NetApp annuncia i primi sistemi enterprise NVMe over InfiniBand

Le nuove soluzioni e i software introdotti da NetApp sono:
 Sistema NetApp All Flash EF570: è il sistema leader del settore storage per il rapporto prezzo/performance, come dimostrato dai test di benchmark SPC-1 TM e SPC-2 TM. L’array all-flash di quarta generazione, progettato specificatamente per carichi di lavoro esigenti in termini di performance, come ad esempio big data analytics, calcolo tecnico e videosorveglianza, offre ora fino a 21 GBps di larghezza di banda, 1 milione di IOPS costanti, latenza inferiore a 100 microsecondi e supporto per 100 Gb NVMe over InfiniBand per aumentare la reattività dell’applicazione e accelerare gli analytics, il tutto nello spazio di 2 unità rack. Il sistema supporta 367 TB di capacità flash raw in un building block 2U modulare, scalabile fino a 1,8 PB.
 Sistema flash ibrido NetApp E5700 Series: accelera le performance e aumenta la densità con un sistema flash ibrido perfetto per le moderne applicazioni aziendali. Supporta anche 100 Gb NVMe over InfiniBand.
 SANtricity Cloud Connector: consente di abilitare le funzionalità del data fabric fornendo backup e recovery nel cloud, convenienti in termini di costi, da sistemi E/EF-Series.
 Software NetApp SANtricity: il software SANtricity 11.4 implementa ora alcuni miglioramenti in termini di sicurezza quali role-based access control e audit log, supporto Active Directory e un gestore delle
chiavi esterno ed è fornito on-box in dotazione a SANtricity System Manager.
 Soluzione di infrastruttura convergente per data analytics di NetApp: riunisce le più recenti tecnologie di storage, networking e server in un’architettura di riferimento pretestata e prevalidata, per semplificare
l’implementazione di ambienti di data analytics.

L’array all-flash EF570 di NetApp è un sistema storage midrange in grado di offrire performance di throughput doppie rispetto alle versioni precedenti. Nelle implementazioni, il sistema EF570 è in grado di ridurre i tempi di elaborazione video fino al 95%, riducendo al contempo l’analisi dei set di dati da settimane a ore e accelerando i tempi di risposta per le transazioni finanziarie di 4 volte rispetto ad altri sistemi.
Il sistema NetApp E5700 Series è un sistema flash ibrido progettato con algoritmi di caching adattativi di NetApp SANtricity SO per una vasta gamma di workload dell’applicazione. Con uno spazio rack di solo 2U o 4U, il flash array ibrido E5700 Series combina IOPS estremamente elevate e tempi di risposta inferiori a 100 microsecondi, aumentando così la reattività dell’applicazione e accelerando gli analytics. I clienti possono inoltre sperimentare backup e recovery perfetti nel cloud ibrido grazie all’integrazione con NetApp® Data Fabric. Entrambi i sistemi E5700 ed EF570 supportano interfacce multiple verso gli host ad alta velocità (32 Gb Fibre Channel, 25 Gb iSCSI, 100 Gb InfiniBand, 12 Gb SAS e 100 Gb NVMe over InfiniBand) una caratteristica che li rende uno dei primi array
2U con supporto per NVMe.
Progettati per ambienti applicativi, tra cui backup e recovery, calcolo tecnico, videosorveglianza e big data analytics, gli storage array NetApp E-Series ed EF-Series con software SANtricity offrono performance elevate, un valore senza pari e una semplicità comprovata. SANtricity System Manager offre ai clienti la flessibilità di gestire i propri sistemi NetApp EF570 ed E5700 Series da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, tramite un’interfaccia on-box basata su web facile da utilizzare. Inoltre, i clienti possono semplificare l’implementazione e l’accesso ai dati con uno storage sicuro e affidabile, con oltre 1 milione di installazioni nel corso di oltre 20 anni di esperienza. SANtricity Cloud Connector è una soluzione di cloud ibrido che si collega direttamente a una destinazione AWS S3 o tramite un sistema storage NetApp StorageGRID o AltaVault per backup e recovery convenienti nel cloud.

Sentinel Dual un UPS ad alta efficienza da Riello

Riello UPS presenta la nuova gamma di UPS Sentinel Dual.
Installabili a pavimento o in armadi rack per applicazioni di rete, sono disponibili nei modelli da 5-6-8-10 kVA/kW con tecnologia online a doppia conversione (VFI) e fattore di potenza 1, garantendo il 42% di potenza in più rispetto ad un UPS di generazione precedente.
100% Made in Italy ed estremamente compatti (3U). La flessibilità di installazione e uso (grazie al display digitale e al modulo batterie sostituibile dall’utente) e le numerose opzioni di comunicazione disponibili rendono Sentinel Dual adatto a un’ampia varietà di applicazioni, dall’informatica ai sistemi di sicurezza sino alle soluzioni industriali.
Una delle novità più importanti della gamma Sentinel Dual è quella di essere parallelabile fino a tre unità per triplicare la potenza del prodotto unitario. Inoltre possono essere configurati per funzionare in modalità N+1, aumentando l’affidabilità per applicazioni particolarmente critiche. All’interno della gamma Sentinel Dual i due modelli da 6000 W e 10000 W sono disponibili anche in versione ER con carica batterie maggiorato per lunghe autonomie e il modello 10000 W anche in configurazione con doppio ingresso: linea bypass e raddrizzatore separati.
La nuova gamma Sentinel Dual è configurabile nelle modalità Eco e Smart Active, per ridurre ulteriormente i consumi (efficienza 98%); inoltre una diagnostica avanzata è gestibile direttamente dal display digitale. Sono presenti le interfacce RS232, USB e slot di comunicazione per accessori di connettività, mentre la gestione software è affidata a Power-Shield.

Donato Ceccomancini Sales Manager Italy Infinidat

Infinidat annuncia la nomina di Donato Ceccomancini a Sales Manager Italy, con il compito di pianificare e coordinare le attività commerciali sul territorio.
La nomina di Donato Ceccomancini arriva a sottolineare il momento particolarmente brillante che l’azienda sta vivendo a livello locale – ma anche europeo ed internazionale -, con indicatori positivi sotto ogni aspetto. La forte richiesta di soluzioni di storage enterprise affidabili, scalabili e performanti ha permesso a Infinidat di acquisire numerosi clienti sul territorio, tra cui per esempio Cedacri.
Donato Ceccomancini porta a Infinidat un’esperienza più che ventennale, maturata ricoprendo ruoli commerciali di crescente responsabilità presso aziende leader quali IBM, Siemens e EMC. Dal 2002, Ceccomancini ha lavorato in Fujitsu, arrivando a ricoprire il ruolo di Head of Product Sales e di Head of Business Development, con responsabilità sullo sviluppo commerciale delle attività rivolte a clienti e prospect.
Anche a livello europeo, i risultati di Infinidat sono particolarmente positivi: nel primo semestre 2017, l’azienda ha registrato una crescita del fatturato pari al 182% rispetto all’anno precedente, con un numero sempre più elevato di clienti di ogni tipologia e settore, soprattutto in mercati verticali ad alta densità di dati quali quelli dei servizi finanziari, del retail, delle telecomunicazioni e dei servizi cloud. A livello globale le crescite sono ancora più positive, con un numero di Terabyte installati presso i grandi clienti superiore a 1.500TB (1,5 ExaByte).
Già nei mesi scorsi il team si era rafforzato con l’innesto di Corrado Scolari nel ruolo di Technical Advisor, con lo scopo di offrire a clienti e partner un supporto tecnico sempre più significativo e di capitalizzare al meglio le opportunità di business. Prima di entrare in Infinidat, Corrado ha lavorato per più di 17 anni in EMC con ruoli di Customer Engineer e di specialista di supporto per le complesse infrastrutture storage dei clienti italiani ed europei.
Infinidat ha sviluppato una piattaforma storage high end di nuova generazione, il cui cuore tecnologico è uno strato software-defined che assicura scalabilità e gestione contemporanea di architetture NAS, SAN iSCSI, Openstack e AS/400 integrate in un unico box. Le elevate prestazioni del sistema InfiniBox lo rendono ideale per workload eterogenei e ambiti di business diversificati, dal supporto di architetture applicative di tipo enterprise (SAP, Oracle Erp, Exchange, ecc.) agli ambienti virtuali fino ai progetti di Big Data Analytics, VDI, OpenStack e backup.

Lo storage future-defined lascia l’All-Flash al palo

Donato Ceccomancini, Italy Sales Manager, INFINIDAT

Il settore dello storage è costantemente bombardato da aggressive operazioni di marketing che hanno l’obiettivo di convincere i clienti che il futuro dell’IT è All-Flash. Si tratta di una strategia di comunicazione davvero efficace, innovativa e convincente. I vendor di array All-Flash (AFA) hanno investito letteralmente centinaia di milioni di dollari per promuovere l’effetto panacea assicurato dai supporti flash a discapito dei “vecchi dischi a rotazione”.

In realtà gli HDD non solo sono vivi e vegeti, ma sono di fatto largamente utilizzati, e in maniera intensiva, da ogni singolo provider di storage hyperscale del pianeta. E continuano a offrire maggiore densità, convenienza, affidabilità ed efficienza. C’è quindi ancora un futuro per i dischi, dopo tutto.

Questo non significa che i supporti flash siano un male, al contrario. Flash è eccezionale! Se usato correttamente, lo è decisamente. I supporti flash creano un layer cache estremamente interessante. Il problema è che quando si utilizzano unità flash come livello primario e unico di persistenza per i carichi di lavoro con capacità di petabyte, ci si scontra con la dura realtà economica dei dispositivi flash rispetto ai supporti meccanici. Probabilmente starete pensando: “Ma come? Compressione! Deduplica! Thin provisioning! Che dire allora di questi meccanismi che creano efficienza?”

Certamente, queste funzionalità contribuiscono a rendere meno oneroso il costo per TB utilizzabile – ma non è tutto oro ciò che luccica…

Innanzitutto, questa “riduzione dei dati” non è né gratuita né deterministica. Costa cicli – talvolta molti – di CPU. Se il vostro sistema si affida pesantemente a queste caratteristiche per contenere i costi, probabilmente soffrite di tempi di I/O meno che ottimali – in particolare nei picchi di carico, quando meno ce lo si può permettere.
In secondo luogo, le applicazioni e i servizi stanno diventando sempre più intelligenti in materia di compressione, contenimento e ottimizzazione di data “alla fonte”. Quindi, se si cerca di comprimere dati già di per sé non molto comprimibili, lo straordinario rapporto di compressione – tanto declamato dai vendor AFA – si deteriora notevolmente con il passare del tempo finendo con il duplicare o triplicare i costi attesi.
Cosa comporta allora tutto questo? Secondo noi, che “il futuro all-Flash” è proprio questo, uno scenario futuro, ma forse più lontano di quanto alcuni possano pensare.

Riteniamo che il costo eccessivo dei media flash confrontati con i supporti magnetici ad alta densità possa diventare un ostacolo significativo all’innovazione da parte delle aziende man mano che il volume dei dati che vengono creati, spostati, memorizzati, gestiti ed elaborati in tutto il mondo continua a crescere a ritmi incredibili.

Riteniamo inoltre che il futuro del data storage non sia solo “all-Flash”. O basato solo su una tecnologia “X”. Perché limitarsi a un’unica tipologia di dispositivo? Progettare un sistema storage basato esclusivamente sui supporti utilizzati è come sostituire ogni anno il motore dello stesso Maggiolino Volkswagen del 1968 con quello da Formula 1 più recente, sofisticato e leggero. A un certo punto, il design nel suo complesso – telaio, carrozzeria, calibratura freni, cruscotto, indicatori di sicurezza, ecc. – dovrà essere completamente rivisto per ottimizzare prestazioni e capacità generali.

Noi in INFINIDAT ce ne siamo resi conto tempo fa – nel 2011 per l’esattezza -, anno in cui l’azienda è stata fondata. Era evidente allora che un datacenter all-Flash non era un modello attuabile o sostenibile per carichi di lavoro multi-petabyte. Quel che serviva era un’architettura software storage decisamente differente e molto più sofisticata, capace di lavorare con ogni supporto magnetico in modo da renderlo veloce, efficiente, affidabile e sicuro. Un’architettura sufficientemente adattabile e flessibile per ottimizzare le performance e la durata di qualsiasi tipo di supporto, presente o futuro.
In poche parole, future-defined, non media-defined.

Acronis True Image 2018: software di backup intelligente con difesa contro i ransomware basata sull’I.A.

Acronis ha lanciato Acronis True Image 2018. La nuova release comprende aggiornamenti fondamentali per le capacità di backup e recovery del programma e rappresenta il primo software di backup personale ad incorporare la tecnologia basata sull’intelligenza artificiale concepita per una protezione attiva dei dati contro i ransomware.

Combinando la difesa anti-ransomware basata sull’intelligenza artificiale (IA), denominata Acronis Active Protection™, con una nuova generazione di potenzialità di backup e ripristino avanzate come la clonazione del disco attivo e la creazione automatizzata di WinPE boot media, Acronis True Image 2018 rappresenta il nuovo standard di “backup intelligente” per utenti privati, famiglie e piccole aziende.

Backup e ripristino affidabili
Nel corso di un sondaggio clienti Acronis a luglio 2017, il 95% degli intervistati ha affermato di scegliere e consigliare Acronis True Image perché i backup sono davvero affidabili. La release del 2018 migliora ancora di più le capacità fondamentali di backup e ripristino, grazie ai seguenti potenziamenti:

· Clonazione del disco attivo: Gli utenti possono creare una replica esatta di un sistema Windows attivo senza arrestare e riavviare i media di boot, per una migrazione ancora più semplice verso un disco più rapido o più grande.

· Una creazione di media aggiornata: Creazione automatica di boot media per un ambiente WinPE, affinché gli utenti possano risolvere rapidamente i problemi di configurazione dei driver e ripristinare i sistemi usando lo stesso o del nuovo hardware.

· Backup continuo sul cloud: Gli utenti possono aggiornare i propri backup mentre lavorano ai file, salvando in sicurezza una versione off-site sul cloud.

· Conversione del drive virtuale: Gli utenti possono testare la capacità di ripristino dei backup full image oppure utilizzare il sistema in un ambiente virtuale Hyper-V per testare varie applicazioni senza incorrere nel rischio di utilizzare il sistema primario, spostamento l’immagine completa del sistema su un altro computer come un drive virtuale.

· Backup incrementali più rapidi: Una velocità fino a tre volte maggiore grazie alla nuova tecnologia Changed-Block Tracker che traccia le modifiche delle immagini in tempo reale.

· Backup mobili automatici su dispositivi NAS: Oltre un quarto degli utenti Acronis dispone di un Network-Attached Storage (NAS) a casa. Ora non dovranno più preoccuparsi di fare un backup del dispositivo mobile, dal momento che il processo si avvia non appena il dispositivo si connette alla stessa rete Wi-Fi del NAS.

Acronis True Image 2018 inoltre soddisfa le esigenze della prossima generazione di utenti ampliando il supporto per i social media con l’esecuzione di backup automatici degli account Instagram, includendo foto, commenti e statistiche, come il numero di like, tag o commenti di un post.

Controllo semplice
Una nuova interfaccia visiva risponde alle preferenze dell’83% dei clienti Acronis che hanno richiesto maggiori informazioni e una veduta d’insieme nei propri backup. Con una visualizzazione grafica dell’attività di backup e delle statistiche, consente agli utenti di gestire i backup senza problemi – tra cui il numero di dati archiviati, le tipologie di dati nell’archivio e lo stato dei backup.

Protezione sicura dei dati
La capacità di ripristinare un sistema o singoli file è di importanza critica dopo un attacco ransomware. Acronis True Image 2018 non solo rende il ripristino automatico, ma compie un passo avanti nella protezione iniziale evitando in primo luogo che il ransomware corrompa i dati dell’utente.
Utilizzando modelli di apprendimento macchina, Acronis Active Protection riconosce le strutture non comuni dell’accesso ai file. Questi modelli sono generati nell’infrastruttura IA cloud dedicata di Acronis, che processa i dati a partire da centinaia di migliaia di processi maligni e legittimi al fine di creare quei modelli. Quei modelli vengono incorporati direttamente in Acronis Active Protection, consentendo ad Acronis True Image 2018 di proteggere i dati di sistema a prescindere, senza l’esigenza di una connessione Internet.

Quando Active Protection rileva un’attività insolita, controlla il processo utilizzando sia l’analisi euristica sia quei modelli di comportamento previsto e imprevisto. Se il processo è identificato come potenzialmente maligno, Acronis True Image 2018 allerta l’utente dell’attività sospetta.

Con un monitoraggio in tempo reale, Acronis Active Protection verifica tutti i processi così da consentire l’esecuzione delle attività autorizzate, al tempo stesso rilevando e arrestando i comportamenti potenzialmente pericolosi. Quindi, se un qualsiasi file viene criptato nel corso di un attacco ransomware, Acronis True Image 2018 ripristina automaticamente i file a partire dal backup.

Mentre i criminali informatici si indirizzano sempre più verso i file di backup per evitare che gli utenti possano ripristinare il sistema senza pagare il riscatto, la tecnologia di Acronis difende specificamente i file di backup e i dati originali. I danni previsti causati dai ransomware si attesteranno a quota $5 miliardi quest’anno, e il sistema unico di autodifesa Acronis per i file di backup, con Acronis True Image 2018, garantisce che i dati degli utenti rimarranno inalterati.

Oltre il 60% dei clienti Acronis ha affermato in un sondaggio di essere preoccupato per gli attacchi ransomware. Una nuova Security Dashboard fornisce agli utenti visibilità completa su Acronis Active Protection: è una garanzia del fatto che i propri dati sono protetti. Consente loro di tracciare il numero dei processi contrassegnati come potenzialmente pericolosi, vedere quali sono stati bloccati e gestire una whitelist di applicazioni affidabili.