sabato 31 marzo 2007

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Google BigTable Project

Il progetto "BigTable" è partito nel 2004. Nel 2005 erano operative 100 celle utilizzate nella quotidiana attività di numerosi servizi on-line: Google Print, My Search History, Orkut, Google Maps, Google Earth, Blogger... e naturalmente nel crawling e nell'indicizzazione delle pagine web. La più grande di queste celle era in grado di gestire 200 terabyte di dati ottenuti dall'interazione asincrona di migliaia di server.

Jeffrey Dean (Jeff Dean), Google Fellow nel Systems Infrastructure Group dei GoogleLabs, apre le porte al dietro le quinte del progetto BigTable mettendo a nudo le possibilità del Google content storage system.

Quando? Era l'autunno del 2005.

L'occasione? La sua relazione all'Università di Washington.

Si parte da qui: Google utilizza un database commerciale ottimizzato per lo storage e il backup dei dati? Certo che no! Perché?

  1. La quantità dei dati da gestire è troppa, anche per il migliore dei database commerciali;
  2. Si punta all'ottimizzazione delle risorse, in primo luogo economiche: i costi elevati per ottimizzare un'applicazione commerciale sono incompatibili sia con la politica del "low incremental cost" dell'azienda, che con i risultati ottenibili dall' "upgrade" del prodotto.

Allora qual'è l'approccio di Google alla BigTable?

Intanto occorre capire le esigenze dell'azienda. Google ha bisogno di un sistema che:

  • permetta di accedere in modo asicrono ai dati in qualsiasi momento.
  • offra garanzie di updating continuato.
  • possa gestire milioni di operazioni al secondo.
  • garantisca un'ottima performance per interazioni di dati one-to-one e one-to-many.
  • sia in grado di gestire le informazioni sui contenuti di una pagina web, ottenute dall'azione di più crawl.

Detto questo, Jeff Dean passa ad illustrare le caratteristiche della BigTable:

  • generare mappe multi-livello;
  • persistenza e tolleranza degli errori;
  • scalabilità nella gestione di migliaia di server, dei terabyte di dati, dei petabyte (questa non l'avevo mai sentita!) necessari per l'immagazzinamento dei dati, di un efficente scanning (per secondo) di milioni di letture/scritture;
  • gestione dei server dinamica e automatizzata;
  • adattabilità dei server in situazioni sbilanciate.

Fin qui i primi dieci minuti della relazione. Dura un'ora e la vale tutta! Postata su Google Video dallo stesso Jeff Dean... il 18 Ottobre 2005.

Vi ripropongo il link: BigTable: A Distribuded Structured Storage System.

Un anno dopo, sempre dai Googlelabs

Jeff Dean torna a parlare di BigTable nel Novembre 2006. Ai servizi on-line che utilizzano le celle si aggiunge Google Finance, assente nell'elenco 2005 fornito dal Google Fellow. Nel PDF della relazione si prende ad esempio CNN.com per spiegare in che modo Google si lavora il contenuto di una pagina web. Si parla di API, Table Location, implementazioni, Table Assigment, Table Serving, compattazione dei dati, caching, compressioni, filtri etc.

Oltre a Jeff Dean, le altre menti del BigTable Project, così come elencate nel paper del 2006: Fay Chang, Sanjay Ghemawat, Wilson C. Hsieh, Deborah A. Wallach, Mike Burrows, Tushar Chandra, Andrew Fikes, and Robert E. Gruber.

Congetture e leggende metropolitane

Nessuno può dare risposte ad un progetto che da solo rappresenta il core business di un'azienda, se non in base a quanto letto e riportato dai comunicati e le relazioni ufficiali dell'azienda stessa. Così mi immedesimo nella parte del "congetturologo" e del "legendhunter", un pò per gioco e un pò per curiosità e tiro giù le mie opinioni a riguardo.

Nessuno potrà mai convincermi che Jeff Dean e compagni abbiano messo davvero a nudo la BigTable. Ne hanno fornito una lettura generalistica ad uso e consumo delle Pr. Interessante chiedersi verso chi fossero rivolte: azionisti (forse, no...), investitori (probabile che si), web agency, clienti, webmaster in generale (nemmeno la considero come possibilità), enti governativi e associazioni in difesa di... (forse...)? Ma si uscirebbe fuori dal contesto. Così, salto di palo in frasca e ritorno alla "congetturologia su BigTable".

La BigTable è un'unica grande tabella di dati? Così l'avevano pensata Jeff Dean e "Fellow associati" ma, dati e fatti alla mano sembra più un insieme di gruppi di celle ognuna con le proprie priorità e funzionalità.

Nella BigTable i dati sono archiviati tutti allo stesso modo? Si parte da una pagina web, si prende il contenuto, si etichetta e si assegna alle tabelle... così per il timestamps delle foto... così per una cella o singoli gruppi di celle. Non per tutte le celle.

La BigTable è strutturata in modo tale da tener conto di tutti i brevetti Google creati per l'indicizzazione di contenuti web? La BigTable è Il DataBase Ufficiale e Non Commerciale di Google. Le celle sono settate per caricare dati dai server secondo specifiche utilità. Se si pensa ad una cella come ad un singolo database, va da sé considerare che singole celle o gruppi di celle sono organizzate per rispondere a priorità diverse e per lavorare insieme ad un fine comune.

Anche la BigTable ha un limite? A leggere quello che disse Eric Schmidt nell'Aprile 2006 pare di si. Ma si riferiva alla BigTable o all'hardware su cui poggiava la Grande Tavola? Ma il probelma c'era davvero? Strano che un CEO allerti il Mercato dicendo che se continua così "crolleranno baracca e burattini". Che differenza c'è tra rumors e dichiarazione ufficiale? Tra frasi come "afferma il CEO di..." e "ho dichiarato che..."?

Basta! La "congetturologia" è troppo complicata!

C'era una volta MySQL

Torno ad un fatto e chiudo il post: A Googly MySQL Cluster Talk - 28 Aprile 2006, postato da Google engEDU. Maggiori informazioni sulla definizione di Cluster? Ce n'è per tutti i gusti!

Di Alessandro Mirri per Storage-Backup.com

venerdì 30 marzo 2007

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OMAT Milano 2007

Milano, 30 marzo 2007 - Il fenomeno che caratterizza la nostra società è l’impiego quasi totale del digitale, anche (e soprattutto) in campo professionale. Oggi una parte sempre più consistente della documentazione e delle evidenze di business nasce in digitale, circola per via informatica ed è gestita esclusivamente in formato elettronico per tutto il suo ciclo di vita.
Ma, mentre abbiamo raggiunto una sufficiente abilità nella produzione e comunicazione dei documenti digitali, sussistono ancora grandi lacune per la loro archiviazione e conservazione.

Per tutti coloro che desiderano capire come produrre, trasmettere, ricevere e gestire contenuti digitali (in particolare quelli che hanno una qualche rilevanza sotto il profilo amministrativo, giuridico, storico o pratico), garantirne l’archiviazione, la conservazione e la futura fruizione, nell’ambito di OMAT Milano 2007 si svolgeranno due convegni che forniranno ai partecipanti risposte precise e qualificate, fugando definitivamente ogni dubbio in materia.

I CONTENUTI DIGITALI: DALLE OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO ALLA CONSERVAZIONE DELLA MEMORIA
Martedì 3 aprile - ore 14.00
Moderatore: Prof. Stefano Pigliapoco, Docente di Informatica Documentale, Università di Macerata

GOVERNARE LE INFORMAZIONI DIGITALI
Mercoledì 4 aprile - ore 9.20
Moderatore: Dott. Luca Gargiulo, Ernst & Young Financial - Business Advisors

Grazie ad un novero di relatori di altissimo livello, si andrà dalle più sofisticate tecniche per garantire la sicurezza e l’accesso ai contenuti alla loro indicizzazione e ricerca (indipendentemente dalle strutture aziendali che li contengono), fino alle esigenze di gestione all’interno del loro ciclo di vita. Particolare attenzione verrà posta alle soluzioni in Outsourcing, analizzandone le modalità di gestione, sviluppo e fruizione nonché i vantaggi ottenibili.

La partecipazione a OMAT è completamente gratuita: è sufficiente compilare il modulo che trova a questo link per fare parte dell’unico appuntamento del settore in cui è possibile parlare di soluzioni con chi le produce e di leggi con chi le scrive, un evento al quale nessun manager di oggi può mancare.

OMAT Milano: 3 - 4 aprile 2007 Milano - Hotel Executive
Per maggiori informazioni: www.omat360.it.

giovedì 29 marzo 2007

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DriveStation Quattro di Buffalo Technology

Buffalo Technology estende la propria gamma di dispositivi storage esterni DriveStation con un nuovo prodotto: la DriveStation Quattro. L’unità esterna USB 2.0/eSATA altamente performante è la risorsa di storage sicuro e backup ideale per le più diverse tipologie di utenti, dai disegnatori grafici e professionisti informatici, ai piccoli uffici anche domestici (SOHO) fino al consumatore. La DriveStation Quattro offre capacità di 1.0TB (HD-Q1.0TSU2/R5) e 2.0TB (HDQ2.0TSU2/R5).

La DriveStation Quattro dispone di quattro dischi con 7200rpm e un’interfaccia eSATA high-speed che offre velocità di lettura / scrittura fino 100MB/s – è tre volte più veloce di un qualunque disco USB presente sul mercato – e consentente quindi di trasferire 250 GB di dati in meno di un’ora. Inoltre la nuova DriveStation è la prima unità esterna plug and play che offre cinque modalità operative (standard, spanning. RAID 0/1/5) a garanzia della totale ridondanza dei dati. I dati vengono protetti ulteriormente impiegando il software plurilingue Memeo™ AutoBackup™ per Windows™, che mette a disposizione opzioni avanzate per il backup, inclusa la programmazione e la protezione della password. Con Secure Lock Ware il dispositivo integra altresì uno strumento che protegge tutti i dati o le cartelle / i documenti selezionati con una cifratura AES a 256 bit.


“Il volume di video, foto e file musicali scaricati dagli utenti cresce costantemente, rendendo necessario un dispositivo dove essi possano conservare tutti questi contenuti”, commenta Nino Patané, responsabile del mercato italiano per Buffalo Technology. “Gli utenti aziendali dall’altro lato necessitano di unità ad alta capacità che consentano loro di effettuare backup sicuri delle informazioni critiche per l’azienda. La DriveStation Quattro risponde a tutte queste esigenze, offrendo agli utenti – che si tratti di studenti o professionisti informatici – un luogo sicuro dove salvare i contenuti digitali, che garantisca loro un accesso veloce ai file e rappresenti una risorsa affidabile per la salvaguardia dei dati importanti”.

La DriveStation Quattro integra anche una serie di strumenti di gestione e manutenzione particolarmente indicate per gli utenti SOHO. Questi includono la protezione della password RAID, onde garantire che solo l’amministratore possa modificare i profili RAID impostati, come anche l’autoricostruzione RAID, che restaura le impostazioni RAID in caso di sostituzione di uno dei dischi. Come per gli altri prodotti della linea DriveStation, anche la DriveStation Quattro dispone di tre funzioni automatiche (vedasi più avanti) per facilitarne l’impiego.

Fornita con una garanzia limitata di due anni, la DriveStation Quattro é disponibile presso i distributori di Buffalo Technology in Italia (Alias, Digits, Executive) ad un prezzo di listino indicativo di € 587 più IVA per l’unità da 1.0TB (HD-Q1.0TSU2/R5) e di € 1043 più iva per l’unità da 2.0TB (HD-Q2.0TSU2/R5). Buffalo rivede costantemente il proprio listino onde adeguarlo alle richieste del mercato. Per gli ultimi aggiornamenti pregasi contattare italy@buffalo-technology.com oppure i distributori di Buffalo sopra indicati.

Gli altri dispositivi della serie DriveStation includono DriveStation, DriveStation Duo e DriveStation Combo.

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Dettagli tecnici


  • Strumento RAID di Windows® per passare facilmente da una modalità operativa all’altra

  • Auto Setup (semplifica e velocizza l’installazione senza driver)*

  • Accensione / Spegnimento automatico (consente di associare l’unità all’alimentazione del computer a cui si connette e di accendersi o spegnersi automaticamente insieme al computer)

  • Auto Backup (consente di pianificare in modo personalizzato le operazioni di backup per proteggere i dati)

  • Funzione di allarme in caso di malfunzionamento di uno dei dischi, qualora si surriscaldi l’unità o si rompa la ventola

  • Accesso facile ai dischi interni

  • Per gli utenti i cui computer non supportano eSATA, l’apparecchio viene fornito con un adattatore eSATA ed una carta PCI eSATA PCI

  • Soluzione di backup ideale per unità di storage NAS ad alta capacità come i prodotti TeraStation o LinkStation


* Tranne per Windows 98SE/ME

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Buffalo Technology
www.buffalo-technology.com

TrendEurope S.r.l.
www.trendeurope.com

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SunStorageTek 3320

Video sullo Storage Array SunStorageTek 3320

martedì 27 marzo 2007

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Secondo Evaluator Group, Hitachi Data Systems ha cambiato il panorama della Storage Virtualization

Dal nuovo rapporto di Evaluator Group emerge come le soluzioni di virtualizzazione controller-based siano quelle più adatte sia alle piccole e medie imprese, sia alle aziende di grandi dimensioni

Da un recente studio condotto da Evaluator Group Inc, una delle principali società di analisi in ambito storage, Hitachi Data Systems, società del gruppo Hitachi, Ltd. (NYSE: HIT), emerge nettamente tra i competitor per quanto riguarda le soluzioni di virtualizzazione.

Lo studio ha valutato approfonditamente le soluzioni di tre tra i principali fornitori del mercato dello storage: Hitachi Data Systems, IBM e EMC. Il rapporto evidenzia come la tecnologia controller-based sviluppata da Hitachi Data Systems abbia semplificato notevolmente l’approccio alla virtualizzazione, favorendone di fatto la diffusione nel mercato midmarket.

“La soluzione sviluppata da Hitachi Data Systems prevede una separazione tra i supporti (i dischi), considerati a tutti gli effetti una commodity, e l’intelligenza necessaria a implementare servizi di storage, elemento che costituisce il reale valore aggiunto delle soluzioni di data management – ha dichiarato Tom Trainer, senior analyst di Evaluator Group. – E’ con questo approccio che Hitachi Data Systems ha cambiato le dinamiche del mercato dello storage differenziandosi notevolmente dalla concorrenza, ancorata a soluzioni basate su disk array monolitici, poco flessibili e complessi da gestire”.

“Le aziende sono alla costante ricerca di soluzioni di virtualizzazione facilmente integrabili nell’infrastruttura di storage esistente, spesso eterogenea, e vogliono soluzioni semplici da gestire – spiega Giuseppe Fortunato, Business Consulting Principal di Hitachi Data Systems. – La tecnologia virtual storage controller implementata nelle soluzioni Universal Storage Platform e Network Storage Controller di Hitachi risponde appieno a questi requisiti e offre il meglio a livello di prestazioni, flessibilità, affidabilità ed espandibilità”.

A testimonianza della crescente diffusione delle soluzioni Hitachi Data Systems che integrano la tecnologia virtual storage controller, sono oltre i 4.500 i sistemi già installati in tutto il mondo presso aziende di ogni dimensione. Maggiori informazioni sulle soluzioni di virtualizzazione di Hitachi Data Systems sono disponibili al sito: http://www.hds.com/

Evaluator Group, Inc.
www.evaluatorgroup.com

Hitachi Data Systems
www.hds.com

sabato 24 marzo 2007

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Forrester Research: storage, trend 2007 positivo su crescita investimenti delle grandi aziende

Forrester Research ha presentato i risultati di una ricerca sugli investimenti IT delle aziende europee, evidenziando l'affermarsi di tre temi fondamentali per la gestione di attività d'information technology: sicurezza, maggiore efficienza dei sistemi e migliore gestione delle risorse economiche ed umane. La ricerca, effettuata prendendo a campione aziende dai 1000 agli oltre 20000 dipendenti, evidenzia un'interesse crescente verso l'upgrade e l'ottimizzazione dell'area storage. In particolare, dicono da Forrester, circa il 40% delle aziende intervistate hanno aumentato il budget dedicato allo storage, a fronte di un 10% che opta per investimenti minimi e del 50% delle aziende che hanno approvato lo stesso budget dello scorso anno.

"Firms expect to increase their spending on software and hardware more than on IT services. Almost 40% of firms apply financial justifications to all projects that involve significant costs. To obtain approval and to make the business case, most firms look at return on investment and total cost of ownership" - riporta la ricerca di 15 pagine dedicata ai trend IT di quest anno.

Questo ritorno all'investimento in area storage è la risposta all'esigenza di rinnovare un settore "costoso e disgregativo" qual'è quello dello storage e backup, così come tracciato nel Gennaio del 2007 da Andrew Reichman, analista Forrester esperto in sistemi di data storage, netowrking e management software. MBA all'Università di Washington, Reichman proponeva l'utilità teorica della "virtualizzazione dei sistemi di storage", mettendo comunque in guardia le aziende da una "migrazione entusiasta verso le nuove architetture di sistema" che potrebbe causare "più problemi di quanti ne risolva". L'invito di Reichman era più per un ritorno controllato e ragionato all'investimento nella ricerca.

"Storage directors and senior IT managers should thoroughly explore offerings in labs and in limited pilots to validate the technology and ensure that their needs are competently addressed prior to taking the production plunge" - Storage Virtualization Emerge

Gestione di terabyte in lowcost, virtualizzazione dei sistemi di storage per consentire accessi rapidi e diretti alle piattaforme di backup, maggiore attenzione all'utilizzo delle risorse dedicate. Questi sono solo alcuni degli aspetti in cui stanno investendo importanti aziende come IBM e Sun Microsystems, dando vita ad un trend che da Forrester confermano in "costante e periodica crescita" al punto da stimare "un sensibile aumento di budget in area storage" che nel 2008 "riguarderà circa il 60% delle aziende".

Di Alessandro Mirri per Storage-Backup.com

venerdì 23 marzo 2007

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Video SUN (StorageTek)

In questo video RB Hooks CTO Public Sector Data Management Group di Sun Microsystems illustra la tecnologia StorageTek.

giovedì 22 marzo 2007

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Alleanza Imation e Sun Microsystems

Imation Corp (NYSE: IMN), leader mondiale nei supporti data storage removibili, e Sun Microsystems Inc. (NASDAQ: SUNW), hanno annunciato un accordo di distribuzione in base al quale Imation diventa distributore mondiale dell'intera linea di supporti a nastro Sun.
Secondo i termini dell'accordo, a Imation sarà affidata la distribuzione dell'intero portafoglio di supporti a nastro Sun destinati agli ambienti entry-level, mid-range e data-center. Già co-sviluppatore e produttore esclusivo delle cartucce a nastro Sun StorageTek 9840 e 9940, Imation distribuirà ora, in tutto il mondo, il formato Sun StorageTek T10000, 9940 e 9840, oltre ai nastri LTO Ultrium, Super DLTtape, DLTtape e DDS del catalogo Sun StorageTek.
'L'annuncio odierno va letto in un’ottica di semplificazione delle procedure di acquisto da parte dei clienti e di realizzazione di nuove opportunità per i partner che potranno avvalersi di un unico punto di riferimento per i supporti a nastro', ha dichiarato Nigel Dessau, Senior Vice President Storage Marketing and Business Operations di Sun Microsystems.
'Clienti e rivenditori beneficeranno della capacità di distribuzione globale e della presenza mondiale di Imation – che si estende dalle Americhe fino all'Europa e all'Asia-Pacifico – potendo accedere in modo rapido e semplice ai supporti per le library e i drive a nastro Sun StorageTek”.
'Imation è orgogliosa di annoverare nella propria offerta globale anche il marchio Sun', ha affermato Frank Russomanno, Presidente, Chief Operating Officer e Acting Chief Executive Officer di Imation.
'Lavoriamo da tempo con Sun per soddisfare le esigenze della clientela che richiede prodotti data storage di alta qualità, un servizio impeccabile e un supporto tecnico di alto livello. Unire l'affidabilità dei supporti a marchio Sun con la competenza distributiva di Imation garantirà notevoli vantaggi alle nostre società e ai nostri clienti'.
Imation dispone di sedi commerciali e marketing regionali situate a Oakdale, in Minnesota, per il Nord America; Miami, in Florida, per l'America Latina; Schipol, nei Paesi Bassi, per l'area Europa, Medio Oriente e Africa; e Hong Kong, per l'area Asia-Pacifico. Imation serve, inoltre, clienti in oltre 100 Paesi del mondo.
Imation Imation Corp. è l’unica azienda al mondo interamente dedicata allo sviluppo, produzione e distribuzione di supporti rimovibili per il data storage. È attiva nelle quattro grandi aree dello storage magnetico, ottico, flash e hard disk rimovibile. Con oltre 50 anni di leadership nel settore data storage, iniziata con lo sviluppo del primo nastro per computer al mondo, Imation™ ha festeggiato, nel 2006, il suo decimo anniversario come società indipendente.
Oltre al brand Imation™, Imation Corp. comprende anche il marchio Memorex™, uno dei nomi più noti nel settore consumer electronics, divenuto celebre con lo slogan 'Is it live or is it Memorex?'.
Ulteriori informazioni su Imation sono disponibili all’indirizzo: www.imation-europe.com.
Imation, il logo Imation, Memorex e lo slogan 'Is it live or is it Memorex?' sono marchi registrati di Imation Corp. e delle società controllate da Imation.
Tutti gli altri marchi sono proprietà dei rispettivi proprietari.
Sun Microsystems Inc. Una vision singolare, riassunta dallo slogan 'The Network Is The Computer'™, guida Sun nello sviluppo di tecnologie che sono alla base dei più importanti mercati del mondo.
La filosofia di Sun - che prevede la condivisione dell'innovazione e la creazione di comunità - è all'avanguardia nella nuova fase storica dell'informatica: la Participation Age.
Sun è presente in oltre 100 Paesi.
Maggiori informazioni sono disponibili all'indirizzo www.sun.com.
Imation informazioni generali: Ulteriori informazioni al sito: www.imation.eu

mercoledì 21 marzo 2007

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La piattaforma High Performance NAS ora potenziata!

Hitachi Data Systems, fornitore di soluzioni Application Optimized Storage™ e società del gruppo Hitachi, Ltd. (NYSE: HIT) ha reso disponibili nuove funzionalità per High Performance NAS, la piattaforma di storage sviluppata in collaborazione con BlueArc destinata al mercato dell’high-performance computing (HPC). Grazie alle nuove feature, la soluzione Hitachi Data Systems in configurazione cluster a 4 nodi è in grado di gestire oltre un milione di operazioni input-output (IOP) al secondo. Prestazioni di tale livello, testate e registrate in ambienti reali presso clienti, testimoniano la validità della partnership tra Hitachi Data Systems e BluArc, definita lo scorso dicembre con lo scopo sviluppare soluzioni di virtualizzazione evolute e ad alte prestazioni in grado di soddisfare le esigenze di storage high-end.

“La possibilità di realizzare configurazioni cluster fino a 4 nodi permette alla piattaforma High-performance NAS di Hitachi Data Systems di rispondere ai requisiti più stringenti in termini di affidabilità e prestazioni – ha commentato John Mansfield, vice president Product Management di Hitachi Data Systems. – Maggiore velocità significa garantire un utilizzo più efficiente e razionale dell’infrastruttura di storage. In questo senso, la piattaforma Hitachi Data Systems contribuisce a ridurre i costi diminuendo le risorse necessarie a conservare, gestire e rendere accessibili i dati”.

La soluzione NAS di Hitachi Data Systems è ideale sia per le aziende di grandi dimensioni con esigenze di consolidamento, sia per quelle realtà quali università, centri di ricerca, media company o società di servizi che necessitano di soluzioni di storage scalabili, affidabili e ad alte prestazioni.

“La scalabilità è essenziale in ambienti di storage high-end – spiega Tony Asaro, senior analyst di Enterprise Strategy Group. – Spesso vengono utilizzate piattaforme NAS con architetture dual-node e in grado di gestire file system relativamente piccoli. Al contrario, la soluzione Hitachi Data Systems può supportare cluster fino a 4 nodi, namespace da 512 terabyte e garantisce alte prestazioni per tutti i tipi di dati, compresi quelli transazionali e di streaming I/O. Grazie a queste caratteristiche, Hitachi Data Systems ha tutte le carte in regola per consolidare ed espandere la propria leadership nel mercato NAS high-end, compresi gli ambienti data center e high performance computing. Il vendor ha compreso perfettamente quali sono le esigenze degli ambienti mission-critical e ha sviluppato soluzioni evolute in grado di assicurare il massimo livello di prestazioni, protezione dei dati, affidabilità e scalabilità”.

Data Protection evoluta per ambienti High-Performance Computing

Il supporto di architetture cluster fino a 4 nodi e di funzionalità di failover e active/active clustering non solo aumenta le prestazioni della piattaforma High-performance NAS ma ne incrementa sensibilmente la disponibilità e l’affidabilità, rendendola ideale per le aziende che hanno necessità di consolidare i dati e per quelle realtà che richiedono la massima protezione dei dati. Inoltre, il nuovo livello di prestazioni garantito dalla piattaforma NAS di Hitachi Data Systems consente di ridurre i tempi di elaborazione e permette di supportare un numero maggiore di client simultanei, contribuendo a migliorare la condivisione delle informazioni e la collaborazione tra gli utenti.

Oltre al raddoppio delle prestazioni, la piattaforma NAS di Hitachi Data Systems integra nuove tecnologie hardware e software. In particolare, grazie alla funzionalità Cluster Read Caching e al nuovo modulo FSX la soluzione Hitachi è in grado di supportare fino a 32 Virtual Server per singolo nodo o cluster. Più in dettaglio, il Cluster Read Caching si rivela estremamente utile in file system NFS caratterizzati ad un accesso intensivo ai dati mentre Il modulo FSX raddoppia le prestazioni CIFS in ambienti Microsoft Windows.

Maggiori informazioni sono disponibili al sito:http://www.hds.com/products_services/nas/high-performance.html


Hitachi Data Systems (NYSE: HIT)

lunedì 19 marzo 2007

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A OMAT 2007 Hitachi Data Systems traccia la storia dello storage e si confronta con operatori e clienti sul tema del data management

Hitachi Data Systems, fornitore di soluzioni Application Optimized Storage™ e società del gruppo Hitachi, Ltd. (NYSE: HIT), interverrà alla manifestazione OMAT che si terrà a Milano il 3 e 4 aprile prossimi presso L’Hotel Executive di Milano.

Dal 1990 OMAT (Office Management: Application & Technology) è l'evento di riferimento in Italia per la gestione elettronica di documenti, contenuti e processi aziendali, un appuntamento imperdibile per gli operatori del settore, ma soprattutto per tutti coloro che intendono apprendere come gestire al meglio il flusso di informazioni della propria azienda.

L’argomento principale dell’edizione di quest’anno è “carta addio, finalmente si può fare”, un tema di grande interesse per chi è impegnato quotidianamente nella gestione e conservazione dei dati e delle informazioni aziendali.

Nell’ambito della manifestazione, Hitachi Data Systems avrà due preziose occasioni per incontrare i visitatori. Nel pomeriggio del 3 aprile, Roberto Pezzo - Product Marketing Manager di Hitachi Data Systems - prenderà parte alla tavola rotonda dal titolo “come conservare le informazioni nel lungo periodo”. Il 4 aprile, sempre nel pomeriggio, Giuseppe Fortunato - Business Consulting Principal di Hitachi Data Systems, parteciperà alla OMAT University con un intervento dal titolo “Come si è arrivati ai sistemi di storage attuali. Prospettive per il futuro ed enfasi sulle caratteristiche adatte alla conservazione dei dati nel lungo periodo".
“Per Hitachi Data Systems, intervenire ad OMAT significa riaffermare il proprio ruolo di innovatore e leader tecnologico in tema di data management in un contesto altamente professionale – dichiara Paola Sipione, Marketing Communication Coordinator di Hitachi Data Systems. – La tavola rotonda e la OMAT University ci permetteranno di condividere con operatori e clienti esigenze, soluzioni e tendenze relative ad un settore, quello della gestione elettronica dei contenuti, in costante sviluppo ed evoluzione”.

Hitachi Data Systems (NYSE: HIT)

venerdì 16 marzo 2007

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Hitachi Data Systems incontra la Pubblica Amministrazione al convegno di Banca Europa sull’e-Government

Hitachi Data Systems, fornitore di soluzioni Application Optimized Storage™ e società del gruppo Hitachi, Ltd. (NYSE: HIT), parteciperà al convegno “E-Government e sicurezza per la difesa e per la pubblica amministrazione” che si terrà il 3 aprile a Roma presso la Scuola Trasporti e Materiali – Aula Magna - Viale dell’Esercito 102 (Cecchignola) – Roma.

L’evento, organizzato dal Centro Studi Banca Europa, è focalizzato sulle tecnologie e le soluzioni IT che consentono alle amministrazioni pubbliche di erogare servizi in modalità elettronica. In particolare, nel corso della mattinata, saranno affrontati temi di grande interesse quali la gestione dell’infrastruttura IT, la definizione dei service level agreement, la protezione contro virus e attacchi informatici, la gestione documentale e l’applicazione di sistemi CRM.

Il convegno vedrà la partecipazione di autorevoli esponenti della pubblica amministrazione sia in ambito civile, sia militare. Il contributo di Hitachi Data Systems, a cura di Roberto Salucci – Solution Consultant - verterà sull’archiviazione sicura dei dati e la loro gestione nel corso dell’intero ciclo di vita. Inoltre, Hitachi Data Systems sarà presente con un desk informativo presso il quale i partecipanti potranno approfondire le tematiche presentate dall’azienda durante l’intervento.
“Le soluzioni di storage di Hitachi Data Systems sono particolarmente apprezzate dalla pubblica amministrazione – dichiara Paola Sipione, Marketing Communication Coordinator di Hitachi Data Systems. – L’evento organizzato da Banca Europa è l’occasione ideale per entrare in contatto con chi è impegnato quotidianamente nell’informatizzazione degli enti pubblici e per comprenderne appieno le esigenze e i requisiti”.


Hitachi Data Systems (NYSE: HIT)

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Infosecurity / Storage Expo: risultati edizione 2007

Infosecurity, Storage Expo e Trackability 2007 si sono concluse lo scorso Febbraio, confermandosi un appuntamento di grande interesse con un pubblico di oltre 5.500 presenze.

Confermato anche il forte interesse per l'ampia vetrina espositiva: un parterre di 170 aziende (+13% rispetto all'edizione 2006) ha presentato un'ampia gamma di soluzioni e prodotti per proteggere, gestire e archiviare il patrimonio dei dati e documenti.

Buona anche l'affluenza media ai 19 convegni dedicati alle tematiche di maggior interesse di It Security, Data Storage, Tracciabilità, Sanità e Gestione Documentale.

giovedì 15 marzo 2007

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Alleanza sul terreno dello Storage Enterprise: Bell Micro e Network Appliance

Bell Micro (NASDAQ: BELM), azienda specializzata nella distribuzione (Vad) di prodotti hardware, software e servizi professionali per lo storage, e Network Appliance, Inc. (NASDAQ: NTAP), leader mondiale nelle soluzioni storage unificate rivolte alle aziende caratterizzate da un utilizzo intensivo dei dati, annunciano di aver sigliato un accordo per la distribuzione dell’intera gamma di soluzioni. In particolare per l’Italia, la collaborazione tra le due aziende ha come obiettivo il consolidamento delle rispettive posizioni di leadership nel mercato dello Storage Enterprise.

“Questa nuova partnership si integra perfettamente nella strategia di sviluppo di Bell Micro per l’Italia, un mercato dove aspiriamo a diventare il punto di riferimento nella distribuzione a valore per le soluzioni di Enterprise Storage – ha dichiarato Marco Malafante, Country Manager di Bell Micro Italia. – Il nostro modello di business prevede un approccio consulenziale e affianca alla vendita di prodotti hardware e software l’erogazione di servizi professionali altamente qualificati. L’offerta NetApp si adatta perfettamente a questo modello e la sua integrazione nel nostro portafoglio ci consentirà di cogliere nuove opportunità di business in un mercato in forte sviluppo. Allo scopo di trarre i maggiori benefici da questa partnership creeremo una nuova divisione che, affiancata alla Enterprise Business Unit, sarà focalizzata sulle soluzioni NetApp e si occuperà di fornire ai clienti il necessario supporto commerciale e prevendita”.

“Bell Micro Italia aspira ad una forte espansione sia in termini di parco clienti che di vendor rappresentati. – continua Marco Malafante - . Il concetto non vuole essere solo quello di ricalcare la struttura di Bell US e Bell UK in termini di prodotti e soluzioni offerti, ma soprattutto, di proporre un’offerta ragionata e completa alla domanda di professionalità in campi attigui allo storage in Italia. Quindi saremo sempre più impegnati aprire il nostro portafoglio a prodotti e soluzioni tecnico-finanziarie in grado di darci una capacita’ di risposta assolutamente completa”.

“Ogni trimestre le ricerche di mercato di IDC e Gartner evidenziano che la crescita di Network Appliance nei mercati di riferimento è superiore a quella dei mercati stessi. Tutto questo è possibile perché la nostra società ritiene che ai leader tecnologici spetti la responsabilità di continuare a trovare sempre nuove soluzioni per fornire maggiore valore commerciale per i propri clienti,” ha dichiarato Vittorio Giovani, Country Manager di Network Appliance Italia. “E’ in quest’ottica che si colloca la nostra partnership con Bell Micro, un’azienda che ha saputo dimostrare la validità della propria strategia distributiva, di condividere la nostra stessa visione di valore aggiunto e la nostra stessa attenzione alla qualità e al servizo globale. Riteniamo che ci siano tutti i presupposti perché nei prossimi anni Bell Micro e Network Appliance divengano protagonisti indiscussi del mercato dello Storage Enterprise in Italia”.
Tutti i marchi citati sono marchi registrati o commerciali di proprietà delle rispettive aziende.

Bell Micro Inc. (NASDAQ: BELM)
Network Appliance, Inc. (NASDAQ: NTAP)

martedì 13 marzo 2007

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Nastri magnetici? Questione di gigabyte

Prova a chiedere ad un appassionato di computer "ipertecnologicamente avanzato" di dirti la prima cosa che gli viene in mente al sentire "nastro magnetico". E tu? A cosa associ queste due parole? Ogni assiociazione mentale dipende dal proprio background esperenziale o, in altri termini, da quanti anni si porta sulle spalle la persona che associa. Poi viene quello culturale, certo. In questo caso ti potrebbero venire in mente associazioni del tipo: "Mangianastri", "i vecchi scatoloni dell'IBM che occupavano intere stanze", se fai il fonico "studio di registrazione", se sei figlio dei Commodore "il lettore un cui infilavo il nastro dell'ultimo software di grido", posso andare avanti per un'altra decina di righe senza sforzo.

E se ti dicessero che i nastri magnetici sono ancora e sempre la prima scelta per l'archiviazione d'ingenti quantità di dati elettronici? Se ti dicessi di dare un'occhiata a questo articolo (di quasi un anno fa) in cui Punto-Informatico annunciava che "IBM e Fuji Photo, due fra i maggiori produttori al mondo di soluzioni di archiviazione su nastro, hanno collaborato allo sviluppo di un sistema di storage capace di memorizzare, su nastri magnetici a doppia faccia, fino a 6,67 miliardi di bit per pollice quadrato : una quantità di dati circa 15 volte superiore a quella registrabile sulle cassette oggi in commercio"...

Ma dai!!! Nel 2006? VHS, Cassette, Nastri magnetici? E i rischi di smagnetizzazione? Una bufala! Per forza... o no?

Per gli scettici Punto-Informatico riportava: "Grazie alla nuova tecnologia di registrazione, una cassetta di tipo LTO (Linear Tape Open) - che ha dimensioni all'incirca dimezzate rispetto ad una comune cassetta VHS - può arrivare a contenere l'equivalente di 8 milioni di libri".

Ma il nastro magnetico non è quello utilizzato dalle cassette audio? Non è quello utilizzato dalle mini-cassette che gli universitari utilizzano per registrare le lezioni da riascoltare e "sbobinare"? Non era quello utilizzato per far girare software esterno con i Commodore?

Beh... magari sono qualcosina di più ed hanno una storiella alle spalle che li lega indissolubilmente tanto alle Telco quanto all'Era Digitale. Eppure, chiamarli "prima scelta" per l'archiviazioni d'ingenti quantità di dati! Non è un'esagerazione?

1960 - Livermore Advance Research Computer - LARCI nastri magnetici di oggi sono i "pronipoti" di una delle tecnologie informatiche più "antiche". Tutto, ma proprio tutto (incluso il computer di nuova generazione che utilizzi per leggere queste righe) ebbe inizio quando Alexanderl Bell scoprì nel 1876 di aver inventato il primo prototipo di telefono. La leggenda (o è storia) vuole che il professor Bell stava facendo i suoi esperimenti nel suo laboratorio quando incidentalmente si versò dell'acido addosso. Il suo assistente sentì la sua richiesta d'aiuto sull'ultima evoluzione di un audiotelegrafo la cui utilità non era ancora ben chiara a nessuno dei due... fino a quel momento. Fu l'inizio di tutto... e il "motore di spinta iniziale" che meno di un secolo più tardi portò all'uso massiccio dei nastri magnetici da parte dell'AT&T (titolare dei diritti e dell'azienda Bell). In nastri magnetici nascono per archiviare dati. E li archiviano tanto bene che Difesa e Telco non lesinano investimenti per migliorarne le prestazioni. Se però nel 1983 la AT&T non fosse stata smantellata dalla claque politica del tempo, molto ma molto preoccupata del monopolio della megacorporazione, forse oggi non saremmo a leggerci e a scriverci da video e tastiera. Dal Colosso telefonico nacquero Grandi Aziende delle Telecomunicazioni come l'AT&T Communications oppure la Bellcore, i PackBell e via dicendo... le BabyBell per intenderci... che di Baby avevano ben poco se il termine non servisse per paragonare il colosso di oggi a quello di ieri... E durante tutto questo tempo, e poi all'alba delle prime incursioni informatiche, di cracker e trasher, di hacker e phonePhreak, di BBS e Nodi di Rete, di un epoca in cui Internet iniziava ad emettere i primi incerti vagiti e dove gli esperti erano tutti dilettanti ( e lo sapevano e ne erano fieri)... durante tutto questo tempo la tecnologia dedicata ai nastri magnetici proliferava e si adattava alla promessa della nuova Età dell'Informazione a venire (quella iniziata da appena qualche anno).

Tornando alla domanda iniziale. I Nastri magnetici sono ancora una prima scelta per le TechCom perché quando nacque la Rete come oggi la conosciamo, quella era la tecnologia di storage e backup all'avanguardia per l'immagazzinamento di grosse quantità di dati.
Ok, non basta però... Con tutte le alternative di oggi... Già, ma quali? Se parliamo d'immagazzinamento di dati nell'Internet ecco che fanno capolino nomi come MySQL, Oracle e via dicendo. Ma dove immagazzinano? Su dischi rigidi è ovvio... sicuro? Ma se un nastro magnetico permette di effettuare backup inimmaginabili anche utilizzando il miglior disco rigido in commercio (ben inteso, ad uso esclusivo di una elite non della massa) non è logico pensare che il nastro diventi la prima scelta di fronte alla gestione di terabyte di dati? Il nastro c'è, è parte integrante di una tecnologia di storage viva, forte di decine di anni di "prove e miglioramenti sul campo"... è uno strumento di backup che non ne vuole sapere di "aver fatto il suo tempo". Forse perché non ha fatto ancora il suo tempo. Prendiamo Google ad esempio.

Google? E che c'entra Google?

Prendila come una nota di colore. Se non fosse stato per i nastri magnetici gli albori della storica Usenet sarebbero andati irrimediabilmente persi. Archivi che oggi sono stati usati da Google per pubblicare 20 anni di storia dei newsgroup. Ok, ma siamo sempre ancorati al passato. Beh, certo se però si considera che la consultazione di un archivio su nastro magnetico necessita di una tecnologia in grado di leggere un nastro magnetico... e che Google non ha certo utilizzato uno scatolone di 20 anni fa per leggere, recuperare e riproporre la storia dei newsgroup... allora sorge spontanea una domanda: Google investe (ha investito) su tecnologia storage per il backup di dati su nastri magnetici? A me pare di si.

Wikipedia lascia intendere che il nastro magnetico ha fatto il suo tempo. Nel ripercorrene la storia, chiude però con questo passaggio che di "storia vecchia" ha ben poco: "La recente diminuzione del costo dei dischi fissi e le migliorie costruttive che ne hanno determinato un generale aumento di affidabilità hanno via via diminuito il ricorso al nastro magnetico. Questo tuttavia rimane in uso in molti centri di elaborazione dati, soprattutto per ragioni di gestione di archivi già precostituiti e per il costo per bit piuttosto basso".

Taglio e riporto l'ultima frase: "Questo tuttavia rimane in uso in molti centri di elaborazione dati, soprattutto per ragioni di gestione di archivi già precostituiti e per il costo per bit piuttosto basso". Le stesse motivazioni che hanno spinto IBM e Fuji Photo ad investire pesantemente sul nastro digitale in piena Era Digitale.

Al che mi viene una domanda: se cercassi "nastro magnetico" sul sito della IBM, quello italiano (senza scomodare l'americano), cosa troverei? Proviamo: Nastro magnetico su IBM.it.

Di Alessandro Mirri

venerdì 9 marzo 2007

SocialCS

Cisco - Storage Networking

Un vecchio video di formazione interna (Cisco) sullo Storage Networking

giovedì 8 marzo 2007

SocialCS

TeraStation Pro II di Buffalo Tecnology: obiettivo azienda

Buffalo Technology annuncia oggi un nuovo prodotto che completerà la gamma delle sue soluzioni NAS (Network Attached Storage) TeraStation.

La TeraStation Pro II è stata progettata per aziende di piccole e medie dimensioni ed uffici domestici (SME / SOHO) che necessitano di un dispositivo NAS altamente performante che offra prestazioni ed affidabilità superiori ad un prezzo conveniente. Il nuovo dispositivo è disponibile con capacità di 1.0TB (TS-H1.0TGL/R5) e 2.0TB (TS-H2.0TGL/R5).

La TeraStation Pro II dispone di un processore ad alta velocità e quattro dischi SATA che offrono velocità di trasferimento dati pari a 35MB/s, un valore assimilabile a quello di un disco fisso USB 2.0. Inoltre quest’ultima appliance NAS di Buffalo può essere impiegata in cinque diverse modalità operative, offre quindi maggiori opzioni per la gestione della necessaria ridondanza dei dati di utenti professionali. In particolare offre una modalità standard e quattro modalità RAID (0, 1, 5 e 10). Le funzioni RAID avanzate includono avvisi per email, controlli RAID pianificati e monitoraggio continuativo dei dati.

  • Standard – Modalità standard che consente all’utente di utilizzare separatamente i quattro dischi fissi.

  • RAID 0 – Chiamata