N300 NAS Hard Drive e X300 Performance Hard Drive nelle versioni da 12 TB e 14 TB

Toshiba Electronics Europe GmbH (TEE) amplia la gamma delle sue soluzioni di storage interno con l’N300 NAS Hard Drive e l’X300 Performance Hard Drive, nelle versioni da 12 TB e 14 TB.

I nuovi modelli da 12 TB e 14 TB sono hard disk all’elio (helium-sealed) che offrono in soli 3.5 pollici una capacità di storage superiore con un consumo di energia inferiore. La tecnologia a saldatura laser di Toshiba e la progettazione del case del disco rigido mantengono l’elio perfettamente sigillato nel drive.

Inoltre, i modelli da 12 TB e 14 TB hanno una velocità di rotazione di 7.200 rpm e dispongono di un buffer da 256 MB. I modelli N300 e X300 usano la tecnologia Toshiba Stable Platter per minimizzare le vibrazioni tramite la stabilizzazione dell’albero di rotazione su entrambi i lati per un più accurato tracciamento e una massimizzazione delle performance durante le operazioni di lettura e scrittura.

I modelli della serie N300 sono dotati di sensori di vibrazione rotazionale (RV) e supportano carichi di lavoro fino a 260 MB/s per il 14 TB e fino a 253 MB/s per il 12 TB. Supportando sistemi multi-RAID fino a 8 HDD, i nuovi modelli N300 sono altamente scalabili per adattarsi alle configurazioni NAS degli utenti, dal momento che le esigenze di storage cambiano e si può aver bisogno di salvare e accedere a grandi quantità di dati.

La linea N300 è progettata per applicazioni in sistemi di NAS “personali” ad alte prestazioni, home office e piccole imprese per sistemi RAID scalabili. È ottimizzata secondo gli standard di performance, affidabilità e resistenza per le applicazioni di storage ad elevata capacità 24/7 e tutte le soluzioni di questa linea hanno una garanzia di 3 anni.

La serie X300 offre performance eccellenti e un’ampia capacità per applicazioni creative e professionali di graphic design, animazione, foto e video editing e PC gaming. Con capienza fino a 14TB, i nuovi hard disk permettono lo storage e l’accesso anche alle più aggiornate gaming library.

I cinque trend del data center nel 2019

Alle porte del 2019, la rete edge continua a essere l’epicentro dell’innovazione nel data center. L’attenzione si concentra su un potenziamento dell’intelligenza volto a semplificare i processi operativi, a supportare la gestione e l’assistenza remote e a colmare una sempre più marcata mancanza di competenze. Questa rivisitazione dell’edge figura tra i trend del data center per il 2019 che sono stati identificati dai maggiori esperti di Vertiv nel mondo.

1. Semplificazione dell’edge: Una rete edge più intelligente, più semplice e autosufficiente va di pari passo con i trend del settore e dei consumatori, ad esempio l’Internet delle cose (IoT) e l’imminente lancio delle reti 5G, contribuendo ad avvicinare l’utente finale a tecnologie di computing potenti e a bassa latenza.
Per molte aziende, l’edge è diventato l’elemento più mission critical del proprio ecosistema digitale. Sistemi intelligenti per la gestione dell’infrastruttura con funzionalità di machine learning utilizzati in combinazione con l’analisi basata sul cloud stanno infatti trasformando radicalmente la nostra concezione di edge computing e servizi edge. Si otterrà così una rete edge più solida ed efficiente con funzionalità di visibilità e riparazione automatica avanzate e con un minor coinvolgimento manuale.
2. Rivoluzione sulla formazione dei dipendenti: Collaboratori in età avanzata prossima al pensionamento e programmi di formazione in ritardo rispetto all’evoluzione del data center e dell’edge stanno creando difficoltà a livello di competenze per i data center di tutto il pianeta. Nel 2019, quindi, verranno adottate misure per ovviare al problema. In primo luogo, le aziende inizieranno a modificare i processi di assunzione del personale destinato al data center, abbandonando i programmi di formazione tradizionali per preferire training più agili e specifici per il singolo job, con particolare attenzione per l’edge. Si prevede inoltre ulteriore formazione svolta internamente. In secondo luogo, le imprese implementeranno sistemi intelligenti e di machine learning per semplificare i processi operativi, salvaguardare le conoscenze istituzionali e supportare servizi di assistenza e manutenzione più predittivi ed efficienti.
3. Sistemi UPS più intelligenti ed efficienti: Le nuove batterie apriranno opportunità per l’adozione su vasta scala di sistemi UPS capaci di interazioni più accurate con la rete. Nel breve periodo, questa tendenza si tradurrà in funzioni di gestione dei carichi e livellamento dei picchi. Le aziende finiranno poi per utilizzare parte dell’energia immagazzinata nei propri sistemi UPS per aiutare la società di fornitura dei servizi a ottimizzare la rete elettrica. L’immagazzinaggio statico di tutta questa energia è considerato da tempo un tema con notevoli potenziali in termini di generazione di ricavi. Ci stiamo avvicinando alle applicazioni mainstream.
4. Obiettivo normalizzazione: Anche nell’era del design modulare e prefabbricato, il data center rimane decisamente troppo complesso per prevedere la completa standardizzazione delle infrastrutture. Si registra, tuttavia, un interesse su due fronti: standardizzazione dei componenti delle apparecchiature e normalizzazione del data center. La seconda si manifesta nell’uso di architetture e tipologie di apparecchiature standard (seppur con differenze a seconda dell’area geografica) al fine di garantire la semplicità nella gestione dei sistemi e il controllo dei costi. In entrambi i casi, l’obiettivo è ridurre i costi delle infrastrutture, accelerare i tempi di implementazione ed erogazione dei servizi, semplificando anche le modalità di assistenza e manutenzione.
5. Processori ad alta potenza e sistemi di raffreddamento avanzati: Man mano che aumenta il tasso di utilizzo dei processori per supportare applicazioni avanzate quali il riconoscimento facciale o l’analisi avanzata dei dati, i processori ad alta potenza richiedono approcci innovativi al thermal management. Il raffreddamento liquido diretto sul chip (con il processore o altri componenti parzialmente o totalmente immersi in un liquido per la dissipazione del calore) sta diventando una valida opportunità. Sebbene nella maggior parte dei casi questo metodo venga adottato per carichi di lavoro High Performance Computing (HPC), i vantaggi offerti (tra cui migliori prestazioni dei server, maggiore efficacia ad alte densità e costi di raffreddamento inferiori) giustificano un’attenta analisi. Un’altra area di innovazione nel comparto del thermal management è il raffreddamento estremo senz’acqua, un’alternativa sempre più diffusa rispetto al tradizionale utilizzo di acqua fredda.