Databerg Report 2015: il 58% dei dati memorizzati dalle aziende italiane è rappresentato da “Dark Data”

ROMA, October 28, 2015 /PRNewswire/ — Veritas Technologies LLC, una delle aziende leader mondiali in soluzioni di Backup e Recovery, ha annunciato oggi i risultati del suo Databerg Report 2015, che analizza le modalità di gestione dei dati delle aziende nel settore privato e pubblico. Il principale problema per le aziende italiane riscontrato dall’indagine è uno dei più elevati tassi di “Dark Data” memorizzati nelle reti aziendali. In base al Databerg Report, il 58% dei dati conservati dalle aziende italiane è sconosciuto anche agli stessi dirigenti IT aziendali. Si tratta di dati potenzialmente di ogni genere, da foto personali a contenuti piratati, che creano un elevato rischio di non conformità per le aziende.

“I risultati più importanti del Databerg Report 2015 indicano che le aziende italiane non stanno sfruttando le possibilità offerte dai loro dati e che le aziende stanno anzi investendo significative risorse per mantenere dati di cui non sanno niente”, ha dichiarato Massimiliano Ferrini, Country Manager Italy di Veritas. “L’indagine rivela inoltre che i dipendenti italiani sono fra i meno disciplinati in Europa. Un dipendente su tre gestisce l’IT aziendale come se fosse suo e carica video, software non approvati o copie di suoi documenti legali o identificativi sulla rete aziendale. Ciò va inoltre sommato al 27% di dati ininfluenti che le aziende italiane memorizzano ed elaborano e al correlato spreco di importanti risorse IT”.

L’indagine fornisce informazioni su come 1.475 intervistati (di cui 100 in Italia) di 14 diversi paesi dell’area EMEA stanno gestendo le iniziative di trasformazione dei dati in informazioni strategiche di business. Il report introduce un nuovo fenomeno denominato Databerg, rappresentato da tre tipi principali di dati conservati attualmente dalle aziende:

  • Dati Business Critical – Sono i dati considerati vitali per il successo operativo dell’azienda. I dati Business Critical devono essere proattivamente protetti e gestiti in tempo reale da specialisti con precise responsabilità attribuitegli dalla dirigenza aziendale.
  • Dati ROT – Sono i dati duplicati, obsoleti o ininfluenti (“Redundant”, “Obsolete” o “Trivial”). I dati ROT devono essere mantenuti sempre al minimo livello ed eliminati periodicamente.
  • Dark Data – Sono i dati il cui valore non è stato ancora chiaramente identificato. Possono comprendere gli importanti dati Business Critical, gli inutili dati ROT o, cosa ancora più rilevante, eventuali dati illegali o non conformi che creano un’area invisibile di rischio al centro del sistema IT aziendale.

L’indagine ha rilevato che l’azienda media italiana ha un tasso di Dark Data pari al 58% (media EMEA  54%), livelli di dati ROT del 27% (media EMEA  32%) e solo il 15% (media EMEA  14%) di dati identificabili come Business Critical. Ciò equivale a uno spreco di risorse aziendali pari a 784 miliardi[1] nell’area EMEA entro il 2020 solo per la conservazione di dati ROT, se la strategia e cultura delle aziende sulla gestione delle informazioni non cambieranno al più presto.
Secondo l’indagine, con lo spostamento dei dati sul cloud attuato dalle aziende per contrastare i crescenti volumi di dati, nei prossimi 12 mesi nell’area EMEA ci sarà un incremento di un terzo dello storage ed elaborazione sul cloud, dal 33% al 45%. Secondo il Databerg Report 2015, il 50% degli intervistati in Italia ha dichiarato che utilizzerà sistemi di storage su cloud entro il 2016, ponendo il paese davanti alla media europea. Tuttavia, le aziende che adotteranno questi servizi cloud potrebbero non avere le giuste policy per calcolare i costi di follow-up, quelli per il passaggio a un altro fornitore o per il ritiro dei dati dal cloud in caso di emergenza.
Cosa ha generato il Databerg?
L’indagine ha individuato tre principali cause per la crescita del Databerg. Queste riguardano: i volumi di dati che influiscono in modo sproporzionato sulla strategia IT, l’adozione di massa di uno storage attualmente “gratuito” generata dalla continua promozione dei vendor, il fatto che i dipendenti mettano a rischio i dati aziendali con le loro azioni diventando inoltre degli accumulatori di dati:

  1. Strategie IT basate sui volumi di dati e non sul valore di business
  2. Un continuo ricorso allo storage “gratuito” come i servizi in cloud
  3. La crescente disattenzione dei dipendenti verso le policy sui dati aziendali

In base all’indagine, tutti questi fattori costituiscono le cause principali di accumulo di Dark Data e di dati ROT perché allontanano le risorse aziendali dal controllo diretto dei team dirigenziali. Inoltre, per via delle nuove norme di legge, tutto ciò comporta rischi di natura legale e di business, che non erano magari del tutto evidenti al momento dell’acquisto o dell’utilizzo.

Le raccomandazioni del report
Per ottenere importanti informazioni strategiche sui dati che conservano e ridurre i relativi rischi le aziende dovrebbero adottare le seguenti misure:

  • Identificare i Dark Data, individuare i rischi e riconoscere le informazioni di valore
  • Eliminare periodicamente i dati ROT per ridurre i costi connessi agli sprechi
  • Definire una strategia funzionale di governance delle informazioni per i dati non strutturati con il sostegno della dirigenza al fine di incoraggiare un comportamento conforme da parte degli utenti
  • Migliorare la flessibilità aziendale utilizzando ambienti di storage su cloud.

Il Databerg Report 2015
Il Veritas Databerg Report 2015 di Veritas è stato realizzato dalla società Vanson Bourne fra luglio e settembre 2015. I risultati si basano su interviste a 1.475 partecipanti in 14 paesi. Gli intervistati comprendevano personale IT senior incaricato di funzioni tattiche, di pianificazione e operazioni strategiche.

Fincantieri usa Riello UPS per assicurare continuità e qualità dell’energia sulle grandi navi da crociera

Riello UPSNuovo accordo tra Riello UPS e Fincantieri per la fornitura, per i prossimi 5 anni, di gruppi di continuità (UPS), raddrizzatori e carica batterie con cui Fincantieri allestirà la parte elettrica di alcune sue navi.
L’operazione è di grande importanza sia dal punto di vista tecnologico che economico, infatti, negli stabilimenti del gruppo Fincantieri sono in costruzione o in fase di prossima realizzazione diverse unità navali tra cui due grandi navi da crociera, per Carnival e MSC, che saranno equipaggiate con i sistemi Riello UPS.
Le apparecchiature Riello UPS fornite a Fincantieri sono ottimizzate per soddisfare qualsiasi esigenza di alimentazione di potenza a bordo di una nave. Tecnicamente, si tratta di UPS con uscita monofase o trifase a partire da 5 kVA sino a 330 kVA con fattore di potenza (cosfi) pari a 1, tutti corredati di distribuzione per le partenze dei carichi ausiliari sia in alternata che in continua.
Quanto ai carica batterie, con uscita singola o con doppio ramo per l’alimentazione dei carichi e ricarica delle batterie stazionarie, rappresentano la fonte primaria di alimentazione di tutte le utenze privilegiate e di sicurezza della nave. In questo caso, le sinergie tecniche di Riello UPS, che oltre agli UPS produce anche apparati per impianti fotovoltaici, hanno permesso di realizzare sistemi autoalimentati che immagazzinano l’energia prodotta dai pannelli solari in accumulatori e parallelamente alimentano le utenze dedicate.
Infine, relativamente alla componentistica, va sottolineato che oltre all’accurata selezione dei componenti elettrici ed elettronici, vengono utilizzati particolari armadi omologati per impiego navale, resistenti alle vibrazioni e alle sollecitazioni meccaniche.

My Passport Ultra con WD Grip Pack: splendido design

My Passport Ultra con WD Grip PackOgni giorno vengono scattate sempre più foto, e per questo è più importante che mai avere a disposizione una soluzione storage esterna ed affidabile, da poter portare sempre con sé. I nuovi My Passport Ultra sono caratterizzati da un design rinnovato, disponibile in quattro colori – Classic Black, Brilliant White, Wild Berry e Noble Blue – con capacità fino a 3 TB. Un’ulteriore opzione di personalizzazione è offerta da un nuovo accessorio – i WD Grip Pack, che consentono agli utenti di esprimere il proprio stile con cinque colori aggiuntivi, a protezione del loro My Passport. Inoltre, offrono una soluzione automatica di backup, crittografia hardware per la massima sicurezza, oltre a capacità elevatissime. Gli utenti possono portare con sé tutti i loro contenuti ed esprimere appieno la loro personalità con numerosissime combinazioni di colore!

Collegato alla Xbox One o a un PC, il My Passport X mette a disposizione dei giocatori più accaniti tutta la capacità di cui hanno bisogno – ben 2TB – , e permette loro di salvare fino a 50 titoli differenti, in modo da evitare di dover cancellare continuamente dall’hard drive della Xbox One o del PC giochi acquistati in precedenza e di trovarsi davanti a messaggi “storage full”, potendosi così dedicare completamente al divertimento. Oltre che per aggiungere capacità storage, i gamer possono usare il My Passport X per portare con sé giochi completi da usare sui sistemi di amici, senza necessità di scaricarli. La potenza della connettività USB 3.0 permette agli utenti di accedere e salvare file sul loro disco portatile My Passport X a velocità eccezionale, senza che sia necessaria un’alimentazione separata. Il design elegante e compatto del drive garantisce durevolezza e resistenza agli urti, oltre che affidabilità di lunga durata e massima tranquillità. Inoltre, il disco offre ai gamer un’installazione realmente immediata per godersi lo storage di backup aggiuntivo, proteggere e archiviare giochi e contenuti in pochi minuti.

Con My Cloud – ora con nuovo nuovo sistema operativo OS 3 – è possibile centralizzare e conservare i contenuti personali di computer, tablet, smartphone su un unico dispositivo al sicuro, a casa. My Cloud offre ampio spazio storage e prestazioni ultraveloci, senza canoni mensili. Consente di salvare, organizzare e fare il backup di foto, video, musica e documenti importanti, tutto in un solo archivio, e accedervi ovunque tramite le app gratuite WD per l’upload, l’accesso e la condivisione ovunque, tramite PC, Mac, tablet o smartphone. La nuova funzione WD Sync™ di My Cloud OS 3 sincronizza i dati tra PC e notebook diversi, garantendo che i file importanti siano aggiornati e accessibili agli utenti da qualsiasi dispositivo. Inoltre, il nuovo sistema operativo consente agli utenti di creare un backup automatico delle foto da smartphone e tablet e offre un nuovo strumento facile e veloce per il trasferimento di file ai dispositivi My Cloud. Il sistema operativo include anche il supporto per Chromebook e Chromecast. Inoltre, con la versione a doppio disco My Cloud Mirror si ha l’ulteriore possibilità di duplicare automaticamente i file sul secondo disco per una maggiore sicurezza.

Wireless è meglio: connettività e trasferimento senza fili
Ideale per chi viaggia spesso per lavoro, per la famiglia in vacanza o per il creativo che lavora in mobilità, il drive My Passport Wireless è un disco storage con funzionalità Wi-Fi di semplice utilizzo che consente agli utenti di salvare, accedere e condividere i propri contenuti con qualsiasi smartphone, tablet, computer o altro dispositivo, senza necessità di cavi.. Inoltre il My Passport Wireless crea una propria rete wireless che consente di connettere fino a 8 dispositivi contemporaneamente e di accedere a qualsiasi contenuto archiviato sul disco. Per gli utenti che necessitano di trasferire grandi quantità di dati, il disco My Passport Wireless offre anche la possibilità di utilizzare una connessione USB 3.0 ad alta velocità

Il vostro amico è serie-dipendente e non si perderebbe per nulla al mondo un’uscita al cinema? WD TV fa al caso vostro. Riproduce i contenuti multimediali da tantissime fonti, mandando in streaming i contenuti archiviati sul tuo dispositivo USB, storage di rete o su qualsiasi computer in rete. Inoltre, offre in streaming il meglio dell’intrattenimento online per accedere a migliaia di film del momento, spettacoli TV, video popolari e i brani al top in classifica, per un intrattenimento senza fine.

Con un design che ricorda proprio quello di un libro, il My Book è un hard disk desktop che offre tutta la tranquillità di sapere che i dati sono al sicuro da accessi non autorizzati, grazie alla protezione con password e crittografia hardware. My Book offre opzioni complete di backup con il software WD Backup, per il backup locale e su cloud, e Acronis True Image WD Edition per il backup del sistema. Il regalo ideale per chi ha la libreria piena e vuole avere spazio in abbondanza per file digitali e… migliaia di eBook.

Quasi un terzo delle imprese non conosce quali dati siano archiviati sui tape legacy

Secondo un recente studio condotto da Kroll Ontrack a livello mondiale su un campione di 720 amministratori IT quando viene chiesto di effettuare il restore di dati da tape legacy per questioni normative, per indagini o contenziosi non tutti i dipartimenti IT riescono a rispondere in maniera veloce e immediata a queste richieste. Il 30% degli intervistati, infatti, non conosce chiaramente quali siano le informazioni memorizzate all’interno degli archivi su nastro. Se si considera poi che questo genere di richieste sono spesso urgenti e legate a specifici obblighi di legge, risulta evidente come queste aziende siano potenzialmente esposte al rischio di azioni legali o di dover pagare delle sanzioni.

Kroll Ontrack rende noti oggi i risultati di un sondaggio condotto a livello mondiale sui processi e le problematiche legate alla gestione e all’archiviazione dei nastri magnetici. Lo studio è stato condotto negli USA, nel Regno Unito, in Germania, Austria, Svizzera, Italia, Polonia, Singapore e Nuova Zelanda e ha raccolto le risposte di 720 specialisti di Information Technology di aziende e provider di servizi del settore IT.

Il risultato dimostra che gli amministratori IT sono regolarmente sotto pressione quando devono accedere, identificare e recuperare dati specifici dagli archivi su nastro che si tratti di una richiesta di supporto ad una ricerca interna che coinvolge dati legacy, di rispondere agli obblighi normativi da parte di agenzie governative e, non da ultimo, per questioni di eDiscovery che riguardano i dati archiviati. Il 30% degli intervistati riceve infatti richieste di restore dei dati ogni giorno, una volta a settimana o almeno una volta al mese e il 32% riceve questo tipo di richieste più volte durante l’anno. Il 22% però conferma di non essere in grado di rispondere alle richieste dell’azienda e di localizzare e accedere ai dati di cui avrebbe bisogno.

Alla domanda su quali siano le difficoltà nell’avere una chiara visione delle informazioni contenute negli archivi su nastro, gli amministratori IT dichiarano quanto segue:

il 43% reputa difficile e dispendioso in termini di tempo accedere ai nastri e visualizzarne i contenuti;
il 24% indica che l’azienda non possiede più l’infrastruttura software o hardware per accedere ai nastri legacy;
il 18% individua la causa nei costi di mantenimento dell’infrastruttura legacy ;
il 7% afferma che i problemi sono legati al danneggiamento dei nastri.

Difficoltà Ulteriori risultati della ricerca evidenziano quanto segue.

Protocolli di backup: circa 2/3 degli intervistati (pari al 62%) archivia i dati quotidianamente, mentre il 38% non lo fa. Il 13%, infatti, effettua il backup dei dati solo una volta al mese o meno, esponendo l’azienda a gravi rischi poiché i dati potrebbero essere persi e non si avrebbe a disposizione nessun backup per recuperarli.
Numero elevato di tape legacy e loro età: Il 34% degli intervistati ha più di 100 nastri legacy all’interno delle proprie aziende, mentre il 12% ne ha più di 500. Inoltre, più della metà degli intervistati, pari al 56%, gestisce nastri che hanno più di 5 anni, mentre il 34% ha nastri con età compresa tra 5 e 10 anni e il 21% possiede dei nastri con più di 10 anni di vita. Nonostante l’età media di un nastro non sia un dato preponderante per i danni ai tape o il rischio di perdita dei dati, di certo gli anni insieme ai numerosi processi di lettura e scrittura delle informazioni, ad una cattiva conservazione e alla mancanza di software e hardware adeguati, possono causare seri danni.

Storage e tecnologia HDS per il nuovo progetto Banca Popolare del Lazio firmato Maleva e ACCADIS

La Banca Popolare del Lazio utilizza la tecnologia Virtual Storage Platform di Hitachi Data Systems per garantire backup e business continuity rafforzando lo storage nel data center e nel nuovo centro di Disaster Recovery.
Queste le testimonianze sul progetto dei principali attori:

Michele Pozza, Technical Director, Maleva
Michele Pozza, Technical Director, Maleva

Lavoriamo con Banca Popolare del Lazio e da molti anni abbiamo una collaborazione basata sulla fiducia e sulla capacità di proporre le soluzioni più adeguate. Nell’analisi dei nuovi bisogni e delle nuove sfide che l’istituto doveva affrontare non abbiamo avuto alcun dubbio nel proporre le piattaforme Hitachi Virtual Storage Platform, perché erano esattamente la migliore risposta ai bisogni di business continuity e disaster recovery. Inoltre rappresentano un vero salto in avanti per clienti di dimensioni anche piccole e medie che finalmente hanno accesso a funzionalità di classe enterprise. Il meglio dello storage con investimenti contenuti e una facilità di implementazione che consente al cliente di compiere piccoli passi ma un grande percorso verso la disponibilità, la sicurezza, l’innovazione” commenta Michele Pozza, Technical Director di Maleva.it.
A maggio 2015 HDS ha presentato le nuove soluzioni Virtual Storage Platform. Crediamo moltissimo in questa nuova famiglia di prodotti perché siamo certi che siano una soluzione ideale per le imprese italiane, che hanno dimensioni minori rispetto al contesto internazionale e alle quali possiamo dare il massimo: tecnologia di livello enterprise, a costi contenuti e in modalità semplice. In pochi giorni Maleva è riuscita a illustrare i vantaggi a un cliente come Banca Popolare del Lazio che, come tutte le banche, si trova ad affrontare sfide importanti in termini di protezione, disponibilità, sicurezza del dato e una compliance sempre più complessa. Ma i vantaggi di questa soluzione sono apparsi subito evidenti, così come la logica che sottende l’acquisizione di una tale tecnologia che rappresenta a tutti gli effetti un investimento per il futuro e non un costo” commenta Marina Tedone Product Marketing e Business Development Manager di Accadis.
I principali vantaggi che stiamo già verificando sono l’affidabilità e tutto il potenziale insito nella virtualizzazione: semplificazione, sicurezza flessibilità. Inoltre ci supporta nelle nuove sfide che stiamo affrontando. Stiamo procedendo a un’analisi interna sui dati, per rispondere al meglio sia alle esigenze imposte dalle nuove normative e requisiti stabiliti da Banca d’Italia, che per supportare i servizi ai clienti. Creeremo un database in grado di accogliere numerose informazioni sui clienti che richiederà risorse di storage fino a 15 terabyte.
Si tratterà di un’applicazione ideale per la piattaforma G200 che ci consente di creare copie di salvataggio che sono delle fotografie consistente dei dati e ci garantiscono tutta la libertà di gestione delle stesse copie. Una soluzione che rappresenta anche una certezza per il futuro, grazie a scalabilità e continuità di servizio.
Si tratta di una tecnologia importante che finalmente consente anche alle banche più piccoli di accedere – attraverso piccoli passi e investimenti certi – a grandi sistemi avanzati per grossi volumi di dati” conclude Aristide D’Onofrio.