Gartner . Per evitare enormi perdite finanziarie e danni alla reputazione, le organizzazioni devono ripristinare la propria infrastruttura business critical all’ultimo stato disponibile e nel minor tempo possibile, ovunque risiedano le applicazioni e i dati.
Veritas Backup Exec è una delle prime soluzioni di protezione dei dati nel settore ad ottenere le certificazioni per Microsoft Azure e Windows Server 2019, offrendo ai clienti una copertura completa fin da subito su implementazioni cloud, virtuali e fisiche. Con questa soluzione unificata di protezione dei dati, le organizzazioni di qualsiasi dimensione possono ora gestire e personalizzare centralmente le esigenze di protezione delle loro applicazioni e dei moderni workload.
Per i sistemi aziendali critici, Veritas Backup Exec aggiunge un ulteriore livello di protezione a costi contenuti sfruttando il servizio di disaster recovery basato su cloud, Azure Site Recovery (ASR) di Microsoft. Veritas Backup Exec utilizza la propria funzione integrata Instant Cloud Recovery per agevolare l’interazione con questo servizio e creare e aggiornare automaticamente repliche offsite di macchine virtuali critiche all’interno di ASR. Quando si verifica un guasto critico del sistema on premise, i clienti di Veritas Backup Exec sono in grado di eseguire rapidamente un failover su Azure. Non sono necessari investimenti in siti secondari o licenze upfront per beneficiare di questo ulteriore livello di protezione. Per ottimizzare ancora di più i processi e i costi di backup, i clienti possono anche eseguire test sulle proprie procedure di disaster recovery in tutta sicurezza.

Il data center aziendale del futuro

Il data center aziendale del futuro sarà sempre più un’infrastruttura agile, distribuita e automatizzata, in grado di fornire un’esperienza cloud e di erogare servizi al business dove e quando richiesti. E tra il core e l’edge, nello scenario previsto da IDC, andrà diffondendosi uno strato intermedio.
Il data center sta attraversando una fase di profonda trasformazione generata da una parte dal crescente appetito aziendale per le nuove applicazioni che, disegnate in modo diverso rispetto al passato, richiedono un cambiamento sostanziale nella gestione dell’infrastruttura, dall’altra dalla necessità di continuare a supportare e modernizzare il mondo legacy.
A livello di data center interni, questa trasformazione andrà a invertire uno dei trend più evidenti degli ultimi anni: quello della concentrazione in grandi strutture. Il consolidamento dei data center è una best practice IT di lunga tradizione: crescendo organicamente o per acquisizioni, la proliferazione dei data center ha sempre rappresentato una sfida per le aziende, portandole nel corso di un ciclo standard compreso tra i quattro e i sette anni a realizzare nuove e più grandi facility vicine alla sede principale e a chiudere o consolidare le location più piccole e lontane.
La trasformazione digitale sta capovolgendo questa tendenza. L’enorme quantità di dati generati da più fronti sta creando grandi repository di informazioni che saranno per lo più fatti risiedere in mega data center cloud gestiti da fornitori IaaS e SaaS o in strutture più piccole posizionate più favorevolmente, a livello geografico, in termini di latenza e risposta di servizio. Ciò renderà sempre meno importante la costruzione di grandi data center aziendali.
Già nel corso del 2019, IDC prevede che il 25% delle aziende abbandonerà il consolidamento di grandi data center a favore della modernizzazione di data center di più piccole dimensioni posizionati più strategicamente. Questa previsione fa il paio con una seconda, che IDC proietta al 2020, che afferma che l’esigenza di conservare e gestire il volume crescente di dati generati all’edge porterà il 40% delle aziende a istituire e servirsi di uno strato intermedio di “data vault”.
L’enorme flusso di dati che nei prossimi anni sommergerà le aziende dovrà essere immagazzinato e reso accessibile per essere analizzato, e niente di ciò è probabile che avvenga vicino agli attuali data center aziendali, sostiene IDC. Per gestire questa proliferazione di dati, molte organizzazioni adotteranno una strategia di data vaulting che permetterà loro di consolidare i dati in siti sicuri intermedi, spesso gestiti da colocator, senza bisogno di costruire nuove facility. In questi siti – presso i quali si potrà accedere a consumo a “pacchetti” di spazio, connettività, capacità di storage e sicurezza – le aziende potranno avviare processi di pulizia e gestione dei dati immagazzinati, servendosi dell’aiuto dei colocator per gestire la rete dei vari data vault e lo spostamento dei dati tra i data vault, i data center interni e i cloud data center.
Questa progressiva granularizzazione porterà a una terza fase: l’aumento dell’impiego di tecnologie di intelligenza artificiale e machine learning per ottimizzare la gestione infrastrutturale della rete di data center, data vault e siti edge. Entro il 2022, IDC prevede che il 50% degli asset IT dei data center aziendali potrà operare autonomamente grazie a tecnologie AI. A livello centrale, AI e ML porteranno a una maggiore automazione delle operazioni per aumentare la resilienza e ottimizzare le prestazioni. Questa tendenza sarà ancor più evidente all’edge, ove il presidio umano risulterà più limitato, se non addirittura assente.
La trasformazione del data center sarà al centro dell’IDC Datacenter of the Future Conference 2019 che si terrà a Milano il 27 marzo prossimo all’Hotel Melià. Alla presenza degli analisti IDC, dei maggiori esperti del settore e di aziende italiane che porteranno la loro diretta esperienza, i partecipanti potranno comprendere la portata dei cambiamenti in atto, i possibili impatti sulle scelte IT infrastrutturali attuali e le direzioni da prendere per affrontare il futuro.

Veeam Plug-in for SAP HANA

Veeam Plug-in for SAP HANA è un’integrazione certificata SAP® per SAP HANA®, che va ad arricchire la Veeam Availability Suite 9.5 Update 4. Con quest’ultima release, Veeam offre una soluzione di backup e recovery certificata SAP, consentendo ai clienti enterprise di integrare in maniera fluida e nativa il backup SAP HANA con la soluzione leader di mercato Veeam Backup & Replication™, rafforzando ulteriormente l’enterprise-readiness della Veeam Availability Platform™.
SAP HANA è una piattaforma database di cruciale importanza per le aziende, in quanto processa in maniera simultanea transazioni e analisi per molti workload enterprise come SAP S/4 HANA, SAP BW Data Warehouse, e SAP Business ONE; per le aziende è fondamentale mantenere costante l’accesso a questi database.
“Quest’ultima release porta l’innovazione, la facilità d’uso e l’affidabilità di Veeam alle applicazioni aziendali business-critical”, afferma Ratmir Timashev, co-founder and Executive Vice President (EVP) of Sales & Marketing di Veeam. “Oltre ai nuovi importanti miglioramenti della Veeam Availability Suite 9.5 Update 4, abbiamo incluso anche una soluzione di backup e ripristino certificata SAP. Ora, i clienti di SAP HANA possono beneficiare della soluzione di backup leader di mercato di Veeam per i loro ambienti SAP HANA mission-critical e performance-sensitive, con una conseguente riduzione dei costi di gestione grazie a una soluzione più intuitiva, integrata e affidabile per soddisfare le richieste business-critical relative alla disponibilità di applicazioni e dati”.

Le principali integrazioni e benefici di questa nuova soluzione Veeam e SAP includono:
• Plug-in BACKINT facile da integrare e certificato SAP;
• Controllo al 100% da parte degli amministratori SAP dei processi di backup e ripristino;
• Prestazioni e scalabilità leader del settore grazie al Scale-out Backup Repository (SOBR™) di Veeam, in quanto è possibile utilizzare in parallelo più server di repository per incrementare le prestazioni di backup e ripristino e per scalare su più sistemi di storage.

Oltre al nuovo plug-in, Veeam fornisce supporto per il disaster recovery su applicazioni quali SAP S/4 HANA, SAP BW Data Warehouse e SAP Business ONE; gli ambienti supportati includono:
• Supporto per workload basati su VMware con funzionalità eccezionali come il recovery delle virtual machine istantaneo e DataLabs per la gestione dei dati di copia e integrazioni di Storage che includono HPE 3PAR, NetApp AFF, Pure FlashArray e Dell EMC Unity;
• Supporto per i sistemi di infrastrutture iperconvergenti come Cisco HyperFlex, NetApp HCI, Nutanix AHV e altri;
• Protezione dei server fisici e workload basati su cloud come Microsoft Azure, Azure Stack e Amazon EC2.

Il Data Center Cisco è dove sono i tuoi dati

L’innovazione applicativa è il “cuore pulsante” dell’economia digitale. Una nuova era delle applicazioni sta ridefinendo il concetto di data center e ciò che devono essere in grado di supportare. Perché oggi, il data center non è più un luogo fisso, ma si trova ovunque i dati vengono creati, elaborati e utilizzati. Ecco perché Cisco ha ideato e presentato una nuova architettura che estende il data center a tutti i luoghi in cui i dati risiedono e in cui vengono distribuite le applicazioni.
Per dare concretezza a questa visione del “data center anywhere”, Cisco presenta una serie di innovazioni di rete, iperconvergenza, sicurezza e automazione, che includono:
L’espansione di ACI nel cloud con gli ambienti AWS e Microsoft Azure
L’estensione di HyperFlex nelle filiali e nelle postazioni remote per potenziare le applicazioni nell’edge
Ampliamenti a CloudCenter per permettere ai clienti di gestire il ciclo di vita delle applicazioni attraverso diversi ambienti cloud.
Una modalità completamente nuova per i clienti di acquistare e gestire la tecnologia lungo l’intera architettura data center, attraverso un unico Enterprise Agreement.

Cisco sta portando avanti la sua nuova visione di data center in tre modi:
· ACI disponibile in AWS e Azure: ACI (Application Centric Infrastructure) è la soluzione intent-based networking di Cisco per il data center. Offre semplicità operativa, agilità applicativa e protezione nel data center – il tutto distribuito con un approccio aperto che si integra con tutti gli hypervisor e i framework container su cui le applicazioni vengono implementate. Grazie ad ACI Anywhere, ACI viene esteso a qualsiasi workload, qualsiasi postazione, qualsiasi cloud. Virtual ACI supporta già cloud bare metal e postazioni edge remote. E oggi, grazie alle nuove funzionalità Cloud ACI, Cisco estende l’automazione, la gestione e la sicurezza ad AWS e Microsoft Azure integrandosi perfettamente con gli ambienti Infrastructure as a Service (IaaS). Leggi il blog.
· HyperFlex per le filiali: implementare un’infrastruttura iperconvergente in più siti in modo da fornire elaborazione distribuita su scala globale, può essere un’attività molto complessa. HyperFlex con Cisco Intersight oggi permette ai clienti di estendere l’elaborazione e lo storage del proprio data center core all’edge delle operations. E lo fa con una scalabilità flessibile e la semplicità d’uso di una gestione dei sistemi potenziata dal cloud. HyperFlex oggi fornisce prestazioni applicative di classe data center per portare innovazione digitale nelle filiali e nelle postazioni remote, permettendo attività di analytics e servizi intelligenti nell’edge enterprise. Leggi il blog.
· CloudCenter Suite: la complessità operativa e i crescenti costi di gestione delle applicazioni attraverso cloud pubblici e privati rappresentano una sfida per i team IT. Il nuovo CloudCenter Suite offre gestione dell’intero ciclo di vita dell’applicazione, una maggiore automazione dei workflow e un’ottimizzazione e governance dei costi. Infine, la nuova suite è molto più semplice da utilizzare e implementare, con diverse fasce di prezzo e nuove offerte SaaS. Leggi il blog.

Cisco sta semplificando, come mai prima d’ora, l’acquisto della tecnologia dei data center grazie al nuovo Cisco Enterprise Agreement. I clienti possono ora usufruire di un unico contratto di licenza standardizzato di tre o cinque anni per sette suite, tra cui ACI, HyperFlex, Intersight e Tetration. Cisco EA offre ai clienti la possibilità di scegliere tra modelli di implementazione e portabilità della licenza attraverso implementazioni fisiche, virtuali o cloud. Consente ai clienti di avere accesso a ciò di cui hanno bisogno, quando e dove ne hanno bisogno, disponibile presso il partner di canale preferito. Leggi il blog.

Cisco sta estendendo ACI a livello applicativo e al campus. Oggi, ACI si integra con AppDynamics per correlare le prestazioni delle applicazioni con lo stato di salute della rete. Si integra inoltre con Cisco DNA Center e Identity Services Engine per fornire policy basate sull’identità end-to-end e controllo degli accessi tra utenti o dispositivi del campus e applicazioni o dati, ovunque. Queste integrazioni sono l’ultimo passo del percorso di Cisco per creare la prima architettura multi-dominio del settore. L’obiettivo è quello di reinventare l’infrastruttura aziendale come sistema unificato che permette di “sprigionare” l’innovazione, semplificando la complessità dell’IT moderno. Leggi il blog.