Nuova era per il backup: è tempo di sostituire i metodi tradizionali

Cristian Meloni
Cristian Meloni, District Manager, CommVault Italia
Non è un segreto che l’inarrestabile crescita dei dati, il consolidamento dei data center e la virtualizzazione dei server stiano creando scompiglio negli approcci convenzionali al backup e al recovery. Il rapido intensificarsi della richiesta di storage sta mettendo a dura prova le risorse aziendali. Che si tratti di proteggere troppi dati restando all’interno di una finestra operativa, di esigenze di ripristino più rapido, di limitazioni di spazio fisico o di un’adozione più diffusa del cloud computing, backup e recovery stanno diventando sempre più complessi, rallentando l’operatività e gravando su tempistiche e budget.
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Secondo una ricerca ESG, il 27% e il 23% degli intervistati hanno identificato come inaccettabile “il livello di downtime/esigenza di migliorare l’RTO” e “il livello di perdita dei dati/esigenza di migliorare l’RPO” rispettivamente, come le sfide da risolvere in termini di processi e tecnologie di protezione dei propri dati aziendali. Secondo lo studio State of Storage 2012 di InformationWeek Reports invece, il 70% degli intervistati ha dichiarato che il tasso di crescita dei dati globali da archiviare e gestire è compreso tra il 10-49%.
Gli approcci tradizionali di backup e recovery sono chiaramente incapaci di soddisfare le odierne sfide di gestione di dati e informazioni, per non parlare di quelle future. È fondamentale quindi affidarsi a una nuova strategia. Secondo Gartner, le aziende di tutto il mondo sono in cerca di modi semplici, rapidi ed economici per proteggere i propri dati, oltre a evidenziare che il backup deve migliorare in maniera significativa. La crescente frustrazione in tal senso fa sì che gli approcci tradizionali alla protezione dei dati non siano più sufficienti a soddisfare gli attuali, e tanto meno i futuri, requisiti di ripristino.
Si immagini di stipare tutti i propri oggetti di valore in una vecchia scatola di metallo arrugginito, con un lucchetto danneggiato e senza la garanzia di potervi accedere quando se ne ha bisogno. Se questa è la sensazione che si prova quando si cerca di effettuare il back up dei dati aziendali, con lo stesso software e le stesse tecnologie utilizzati per decenni – e si sta sovraccaricando di lavoro l’IT rischiando un’ingente perdita di dati – è il momento di valutare un approccio innovativo: la protezione moderna dei dati.
Poiché questi ultimi sono rapidamente diventati uno degli asset più importanti per le aziende: trovare un modo per analizzarli, replicarli, proteggerli, archiviarli, cercarli e ripristinarli ogni volta che sia necessario è sempre più complicato. La chiave per tenere sotto controllo la situazione è di contenere i costi di gestione dei dati, ridurre il rischio della loro perdita ed eliminare la complessità operativa sviluppando una comprensione più completa e granulare degli stessi. In che modo? Sfruttando le tecniche di gestione studiate per ottenere livelli di efficienza mai raggiunti in precedenza.
Una bella sfida. In aggiunta alla sempre più intensa crescita dei dati a cui si sta assistendo, abbiamo una maggiore pressione derivante dall’esigenza di controllare e gestire enormi volumi di informazioni, a impegnative implementazioni di server virtuali, ad applicazioni che richiedono enormi quantità di dati, all’esigenza di ridurre il downtime, a normative e governance sempre più dettagliati, oltre a nuovi modelli di infrastructure as a service quali il cloud storage. Tutti questi elementi vanno a impattare sulle risorse aziendali —tempo, denaro e persone —rendendo ancora più problematica la gestione dei dati e la capacità di pianificare in vista di esigenze future.
Gli approcci tradizionali sono rimasti indietro per quel che riguarda la protezione e il ripristino di ingenti volumi di dati o li indirizzano solo in modo frammentario. Con le aziende che sono sempre più a rischio e con risorse di personale e di budget all’osso, il backup e il ripristino tradizionali sono inefficaci.
Alcune precisazioni:

  • La maggior parte delle aziende non è in grado di eseguire backup completi o incrementali nelle finestre di backup assegnate
  • Il backup streaming per applicazioni chiave richiede più ampiezza di banda, processori più potenti e più tempo di quanto generalmente disponibile
  • I progetti di virtualizzazione dei server e le iniziative cloud non possono essere completamente implementate o iniziate con modelli di protezione legacy
  • I dati in periferia non sono protetti sistematicamente
  • La gestione delle attività di backup è difficoltosa a causa di una miriade di prodotti puntuali acquisiti nel tempo
  • Il ripristino è lento e poco granulare—e soprattutto, non è scontato
  • La vision completa di uno storage a tier non è stata realizzata.

Gli approcci tradizionali che effettuano i backup direttamente dagli ambienti di produzione stanno perdendo rapidamente la propria efficacia dato che non sono in grado di risolvere il problema dell’impressionante carico di dati che grava sugli odierni ambienti IT. Enormi volumi di dati portano a lunghe finestre di backup, che spesso richiedono scripting o snapshot complessi o manuali, che danno luogo a operazioni di ripristino estremamente lunghe e complicate.
Ancora più frustrante, il backup tradizionale non indirizza a livello globale la proliferazione di dati ridondanti dando luogo a un’eccessiva domanda di risorse di rete, storage e tempo gestione. La replica tradizionale, per chi se la può permettere, è complessa, presuppone un utilizzo intenso delle risorse ed è legata a uno specifico hardware. Non c’è granularità nei dati che si stanno proteggendo, né tanto meno integrazione con le applicazioni che creano questi dati. Tutto ciò limita le possibilità, oltre a incrementare il tempo necessario, di ripristinare e utilizzare i dati protetti. Infine, le soluzioni di backup tradizionali dipendono spesso da una serie di strumenti e prodotti male integrati che richiedono scripting e console di gestione separate. Non è il massimo.

La strategia CommVault per vincere le sfide legate alla gestione dei dati in questa nuova era è quella di avventurarsi oltre i modelli del passato – oltre le limitazioni delle soluzioni tradizionali sconnesse tra di loro – con un’unica piattaforma moderna che integri l’intelligenza applicativa con snapshot hardware, indicizzazione, deduplica, ricerca e replica eterogenei, per catturare, spostare, conservare e trovare in modo efficiente i dati da qualsiasi livello di storage. Esistono soluzioni basate su un’unica interfaccia utente che consentono di accelerare i tempi di ripristino, ridurre i costi, migliorare le operazioni e consolidare il budget.

Il vantaggio ultimo: una protezione moderna dei dati consente di dedicare tempo e risorse agli obiettivi prioritari dell’azienda, semplificando la gestione di dati e informazioni, così da poter fare di più con minor sforzo ed essere preparati a soddisfare le future esigenze di storage.

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