I decision maker italiani vorrebbero un’infrastruttura IT più agile

NetApp ha realizzato un’indagine tra i decision maker di nove paesi, con particolare attenzione al ruolo fondamentale che le infrastrutture IT giocano oggi per supportare i continui e rapidi cambiamenti del business. I risultati dell’indagine indicano che per quasi l’80% degli intervistati ogni anno il processo decisionale dovrebbe avvenire più rapidamente (il 77% in Europa e il 75% in Italia). Nonostante queste esigenze sempre più stringenti, in realtà i decisori impiegano giorni o settimane per trovare i dati di cui hanno bisogno per mettere a punto la strategia aziendale, con conseguenze gravi sul business come la perdita di guadagni o di competitività rispetto ai concorrenti.
I risultati dell’indagine promossa da NetApp mostrano che, poiché il business corre più velocemente, anche le decisioni devono essere prese più celermente. Di conseguenza, l’infrastruttura IT e i dati associati possono diventare o un motore per il business oppure un freno alla crescita. I decisori di tutta Europa sono consapevoli di questo: due terzi del campione riconoscere che il modo in cui sono archiviati i dati incide sulla capacità di prendere decisioni di alto livello, in particolare questo vale nel Regno Unito (85%), in Italia (70%) e in Francia (66% ). I principali fattori che ostacolano il processo decisionale dei C-level sono:

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• La complessità dei dati archiviati nella loro infrastruttura IT, per 54% a livello Europeo (44% in Italia)
• Il grande volume dei dati archiviati, il 46% in Europa (36% in Italia)
• Business unit che in autonomia utilizzano servizi al di fuori dell’infrastruttura IT esistente (ad esempio cloud), 33% in Europa (34% in Italia)
• Problemi di privacy dei dati, il 33% in Europa (22% in Italia)
Sebbene queste barriere siano note, le imprese italiane sono lente nel reagire e nel guidare il cambiamento necessario: solo il 23% degli intervistati in Italia indica di aver rivisto significativamente nel corso degli ultimi tre anni la propria infrastruttura di dati, mentre il 54% ha apportato solo leggere modifiche. Inoltre, solo il 17%, in media, ha accesso immediato ai dati di cui ha bisogno per prendere decisioni mission e business critical. Anche nel Regno Unito, che ha registrato i risultati più positivi, nemmeno un quarto degli intervistati conferma di aver un accesso immediato ai dati (22%).
In Italia, i risvolti negativi sul business dovuti a queste carenze infrastrutturali sono molteplici: per il 34% questo si traduce in mancate revenue, per il 36% la possibile perdita di nuovi clienti e per il 24% la perdita di clienti esistenti, mentre per il 31% la perdita in termini di competitività (31%). In linea con questi risultati, il 79% degli intervistati italiani si lamenta della propria infrastruttura IT che manca dell’agilità e reattività necessaria al business aziendale e sta valutando o ha già investito in nuove tecnologie come il cloud (50%), nella possibilità di accedere ai dati in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo (53%) in soluzioni di data mining (41%) o nel rinnovo delle infrastrutture (38%).

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