Recuperare dati da VMware Virtual SAN

Kroll Ontrack annuncia nuove competenze per il data recovery da VMware Virtual SAN (VSAN). Kroll Ontrack ha infatti recuperato con successo i dati da numerosi hard disk gestiti da VSAN per un cliente in Olanda. Con l’impegno congiunto dei propri ingegneri in tutto il mondo, Kroll Ontrack nello specifico è stata in grado di salvare tutti i dati archiviati nelle macchine virtuali per un totale di 15 dischi e 3 SSD.

Nel caso del recupero dati da Virtual SAN, uno degli SSD si è guastato provocando il malfunzionamento di uno dei tre nodi che a sua volta ha determinato il blocco dell’intero sistema di storage VSAN. Il risultato è stato la perdita di quattro grosse macchine virtuali con importanti dati di business.

Nell’architettura VSAN un “nodo” è un server host device che può contenere fino a sette hard disk e un flash drive SSD. Nel nostro caso, il sistema di storage VSAN consisteva in tre nodi con cinque dischi magnetici e un SSD ciascuno. Considerato che VSAN gestisce e archivia tutti i dati in un pool combinato di storage, gli ingegneri di Kroll Ontrack hanno dovuto recuperare i dati completi da tutti i 15 dischi e ricostruire virtualmente il pool di storage. Per fare questo, è stato necessario sviluppare una soluzione completamente nuova che ha permesso di trovare, combinare e ricostruire tutti i file descrittivi e i file di log necessari alla ricostruzione delle virtual machine desiderate.

Cancellazione accidentale email: causa prima di richieste ripristino

Secondo un sondaggio realizzato da Kroll Ontrack la richiesta più comune avanzata dagli amministratori IT, quando si parla di restore dei dati, riguarda il ripristino di mailbox e email cancellate.

In merito alla frequenza di richieste riguardanti il ripristino dati, il 61% dei circa 200 clienti Ontrack PowerControls intervistati tra Nord America, EMEA e APAC ha dichiarato di averne ricevute sino a cinque in un mese, con un ulteriore 11% che ha parlato di 10 volte mensili.

La cancellazione accidentale di malbox e di specifici messaggi da Microsoft® Exchange non rappresenta l’unica richiesta effettuata dagli amministratori IT. Negli Stati Uniti, al secondo posto figura la raccolta di dati elettronici per l’eDiscovery (21%), seguita dal consolidamento dei dati da vecchie a nuove applicazioni per eliminare i server di tipo legacy (15%).

Nello specifico, le richieste di ripristino provengono da tutti i settori di un’azienda: il 24% dal reparto legale interno, il 22% da quello della sicurezza informatica, il 15% dal dipartimento sales e marketing. Perché queste persone hanno bisogno di riavere email e documenti? Il 45% degli amministratori IT intervistati sostiene che gli impiegati richiedono il ripristino di email e documenti perchè accidentalmente cancellati. Le indagini interne (17%) si classificano come la seconda più comune fonte di richieste di ripristino.

SuperStorage DCO e EX DP 32/48 DIMM al Microsoft WPC 2014

WASHINGTON, /PRNewswire/ – Super Micro Computer, Inc. (NASDAQ: SMCI), azienda leader globale per la realizzazione di server con elevate prestazioni ed elevata efficienza, tecnologia di storage e soluzioni di calcolo ecologiche presenterà una gamma di soluzioni MicroBlade, SuperBlade® SuperServer® e SuperStorage certificate per Windows Server 2012 R2 in occasione del Microsoft Worldwide Partner Conference (WPC) che si terrà a Washington, D.C., questa settimana. In occasione della fiera, Supermicro promuoverà soluzioni server e di storage ottimizzate per grandi aziende, cloud, Big Data, Data Center e HPC, consentendo ai partner Microsoft di guidare la crescita e accelerare le opportunità di business. I partecipanti potranno visitare Supermicro allo stand 800 in modo da scoprire i vantaggi offerti dalle piattaforme 6U MicroBlade, 7U SuperBlade®, 4U FatTwin, 2U Cluster-in-a-Box (CiB), 2U 12Gb/s SAS 3.0 SuperStorage, 1U DCO e 2U dual-node EX DP 32/48 DIMM SuperServer® e in che modo tali piattaforme possono offrire prestazioni senza rivali, efficienza energetica e affidabilità per le applicazioni critiche e più impegnative. I visitatori possono inoltre scoprire altri dettagli sui programmi Global Service e Supporto di Supermicro e sui 36 acri del Green Computing Park che sorgerà nella sede centrale nella Silicon Valley a San Jose, California.

“Le soluzioni MicroBlade, SuperBlade, SuperServer e SuperStorage certificate Windows Server 2012 R2 di Supermicro offrono ai partner Microsoft la più completa ed ecologica serie di soluzioni presenti sul mercato,” ha dichiarato Charles Liang, Presidente e Amministratore delegato di Supermicro. “La certificazione completa di tutte le nostre nuove piattaforme 6U MicroBlade, 7U SuperBlade avanzata, 4U FatTwin, 2U CiB, 2U SuperStorage, 1U DCO e 2U dual-node EX DP 32/48 DIMM SuperServer offre un’ampia gamma di configurazioni ottimizzate per soddisfare completamente i requisiti di qualsiasi applicazione e accelerare la distribuzione per nuove opportunità di business. Inoltre, la nostra politica di investimento aggressiva e di espansione nel campo della progettazione, produzione, assistenza e programmi di supporto offre alla comunità dei partner Microsoft tecnologie di calcolo ecologiche e un’assistenza clienti di classe superiore.”

“Microsoft da il benvenuto a Supermicro in veste di sponsor e fornitore di tecnologie di calcolo ecologiche al nostro 2014 Worldwide Partner Conference in Washington, D.C.,” ha dichiarato Jordan Chrysafidis, vice presidente vendite e marketing US OEM, Microsoft Corp. “Supermicro offre una linea di prodotti server e storage unica che unisce prestazioni, densità e flessibilità con un’efficienza energetica ai massimi livelli con l’obiettivo di offrire soluzioni alla nostra rete di partner che possano guidare la crescita di business nella crescita dei mercati Cloud, Big Data, grandi aziende e mobilità. Grazie a tali vantaggi, i nostri partner possono configurare e distribuire rapidamente le soluzioni di infrastrutture di calcolo ecologiche altamente convenienti per i propri clienti in tutto il mondo.”

Ridurre il costo della compliance

Emily Wojcik, Senior Product Marketing Manager - Information Management, CommVault
Emily Wojcik, Senior Product Marketing Manager – Information Management, CommVault
Il controllo dei costi di conformità continua a essere una delle principali priorità per le aziende di oggi. La sfida è quella di tenere i dati giusti, nel posto e nel momento più appropriati. Sfortunatamente le soluzioni tradizionali spesso sono utili solo per trasformare gli archivi in storage permanenti e non indirizzano l’archiviazione nel lungo periodo in modo efficace. Non sorprende quindi che le discussioni a livello di management siano focalizzate su come si possa bilanciare l’archiviazione nel lungo periodo con le esigenze di budget. Quanto di quello che un’azienda spende per lo storage ha un valore reale di business? Le informazioni archiviate possono rappresentare un rischio potenziale? Cosa si sa dei propri dati e, soprattutto, cosa non si sa? Si può essere tranquilli del fatto che i contenuti possano essere facilmente reperiti quando ne sorga l’esigenza? Quanto budget viene accantonato annualmente per i costi di archiviazione nel lungo periodo e come viene gestito?
Un’ulteriore complicazione nell’era dei Big Data è rappresentata dal fatto che molte aziende sono decisamente troppo caute. Con normative e requisiti che cambiano di anno in anno, corrono il rischio di archiviare troppe informazioni e diventare dei veri e propri “acchiappa-dati”. La principale problematica qui è che costi e rischi aumentano quando le aziende archiviano tutto indistintamente. File share, e-mail, desktop e laptop sempre più numerosi danno luogo a una quantità senza fine di nuovi dati da gestire: occorre a questo punto chiedersi se i vecchi dati diventino ridondanti e obsoleti o se mantengano la stessa rilevanza per l’azienda di quando sono stati generati. Si tratta di comprendere quali dati sono archiviati, dove e perché. Questa esigenza di informazione sta portando molte aziende ad adottare una strategia da “dentro tutto” per dormire sonni tranquilli ma, secondo un’indagine del Compliance, Governance and Oversight Counsel, fino al 69 percento dei dati archiviati non ha valore per l’azienda. Questi contenuti non solo rubano spazio di storage prezioso e costoso, ma possono creare problemi se non gestiti in modo appropriato.
L’esigenza di una maggiore compliance – sia che si tratti di normative, regole aziendali, legali o persino di sicurezza – comporta che le aziende pensino in modo molto più strategico a quello che spendono per l’archiviazione dei dati, così come a dove e come lo fanno. Affidarsi a metodi tradizionali per conservare tutto non è più accettabile né tanto meno pratico.
C’è tuttavia una crescente consapevolezza che la soluzione a questa problematica sia l’archiviazione basata su contenuti, poiché permette di controllare il costo, il rischio e la complessità della gestione e conservazione di dati conformi. In altre parole, consente alle aziende di avere una maggiore comprensione su quali dati hanno un valore e di conseguenza disegnare policy di archiviazione per determinare quali dati conservare, perché e per quanto tempo. Significa inoltre che una volta che le policy sono definite, i dati possono essere automaticamente classificati e organizzati a seconda del loro valore di business. In questo modo si eliminano i processi manuali a rischio di errore umano e i dati vengono gestiti in modo più efficiente per tutta la durata del loro ciclo di vita. Esistono soluzioni di archiviazione basate sui contenuti capaci di indicizzare e spostare sistematicamente solo i dati più importanti nell’archivio più efficace ed eliminare definitivamente tutto quello che è irrilevante per l’azienda. Tutto questo aumenta sostanzialmente la probabilità di ottenere sensibili riduzioni dei costi complessivi dello storage e conseguentemente della compliance.
Tuttavia, il più importante punto da evidenziare è il fatto che combinando l’archiviazione basata su contenuti con una repository virtuale centralizzata storage-agnostic, una ricerca enterprise-wide e un accesso self-service, si riducono anche i rischi per l’azienda in quanto tutti, inclusi i team legal e compliance, possono trovare rapidamente le informazioni necessarie. L’indicizzazione intelligente dei dati di backup e archivio semplifica il recupero delle informazioni, anche se conservate nel cloud.
Secondo Gartner , il 62 percento delle aziende non sta ancora utilizzando strumenti per archiviare e comprendere i dati. Chi propone l’archiviazione basata sui contenuti promuove naturalmente la sua capacità di:
• Ridurre i costi e le esigenze di capacità di storage di lungo periodo fino al 70 percento, eliminando i dati privi di valore
• Semplificare la gestione del ciclo di vita delle informazioni con policy automatizzate per classificare, organizzare, conservare e eliminare informazioni
• Abilitare archivi online efficienti con l’integrazione del cloud storage per accesso e spunti di business più rapidi
• Ridurre il carico della classificazione sugli utenti finali
• Semplificare la discovery, i legal hold e la revisione di file ed e-mail per ridurre il rischio
Tuttavia per le aziende che intendono contrastare il costo della compliance sarebbe opportuno considerare i tre seguenti punti per assicurare al proprio business maggiori informazioni e più valore aggiunto.

1) La compliance è mutevole. Si può affermare con certezza che ci saranno nuove normative, cambieranno quelle esistenti e altre spariranno, per cui se si vuole dare vita a un’azienda agile e reattiva, bisogna pensare di sfruttare una tecnologia scalabile e adattabile per tenere il passo con l’evolversi del business.
2) Non bisogna “salvare tutto” indistintamente senza considerare che tipo di valore risieda nei dati. Può rappresentare un problema sia in termini di costi che di rischi. Un approccio alla gestione delle informazioni basato sui contenuti consente di gestire i dati in modo intelligente, automatico ed economico per tutto il loro ciclo di vita.
3) Dare retta agli esperti di settore. Gartner suggerisce che “ove possibile si cerchino soluzioni che sfruttano un’infrastruttura condivisa”. Un’unica repository di dati e un punto di eliminazione centrale forniscono una soluzione di compliance difendibile, a basso rischio ed economica.

E’ tempo di consolidare i dati aziendali

All’aumentare del volume dei dati le organizzazioni devono implementare un sistema centralizzato di data management per gestire l’economia dell’informazione

Andrea Massari,  country manager,  Avnet
Andrea Massari, country manager, Avnet

Oggi i manager di livello dirigenziale sono impegnati a fronteggiare nuove problematiche come BYOD (Bring your own device), Mobile Device Management (MDM) e cloud computing, che stanno generando una esplosione del volume dei dati. Secondo IDC, quest’anno il mercato dei big data raggiungerà un valore di 11,8 miliardi di Euro. Per controllare il potere dei big data ritengo che le aziende debbano prendere in considerazione un consolidamento di tutti i dati per rispondere alle molteplici esigenze del business, inclusi efficienza dei costi, aumento della produttività, sicurezza e flessibilità. Questi bisogni del mercato porteranno ad una trasformazione dei data center, un elemento di cui partner e reseller devono essere consapevoli per non perdere opportunità di crescita. Continue reading

Da professionisti di storage e backup per professionisti di storage e backup