Per garantire contro le minacce alla sicurezza dei dati nasce Overland-Tandberg

Tandberg Data e Overland Storage, società controllate da Sphere 3D Corp., entrambe leader nel settore dello storage, hanno annunciato il nuovo marchio Overland-Tandberg™ e il relativo logo. Il marchio Overland-Tandberg rappresenta oltre 30 anni di storia, fiducia, servizio di livello superiore e leadership nella protezione dei dati. Sotto questo ombrello viene proposto un portfolio completo di soluzioni di storage, backup, disaster recovery, archiviazione e protezione dei dati.

Una delle più pressanti sfide nella sicurezza dei dati che le aziende stanno fronteggiando è come proteggersi da software malevoli come Ransomware, Cripto-virus e Trojan. Queste minacce sono recentemente salite agli onori delle cronache per l’attacco globale “Wannacry”, che ha causato problemi importanti e diffusi di continuità operativa. Con queste minacce che ora fanno parte dei rischi quotidiani è diventato prioritario per le aziende proteggere i dati aziendali critici e garantire il più velocemente possibile il ripristino e la continuità operativa, nello sfortunato caso in cui si diventi vittime di un attacco.

Le soluzioni Overland-Tandberg offrono componenti sia “online” che “offline”, necessari per un backup multi-livello completo e per il piano di ripristino. Quello “offline” è un componente obbligatorio, dato che è scollegato dalle procedure online e non raggiungibile dagli attaccanti attraverso le reti. L’offerta integrata “online” è quella che invece rende possibili il ripristino veloce e la continuità operativa, riducendo quindi il livello di disagio al minimo.

I requisiti di conformità previsti dalla European Union-General Data Protection Regulation (EU-GDPR) che entreranno in vigore nel maggio 2018 sono un’ulteriore sfida sia per l’Unione Europea (UE) sia per le multinazionali. Qualunque organizzazione che operi nella UE si vedrà costretta a modificare gestione, tecnologia e procedure riguardanti la protezione dei dati per adeguarsi alla nuova normativa. Secondo una recente indagine di IDC Research[1], oltre la metà delle 700 aziende europee consultate ha ammesso di non avere ancora grandi certezze sull’impatto che le nuove norme potranno avere sulla loro organizzazione. Overland-Tandberg si trova in un’ottima posizione per offrire a partner di canale e clienti soluzioni efficienti per garantire prontezza e conformità nell’ambito della continuità operativa, della pianificazione del disaster recovery e dell’archiviazione a lungo termine.

 

PetyaWrap e il backup (restore): il punto di vista di Maleva

Sono passati pochi mesi dalla devastazione lasciata da WannaCry ma poco sembra cambiato con l’arrivo dell’evoluzione PetyaWrap.

Il ransomware PetyaWrap, come il precedente, sfrutta un bug ben conosciuto EternalBlue, exploit of a vulnerability in the Windows Server Message Block (SMB) service, which Windows computers use to share files and printers across local networks. Microsoft addressed the issue in its MS17-010 bulletin.
PetyaWrap, according to researchers at antivirus provider F-Secure, uses a modified version of EternalBlue. There are also reports that it makes use of booby-trapped Microsoft Excel documents attached to phishing e-mails. The precise relationship between the malicious attachments and the EternalBlue exploit isn’t yet clear. One possibility is that the e-mails are used to infect one or more computers in an organisation, and the ransomware then uses the NSA exploit to spread to other machines on the same network.

Solitamente, avendo fatto tutti gli aggiornamenti consigliati, si è indenni, ma nel caso si sia stati infettati, le soluzioni possibili al momento sono solo due:

  1. pagare
  2. ripristinare una situazione precedente all’infezione utilizzando i backup

Ovvero, se voi o la vostra azienda avete fatto un backup o una immagine del vostro pc, reinstallate tutto e ricostruite il vostro pc a partire dalla vostra immagine backup.

Prevenire è meglio di curare, bisogna fare il possibile e più del possibile per non venire infettati ma l’unica soluzione dopo il contagio possibile, che non sia il pagamento, è una adeguata politica di backup aziendale.

Il punto di vista di Maleva: con la nostra esperienza più che decennale con la suite di prodotti Atempo per il backup (e il restore) noi ve li consigliamo caldamente, con il necessario supporto di qualità che ci contraddistingue, per poter dormire sonni tranquilli anche con i futuri malware, ransomware, cryptware, virus, …

Cloud Replication ibrida sull’Azure Marketplace

La soluzione software DataCore Cloud Replication è ora disponibile sull’Azure Marketplace di Microsoft per supportare le attività di disaster recovery dei suoi clienti. Chi utilizza installazioni locali del Software-Defined Storage SANsymphony™ e di Hyper-converged Virtual SAN può utilizzare la cloud Microsoft Azure come sito di replica aggiuntiva per proteggere i sistemi a elevata disponibilità.

Per esempio, cluster “allargati” locali divisi tra due siti di un’area metropolitana possono essere replicati anche in una terza copia su Azure per evitare perdite di dati nel caso di un disastro regionale di grandi proporzioni. In questa configurazione di cloud ibrida, i dati critici vengono replicati continuamente in modo asincrono.

Inoltre, i clienti che dispongono di un mix di marchi e modelli di storage possono utilizzare il Software-Defined Storage di DataCore a livello locale per consolidare e unificare la replica dei dati presenti in tutti gli asset di storage sulla cloud Azure, invece di doversi confrontare con la complessità e il costo legati all’implementazione di soluzioni frammentate di altri vendor.

L’attuale rapida crescita dei dati, la diversità dei dispositivi di storage e la grande varietà di norme sulla conformità alle quali le organizzazioni devono attenersi richiedono che tutti i dati e le applicazioni essenziali siano disponibili su un sito remoto sempre accessibile ovunque ci si trovi, per garantire che l’operatività aziendale possa essere ripristinata in caso di evento o disastro imprevedibile. Le imprese stanno sempre più ricorrendo alla cloud per evitare le difficoltà di mettere in piedi e mantenere un sito remoto per questo unico scopo.

La disponibilità di DataCore Cloud Replication sul Marketplace Azure rende più semplice per le imprese trarre vantaggio della scalabilità, agilità e convenienza della cloud Azure per implementare velocemente un sito sicuro di replica remota, beneficiando al contempo di una gestione unificata dello storage tra l’infrastruttura locale e la cloud Azure.

Questa offerta offre la flessibilità di scegliere dove rispristinare i dati critici in caso di catastrofe. In alcuni casi è preferibile farlo nel sito locale originale, mentre in altri l’IT può decidere che è meglio far girare alcuni dei carichi di lavoro direttamente sulla cloud Azure.

Acronis Files Connect migliora la produttività negli ambienti misti Mac/Windows

Acronis ha annunciato una nuova release di Acronis Files Connect (in passato “ExtremeZ-IP”), offrendo agli utenti Mac accesso istantaneo a tutte le condivisioni di file e le risorse DFS disponibili, insieme ad una funzione di ricerca cento volte più veloce rispetto all’applicazione Finder di serie nei Mac.

Acronis Files Connect ottimizza l’integrazione di computer Mac in una rete basata su Windows. Questo affronta direttamente i problemi di affidabilità e performance associati al collegamento di computer Mac a condivisioni di file Windows e risorse DFS tramite protocolli AFP e SMB. Come risultato, le società con ambienti Mac/Windows possono contare su un minor numero di chiamate all’assistenza, una maggiore produttività e una maggiore soddisfazione dei dipendenti.

La nuova soluzione è facile, affidabile e veloce. Con Acronis Files Connect bastano tre clic per individuare e accedere ad un file su un numero qualunque di condivisioni di file rispetto ai dieci clic per condivisione richiesti dall’applicazione Finder di Mac. Inoltre, test interni di Acronis hanno dimostrato che con Acronis Files Connect servono solo tre secondi per cercare 250.000 file su una condivisione remota, rispetto agli oltre 25 minuti richiesti da Finder collegato via SMB. In effetti, la ricerca di contenuti completi non è generalmente disponibile per i Mac collegati a condivisioni di file remote tramite il protocollo SMB. Acronis Files Connect affronta direttamente il problema consentendo una ricerca avanzata simultanea di condivisioni di file multiple senza compromettere la performance o l’affidabilità.

L’ultima release di Acronis Files Connect introduce nuove opzioni di indicizzazione dei file sul lato server e una nuova applicazione Mac leggera per offrire un unico pannello di controllo in tutti i siti di archiviazione remota dei file. Fra queste nuove funzionalità vi sono:

Capacità di specificare il protocollo AFP or SMB come richiesto per ogni condivisione di file
Montaggio automatico di condivisioni di file
Ricerca Spotlight di contenuti completi su condivisioni di file singole o multiple simultaneamente
Facile gestione di stampanti di rete
Aggiornamenti dell’indice di ricerca granulare in tempo reale
Ricerca Spotlight su volumi gestiti da soluzioni HSM / di archiviazione file system
Indicizzazione del contenuto di file di controllo per una netta riduzione delle dimensioni dell’indice di ricerca
Supporto per tag dei file Windows e Mac

Red Hat Hyperconverged Infrastructure: la prima soluzione HCI (hyperconverged infrastructure) production-ready open source

Red Hat presenta Red Hat Hyperconverged Infrastructure, la prima soluzione HCI (hyperconverged infrastructure) production-ready open source. Associando innovative tecnologie di storage e virtualizzazione con una piattaforma operativa stabile e solida, Red Hat Hyperconverged Infrastructure è pensata per permettere alle imprese di portare le capacità del datacenter in ambienti con spazio limitato, come gli uffici remoti e le sedi decentralizzate.

Le organizzazioni con attività distribuite, come nei mercati bancario, energia e retail, devono essere in grado di offrire alle filiali e agli uffici remoti gli stessi servizi disponibili nel datacenter. Tuttavia, questi luoghi possono essere caratterizzati da sfide in termini di spazio e capacità di raffreddamento limitati e assenza di personale tecnico onsite. Le aziende che si trovano in questa situazione necessitano di potenti servizi, integrati su un unico server in grado di fare scale out.

Red Hat Hyperconverged Infrastructure è pensata per affrontare queste sfide integrando storage e capacità di elaborazione in un unico server e rendendolo adatto per installazioni remote, branch office o edge. Questa infrastruttura consente alle imprese di implementare e gestire centralmente architetture distribuite, assicurando agli uffici remoti la stessa qualità e prestazioni senza richiedere il supporto di personale tecnico dedicato.

Red Hat Hyperconverged Infrastructure è l’unica offerta production-ready con uno stack open source completo, sviluppata, commercializzata e supportata da un unico vendor. Un approccio open source basato sulla community aiuta a evitare il lock in e permette di trarre vantaggio dall’innovazione che nasce nelle comunità aperte. Poiché l’infrastruttura e i componenti software-defined derivano dallo stesso vendor, l’obiettivo di Red Hat è quello di minimizzare il troubleshooting e i problemi legati al supporto.

Red Hat Hyperconverged Infrastructure si avvale della nota piattaforma di virtualizzazione di Red Hat, così come di storage software-defined, per gestire in modo efficace un’infrastruttura storage e compute integrata su hardware o reti diversi. Per farlo, Red Hat Hyperconverged Infrastructure è stata progettata con una suite di componenti, integrati per fornire un’esperienza unificata dall’installazione alla gestione, tra cui:

• Red Hat Virtualization – la nota piattaforma di virtualizzazione enterprise KVM (kernel-based Virtual Machine)
• Red Hat Gluster Storage – storage software-defined altamente scalabile che può convergere sullo stesso hardware degli host Red Hat Virtualization, eliminando la necessità di infrastrutture di elaborazione aggiuntive e semplificando l’implementazione.
• Red Hat Enterprise Linux – la nota piattaforma enterprise Linux che rappresenta una base solida e affidabile.
• Ansible by Red Hat – implementazione e gestione basata sul framework di automazione IT open source semplice, potente e agentless che offre installazione e configurazione automatizzate da un punto centrale.