Gestione termica, alimentazione elettrica e servizi di gestione dell’infrastruttura nel nuovo data center dell’Università di Pisa

Il nuovo (quarto) data center dell’Università di Pisa si trova in uno spazio unico di circa 250 mq e ha una struttura composta da 5 isole, ciascuna dotata di 12 rack, realizzate con il sistema di separazione dell’aria calda e fredda con porte scorrevoli, a San Piero a Grado, in un edificio di proprietà, già sede di alcuni laboratori di ricerca dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). La nuova infrastruttura è stata realizzata seguendo precisi criteri per ottenere una riduzione dei consumi e delle emissioni.



Le elevate competenze tecniche e le efficienti tecnologie offerte da Vertiv, unite al valido supporto di un partner tecnologico, hanno permesso di presentare un progetto ad hoc, completamente allineato alle esigenze del cliente per quanto riguarda l’implementazione di soluzioni per la gestione termica e l’alimentazione elettrica, combinate a servizi di gestione dell’infrastruttura del data center (DCIM).

Per quanto riguarda il thermal management, sono state implementate tecnologie basate sul freecooling chiller adiabatico offerte dalle soluzioni Vertiv Liebert HPC-S. I 3 freecoling chiller adiabatici Liebert HPC-S installati permettono infatti un risparmio dei consumi energetici tra il 25% e il 30% rispetto alle soluzioni di analoghi chiller freecooling e garantiscono un incremento di efficienza, contenendo l’impatto sull’ambiente.
Nei modelli installati presso il data center di Pisa, il sistema a pad bagnati in funzione adiabatica pre-raffredda l’aria dell’ambiente che entra nella batteria condensante di freecooling e di condensazione, massimizzando la potenza e l’utilizzo del freecooling e limitando l’impiego dei compressori a poche ore all’anno, anche con elevate temperature esterne.

Per il condizionamento infra-rack, l’Università di Pisa si è dotata di 22 unità infra-rack ad acqua refrigerata Liebert CRV 300 mm, unità che permettono di ottimizzare lo spazio, il costo capitale e di esercizio. I Liebert CRV garantiscono la più elevata potenza frigorifera tra le unità delle stesse dimensioni presenti sul mercato, e offrono una vasta possibilità di opzioni, fra cui il controllo dell’umidità e un’alta capacità filtrante in un formato compatto. Il raffreddamento viene fornito a livello del rack, anziché dell’intera sala CED.
Inoltre, per assicurare la massima disponibilità e continuità dei servizi, all’interno del data center sono stati installati 2 UPS Liebert NXC 200 kVA che offrono un’alimentazione affidabile e flessibile in una soluzione completamente integrata. Grazie alla tecnologia a doppia conversione ad alta efficienza senza trasformatore, la soluzione raggiunge un’efficienza del 96% in doppia conversione e fino al 99% in modalità ECO, garantendo un’efficace protezione delle utenze e consentendo al contempo una riduzione del costo totale di proprietà (TCO) e un contenimento dell’impatto ambientale.

L’Ateneo sta ultimando l’implementazione della piattaforma di DCIM Trellis di Vertiv, per l’ottimizzazione in tempo reale che consente la gestione unificata dell’infrastruttura del data center. Il software della piattaforma Trellis è in grado di coordinare la capacità, monitorare
l’inventario, pianificare le modifiche, visualizzare le configurazioni, analizzare e calcolare il consumo energetico, ottimizzare l’apparecchiatura di alimentazione e condizionamento e rendere possibile la virtualizzazione. La piattaforma monitora il data center, consente di capire in modo completo le dipendenze del sistema per mantenere l’operatività sempre ai massimi livelli.

Per quanto riguarda gli sviluppi futuri, l’Università sta valutando l’attivazione di Vertiv LIFE Services, i servizi di monitoraggio preventivo e diagnostica remota, che consentono di rilevare con tempestività ogni eventuale condizione di allarme o di superamento delle tolleranze, per
un’efficace manutenzione proattiva e interventi rapidi in caso di anomalie con risoluzione in remoto.

Batterie agli ioni di litio per sistemi UPS di grandi dimensioni

Vertiv ha annunciato la disponibilità di una nuova soluzione di stoccaggio dell’energia per numerosi sistemi statici di continuità (UPS) Liebert®: le batterie agli ioni di litio (Li-Ion). Queste batterie, espressamente progettate per gli UPS, sono più piccole, più leggere e durano di più rispetto alle tradizionali batterie VRLA al piombo-acido. Costituiscono quindi un’alternativa per coloro che desiderano sfruttare i vantaggi di questa tecnologia più avanzata.
Da oggi disponibili in Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA), le soluzioni Li-Ion sono state testate approfonditamente e sono compatibili con Liebert EXL S1 e Liebert Trinergy Cube e i tecnici specialisti di Vertiv sono attualmente impegnati a estendere la compatibilità a tutti gli UPS trifase del portfolio.

Le batterie agli ioni di litio vengono utilizzate comunemente nell’elettronica di consumo ormai da decenni, grazie alla loro compattezza, leggerezza e alla capacità di immagazzinamento di energia a lungo termine per smartphone, laptop e tablet. Più di recente, queste caratteristiche hanno aperto la strada ad applicazioni estese della tecnologia dedicate ad automobili, aerei e, sempre più, ai data center. Tra gli ultimi progetti nell’area EMEA, Vertiv ha configurato due UPS Liebert Trinergy Cube da 800 kVA dotati di otto stringhe di batterie agli ioni di litio. Il sistema, progettato per una delle più importanti aziende del mondo del settore fashion, con base in Europa, può facilmente essere scalato a 2,4 MW per far fronte alle crescenti capacità del data center.

Le batterie agli ioni di litio sono disponibili per installazioni nuove, modulari e per retrofit, apportando vantaggi notevoli. Queste batterie sono più piccole del 70 per cento e molto più leggere delle VRLA, caratteristiche che riducono gli ingombri degli armadi dedicati alle batterie e, in alcuni casi, ne consentono la disposizione in file. Inoltre, le batterie agli ioni di litio supportano temperature di esercizio più alte rispetto alle VRLA, un vantaggio che può anche aiutare ad abbattere i relativi costi di raffreddamento.

Inoltre, in base alla composizione chimica e all’utilizzo, è importante sottolineare che le batterie agli ioni di litio possono avere una durata tre volte superiore a quelle al piombo-acido. Nella maggior parte dei casi, le batterie VRLA devono essere sostituite più volte rispetto a quelle agli ioni di litio. Uno svantaggio notevole se si considera che la sostituzione delle batterie negli UPS rappresenta il più grande fattore di costo e di disturbo. Su un arco di tempo di dieci anni, le batterie agli ioni di litio consentono di risparmiare fino al 40 per cento in spese per capitale (CAPEX) rispetto alle VRLA.

 

Smart Technologies: infrastrutture critiche e micro data center per le tecnologie digitali

“Smart Technologies: infrastrutture critiche e micro data center per le tecnologie digitali” si svolgerà martedì 30 maggio a Roma, presso il Centro Congressi SGM. Le tematiche che saranno analizzate dagli esperti invitati a incontrare il pubblico hanno l’obiettivo di condividere le ultime novità in ambito progettuale, applicativo e manutentivo relative agli impianti nelle infrastrutture critiche, con focus sul miglioramento delle performance energetiche.

Nel corso del seminario verranno approfonditi i temi relativi a “resilienza” e “sicurezza”, per attribuire ad entrambi i concetti una valutazione quantitativa e saranno presentati i più recenti approcci progettuali per applicazioni critiche. Inoltre verrà presentata una panoramica sulle migliori soluzioni UPS che garantiscano continuità di servizio, sui sistemi di condizionamento, di monitoraggio, gestione e manutenzione delle infrastrutture per favorire un incremento delle prestazioni e un significativo risparmio energetico.

Ad affiancare i tecnici specializzati di Vertiv saranno il Prof. Massimo Pompili dell’Università La Sapienza di Roma, il quale approfondirà il tema della resilienza dei sistemi elettrici in media e bassa tensione e Guido Pagani, Ingegnere Direttore Tecnico di Banca d’Italia, che analizzerà il tema della continuità operativa e disaster recovery, nazionale ed europeo, con l’interconnessione alla rete trans-europea SWIFT.
L’appuntamento è rivolto ad IT manager e CIO, responsabili di data center, responsabili della gestione e manutenzione delle infrastrutture, facility manager ed energy manager che operano in ambito pubblico e privato.

Vertiv SmartCabinet

Vertiv, ex Emerson Network Power, annuncia Vertiv SmartCabinet™ in Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA). SmartCabinet è un approccio innovativo per l’installazione di micro data center con una soluzione di infrastruttura IT completa in un sistema totalmente integrato. Inserita in un singola architettura semplice e intelligente, questa unità plug and play comprende gestione termica, distribuzione dell’alimentazione, monitoraggio remoto, gestione dell’infrastruttura e UPS Liebert® ad alta efficienza.

SmartCabinet è pre-ingegnerizzato, pre-configurato e testato in fabbrica per assicurare la compatibilità del sistema oltre alla massima efficienza e affidabilità. Pronto per essere usato fin dal primo giorno, il suo design compatto elimina la necessità di sale IT dedicate. SmartCabinet è studiato per un ampio ventaglio di applicazioni: da siti di telecomunicazioni, negozi e filiali ad aziende attive in qualsiasi settore, compresi quelli sanitario, finanziario, dell’istruzione, dell’amministrazione pubblica, dei trasporti e delle società di business process outsourcing.

Le tendenze delle infrastrutture del data center nel 2017

Vertiv, ex Emerson Network Power, ha individuato sei tendenze per le infrastrutture del data center nel 2017:

1. L’infrastruttura si velocizza per tenere il passo con la connettività sull’edge
L’IT distribuito e l’uso dell’Internet of Things in ambito industriale (IIoT) stanno avvicinando l’Information Technology agli utenti e ai processi industriali. Se il data center rimane fondamentale per fornire applicazioni e servizi, come la gestione dei punti vendita e delle giacenze in magazzino, gli armadi di rete e i micro data center stanno crescendo in numero e importanza, insieme al proliferare di sensori e dispositivi collegati a Internet e alle richieste da parte degli utenti remoti di accessi più rapidi alle informazioni. Per rispondere a questi cambiamenti, le aziende adotteranno micro data center preconfigurati che permettono implementazione rapida, standardizzazione e gestione remota in tutte le sedi IT distribuite. La standardizzazione e la modularità stanno diventando importanti sia nelle sedi IT distribuite che nei data center di grandi dimensioni.

Anche gli attuali armadi di rete e le sedi IT remote saranno rivalutati per assicurare che le misure energetiche e di raffreddamento rispondano alle necessità dettate dalla crescente criticità di questi ambienti, dal momento in cui iniziano a fornire la raccolta e l’analisi localizzate dei dati provenienti da sensori e dispositivi connessi in tempo reale.

2. Il raffreddamento del data center punta alla sostenibilità
Negli ultimi cinque anni il raffreddamento del data center è cambiato in modo molto significativo. Spinti dall’obiettivo di abbattere i costi energetici, i tradizionali approcci focalizzati sulla fornitura del “massimo raffreddamento” sono stati sostituiti da metodi più sofisticati che si concentrano sull’eliminazione del calore nel modo più efficiente possibile. Il crescente utilizzo di tecnologie con economizzatori e la continua evoluzione di controlli termici intelligenti hanno permesso strategie di raffreddamento estremamente più resilienti che supportano PUE (Power Usage Effectiveness) inferiori a 1,2.

Ora, sebbene l’efficienza energetica rimanga uno degli obiettivi più rilevanti, anche il consumo di acqua e l’uso di refrigerante sono diventati temi importanti in determinate aree geografiche. Grazie all’ampliamento delle possibili strategie di raffreddamento attualmente disponibili, gli operatori di data center stanno personalizzando la gestione della temperatura in base all’ubicazione e alla disponibilità di risorse del data center. Il mercato globale evidenzia la tendenza ad utilizzare sempre più spesso nuove tecnologie che sfruttano il raffreddamento evaporativo e adiabatico e che quindi utilizzano l’acqua per raffreddare l’aria circostante. Queste tecnologie permettono di ottenere una gestione termica estremamente efficiente, affidabile ed economica.

Nei luoghi in cui la disponibilità o i costi dell’acqua rappresentano un problema, hanno preso piede i sistemi di raffreddamento senza acqua. Un tradizionale sistema a base di acqua raffreddata a circuito aperto utilizza in un anno oltre 15.000 metri cubi di acqua per raffreddare 1 MW di capacità IT. Le nuove tecnologie con economizzatori a pompa refrigerante, che non utilizzano acqua e non introducono aria esterna nel data center, faranno risparmiare quasi 4 milioni di metri cubi di acqua in un anno in Nord America.

3. La responsabilità della sicurezza si estende alla gestione del data center
Mentre le violazioni dei dati continuano ad attirare l’attenzione, anche la sicurezza del data center diventa una preoccupazione. Lo studio Cost of Data Center Outages effettuato nel 2016 da Ponemon Institute ha rivelato che il 22% delle interruzioni dell’attività dei data center prese in esame è rappresentato da cyber attacchi.

Parallelamente all’incremento del numero di dispositivi collegati per consentire una gestione più semplice e un’eventuale automazione, aumentano anche le fonti di minacce. I professionisti del data center stanno inserendo la sicurezza tra le loro priorità, iniziando a valutare soluzioni che li aiutino a identificare le vulnerabilità e a migliorare le difese agli attacchi. I portali di gestione, che consolidano i dati provenienti da molteplici dispositivi per supportare il DCIM (Data Center Infrastructure Management), si stanno profilando come potenziale soluzione. Con determinate impostazioni, possono identificare punti non protetti dell’infrastruttura critica e fornire un messaggio di avviso prima di un attacco.

4. Il DCIM dimostra il suo valore
Il valore del DCIM continua ad aumentare, sia a livello di risoluzione dei problemi, sia per la sua capacità di gestire il sempre più complesso ecosistema del data center. Gli operatori più innovativi utilizzano il DCIM per risolvere difficoltà del data center, quali la conformità alle normative, l’Information Technology Infrastructure Library (ITIL) e la gestione di ambienti ibridi. Infine, i fornitori di colocation trovano nel DCIM uno strumento prezioso per l’analisi dei propri costi-per-cliente e per offrire ai clienti una visibilità da remoto sui loro asset.

Il DCIM ha anticipato l’IIoT nel data center, offrendo monitoraggio e maggior coordinazione tra i sistemi e il supporto per l’automazione, che rappresentano il valore aggiunto dell’IIoT.

5. Le alternative alle batterie piombo-acido diventano importanti
Si stanno profilando nuove soluzioni per l’anello debole dei sistemi di alimentazione del data center, grazie agli operatori che cercano di ridurre l’ingombro, il peso e i costi totali delle tradizionali batterie al piombo-acido regolate da valvole (VRLA). Le più promettenti sono le batterie agli ioni di litio. Con il calo dei prezzi e i progressi compiuti a livello di chimica e di costruzione, le batterie agli ioni di litio stanno diventando un’alternativa percorribile per il data center e vengono modulate in modo da gestire le necessità a livello di fila di server e di intera sala. Sebbene questa tecnologia per le batterie fosse disponibile già in precedenza, il miglioramento delle condizioni economiche ha incentivato maggiori sforzi di commercializzazione nell’industria del data center.

Gli operatori di data center si interessano da tempo alle possibili alternative alle batterie al piombo-acido, ma le tecnologie disponibili non sono state in grado di equiparare il valore e la capacità di accumulo di quelle tradizionali. Oggi, invece, si vanno delineando alternative concrete in grado di ridurre l’ingombro e di aumentare durata e sostenibilità.

6. La progettazione e l’implementazione del data center diventano più integrate
Da alcuni anni l’integrazione delle tecnologie nel data center sta aumentando, in quanto gli operatori individuano soluzioni modulari integrate che possano essere implementate rapidamente, che siano facilmente scalabili e gestite in modo efficiente. Questa stessa filosofia viene applicata allo sviluppo del data center. La rapidità di adattamento al mercato è uno dei fattori chiave delle aziende che sviluppano la maggior parte della potenza del data center. Queste aziende hanno evidenziato che la tradizionale compartimentazione tra le fasi di progettazione e costruzione è complicata e improduttiva. Di conseguenza, stanno adottando un approccio “chiavi in mano” che sfrutta progettazione modulare integrata, costruzione in un luogo diverso dalla sede finale e gestione organizzata del progetto. I produttori che uniscono competenze infrastrutturali, progettuali e di ingegnerizzazione, oltre ad un project management sofisticato per fornire soluzioni “chiavi in mano”, sono in grado di costruire data center migliori in tempi più rapidi.