Le tendenze delle infrastrutture del data center nel 2017

Vertiv, ex Emerson Network Power, ha individuato sei tendenze per le infrastrutture del data center nel 2017:

1. L’infrastruttura si velocizza per tenere il passo con la connettività sull’edge
L’IT distribuito e l’uso dell’Internet of Things in ambito industriale (IIoT) stanno avvicinando l’Information Technology agli utenti e ai processi industriali. Se il data center rimane fondamentale per fornire applicazioni e servizi, come la gestione dei punti vendita e delle giacenze in magazzino, gli armadi di rete e i micro data center stanno crescendo in numero e importanza, insieme al proliferare di sensori e dispositivi collegati a Internet e alle richieste da parte degli utenti remoti di accessi più rapidi alle informazioni. Per rispondere a questi cambiamenti, le aziende adotteranno micro data center preconfigurati che permettono implementazione rapida, standardizzazione e gestione remota in tutte le sedi IT distribuite. La standardizzazione e la modularità stanno diventando importanti sia nelle sedi IT distribuite che nei data center di grandi dimensioni.

Anche gli attuali armadi di rete e le sedi IT remote saranno rivalutati per assicurare che le misure energetiche e di raffreddamento rispondano alle necessità dettate dalla crescente criticità di questi ambienti, dal momento in cui iniziano a fornire la raccolta e l’analisi localizzate dei dati provenienti da sensori e dispositivi connessi in tempo reale.

2. Il raffreddamento del data center punta alla sostenibilità
Negli ultimi cinque anni il raffreddamento del data center è cambiato in modo molto significativo. Spinti dall’obiettivo di abbattere i costi energetici, i tradizionali approcci focalizzati sulla fornitura del “massimo raffreddamento” sono stati sostituiti da metodi più sofisticati che si concentrano sull’eliminazione del calore nel modo più efficiente possibile. Il crescente utilizzo di tecnologie con economizzatori e la continua evoluzione di controlli termici intelligenti hanno permesso strategie di raffreddamento estremamente più resilienti che supportano PUE (Power Usage Effectiveness) inferiori a 1,2.

Ora, sebbene l’efficienza energetica rimanga uno degli obiettivi più rilevanti, anche il consumo di acqua e l’uso di refrigerante sono diventati temi importanti in determinate aree geografiche. Grazie all’ampliamento delle possibili strategie di raffreddamento attualmente disponibili, gli operatori di data center stanno personalizzando la gestione della temperatura in base all’ubicazione e alla disponibilità di risorse del data center. Il mercato globale evidenzia la tendenza ad utilizzare sempre più spesso nuove tecnologie che sfruttano il raffreddamento evaporativo e adiabatico e che quindi utilizzano l’acqua per raffreddare l’aria circostante. Queste tecnologie permettono di ottenere una gestione termica estremamente efficiente, affidabile ed economica.

Nei luoghi in cui la disponibilità o i costi dell’acqua rappresentano un problema, hanno preso piede i sistemi di raffreddamento senza acqua. Un tradizionale sistema a base di acqua raffreddata a circuito aperto utilizza in un anno oltre 15.000 metri cubi di acqua per raffreddare 1 MW di capacità IT. Le nuove tecnologie con economizzatori a pompa refrigerante, che non utilizzano acqua e non introducono aria esterna nel data center, faranno risparmiare quasi 4 milioni di metri cubi di acqua in un anno in Nord America.

3. La responsabilità della sicurezza si estende alla gestione del data center
Mentre le violazioni dei dati continuano ad attirare l’attenzione, anche la sicurezza del data center diventa una preoccupazione. Lo studio Cost of Data Center Outages effettuato nel 2016 da Ponemon Institute ha rivelato che il 22% delle interruzioni dell’attività dei data center prese in esame è rappresentato da cyber attacchi.

Parallelamente all’incremento del numero di dispositivi collegati per consentire una gestione più semplice e un’eventuale automazione, aumentano anche le fonti di minacce. I professionisti del data center stanno inserendo la sicurezza tra le loro priorità, iniziando a valutare soluzioni che li aiutino a identificare le vulnerabilità e a migliorare le difese agli attacchi. I portali di gestione, che consolidano i dati provenienti da molteplici dispositivi per supportare il DCIM (Data Center Infrastructure Management), si stanno profilando come potenziale soluzione. Con determinate impostazioni, possono identificare punti non protetti dell’infrastruttura critica e fornire un messaggio di avviso prima di un attacco.

4. Il DCIM dimostra il suo valore
Il valore del DCIM continua ad aumentare, sia a livello di risoluzione dei problemi, sia per la sua capacità di gestire il sempre più complesso ecosistema del data center. Gli operatori più innovativi utilizzano il DCIM per risolvere difficoltà del data center, quali la conformità alle normative, l’Information Technology Infrastructure Library (ITIL) e la gestione di ambienti ibridi. Infine, i fornitori di colocation trovano nel DCIM uno strumento prezioso per l’analisi dei propri costi-per-cliente e per offrire ai clienti una visibilità da remoto sui loro asset.

Il DCIM ha anticipato l’IIoT nel data center, offrendo monitoraggio e maggior coordinazione tra i sistemi e il supporto per l’automazione, che rappresentano il valore aggiunto dell’IIoT.

5. Le alternative alle batterie piombo-acido diventano importanti
Si stanno profilando nuove soluzioni per l’anello debole dei sistemi di alimentazione del data center, grazie agli operatori che cercano di ridurre l’ingombro, il peso e i costi totali delle tradizionali batterie al piombo-acido regolate da valvole (VRLA). Le più promettenti sono le batterie agli ioni di litio. Con il calo dei prezzi e i progressi compiuti a livello di chimica e di costruzione, le batterie agli ioni di litio stanno diventando un’alternativa percorribile per il data center e vengono modulate in modo da gestire le necessità a livello di fila di server e di intera sala. Sebbene questa tecnologia per le batterie fosse disponibile già in precedenza, il miglioramento delle condizioni economiche ha incentivato maggiori sforzi di commercializzazione nell’industria del data center.

Gli operatori di data center si interessano da tempo alle possibili alternative alle batterie al piombo-acido, ma le tecnologie disponibili non sono state in grado di equiparare il valore e la capacità di accumulo di quelle tradizionali. Oggi, invece, si vanno delineando alternative concrete in grado di ridurre l’ingombro e di aumentare durata e sostenibilità.

6. La progettazione e l’implementazione del data center diventano più integrate
Da alcuni anni l’integrazione delle tecnologie nel data center sta aumentando, in quanto gli operatori individuano soluzioni modulari integrate che possano essere implementate rapidamente, che siano facilmente scalabili e gestite in modo efficiente. Questa stessa filosofia viene applicata allo sviluppo del data center. La rapidità di adattamento al mercato è uno dei fattori chiave delle aziende che sviluppano la maggior parte della potenza del data center. Queste aziende hanno evidenziato che la tradizionale compartimentazione tra le fasi di progettazione e costruzione è complicata e improduttiva. Di conseguenza, stanno adottando un approccio “chiavi in mano” che sfrutta progettazione modulare integrata, costruzione in un luogo diverso dalla sede finale e gestione organizzata del progetto. I produttori che uniscono competenze infrastrutturali, progettuali e di ingegnerizzazione, oltre ad un project management sofisticato per fornire soluzioni “chiavi in mano”, sono in grado di costruire data center migliori in tempi più rapidi.

Back up e ricarica smartphone Android con CANVIO

Toshiba annuncia la disponibilità del CANVIO for Smartphone, un innovativo dispositivo di storage portatile per effettuare il back up e ricaricare il proprio smartphone Android™ in un’unica operazione. Si stima, infatti, che solo una minoranza degli utenti di smartphone effettui il back up e solo l’8% in modo regolare (ricerca condotta da AVAST). CANVIO for Smartphone permette di archiviare i contenuti e ricaricare il telefono collegato in una sola operazione, permettendo di salvare dati personali importanti come foto, video, musica, documenti e contatti. I back up sono creati in modo automatico ogni volta che si collega lo smartphone senza il bisogno di un intervento dell’utente e dopo l’attivazione di questa funzione nell’intuitiva app Android dedicata. Oltre alla ricarica e al back up dello smartphone, il CANVIO for Smartphone permette di gestire i dati contenuti nel proprio telefono attraverso l’app. Allo stesso tempo, il dispositivo consente di semplificare il set-up dei nuovi smartphone, permettendo di trasferire semplicemente i dati dal vecchio telefono a quello nuovo in pochi passi. Per gli utenti PC, il CANVIO for Smartphone può essere inoltre utilizzato come un hard disk esterno tradizionale, archiviando i dati attraverso le interfacce USB Type-A e USB Type-C™. Infine, può essere condiviso da numerosi dispositivi, permettendo a più utenti di beneficiare del back up e della condivisione dei dati.

CANVIO for Smartphone si caratterizza per l’elegante design bianco, sottile e circolare, e ha una capacità di storage di 500 GB. Il dispositivo è dotato di adattatore AC, cavo USB 2.0 Micro-B, cavo USB 2.0 Type-C e adattatore USB Micro-B – Type-A.

Data Center militari trasportabili

I Data Center trasportabili realizzati e forniti da Italtel a seguito della gara indetta dall’Agenzia NATO NCIA, sono stati impiegati per la prima volta in occasione dell’esercitazione NATO denominata “Summer Tempest – Eagle Meteor 2016” che si è svolta nei giorni scorsi. L’esercitazione, alla quale hanno partecipato eserciti di diversi paesi membri dell’Alleanza Atlantica, è stata gestita dal “NATO Rapid Deployable Corps – Italy” (NRDC-ITA) di stanza a Solbiate Olona (VA).

I contenuti e gli obiettivi dell’esercitazione si collegano al nuovo “readiness action plan” (RAP) NATO che risponde all’esigenza di mostrare le capacità di rapido deployment nell’ambito di scenari operativi complessi, sia per esigenze di conflitto che per operazioni di “peace support”.

L’elevata densità tecnologica dei comandi impone di disporre di strumenti sempre più sofisticati per garantire operatività e adeguata capacità decisionale ai comandanti. Interoperabilità è la parola chiave in un contesto di sofisticate architetture ICT, basate su reti di trasporto prevalentemente satellitari a flusso limitato di banda, ma orientate a distribuire servizi informatici di altissimo livello.

L’esercitazione “Summer Tempest – Eagle Meteor 2016” prevedeva che gli strumenti ICT fossero usati all’interno di un territorio difficile e variegato, che includesse ambiente montano, collinare, pianeggiante e paludoso. NRDC-ITA ha realmente schierato sul terreno 4 brigate presso i siti di Solbiate Olona, Teulada (Ca), Piazza Armerina (En) e Bousson (To) integrando perfettamente i loro sistemi e supportandole completamente da un punto di vista ICT.

Cartucce RDX da 4TB da Tandberg Data

Tandberg Data, società di Sphere 3D, ha annunciato la disponibilità delle cartucce RDX® da 4TB, i supporti RDX più capienti oggi disponibili, con il 30 per cento in più della capacità massima offerta finora.

Le nuove cartucce da 4TB sono compatibili con tutti i sistemi di storage RDX basati su disco, compresi i sistemi a disco rimovibile QuikStor™ di Tandberg Data e con le batterie di dischi removibili network-attached QuikStation™. Lo scorso novembre la tecnologia RDX ha compiuto il decimo compleanno delle prime installazioni a livello mondiale.

La linea RDX QuikStor permette un recupero dati semplice e senza complicazioni, offrendo funzioni come la modalità “fixed disk” che consente un’integrazione trasparente nei backup Windows. Le interfacce SATA III e USB 3.0 semplificano l’integrazione e offrono velocità di trasferimento dati fino a 330 MB/s. Gli utenti possono scegliere cartucce con capienza da 500GB, 1TB, 2TB, 3TB e ora anche 4TB o prodotti a stato solido da 138 o 256GB. Garanzia triennale e servizio avanzato di sostituzione, abbinati a un design robusto e a prova di urti, significano protezione dei dati anche nelle condizioni più difficili.

L’unità RDX QuikStation 8 offre i supporti RDX con la capienza più elevata oggi disponibile e fino a otto slot RDX da 4TB per una capienza massima di 24TB online e illimitata offline. La RDX QuikStation 4 integra invece quattro unità RDX da 4TB. Grazie ai supporti rimovibili RDX ad alta capacità, il sistema mette a disposizione spazio di storage online e capienza illimitata offline.

I NAS rackmount W12910SAS e W16910SAS da Thecus

Thecus annuncia i nuovi NAS rackmount W12910SAS e W16910SAS. Progettati per offrire massime prestazioni, elevata scalabilità e i livelli di affidabilità che le applicazioni mission-critical richiedono, i nuovi Thecus W12910SAS e W16910SAS sono in grado di soddisfare al meglio le esigenze delle PMI, consentedogli di sfruttare a fondo le feature offerte da Windows Storage Server 2012 R2 Standard e beneficiare al contempo della sua semplicità di gestione e integrazione.

Thecus W16910SAS

Basati su processori quad-core con Architettura Skylake Intel Xeon® E3-1245 v5 a 3,5 GHz che, in caso di grandi carichi di lavoro può essere spinto fino a 3,9 GHz, e coadiuvati da 16 GB di RAM DDR4 ECC espandibili fino a 64 GB, questi nuovi NAS offono poi connettività 10GbE e il supporto ai dischi SSD, nonché HDD di ultiissima generazione con capacità fino a 10 TB. Ulteriori possibilità di crescita sono poi assicurate dalla tecnologia Daisy Chaining, che permette il collegamento di fino a 4 unità di espansione D16000, grazie alle quali lo spazio di archiviazione totale può arrivare sino a 800 TB.

La particolare architettura dual-controller, che è in grado di supportare sia HDD con interfaccia SATA 6G sia dischi con interfaccia SAS 12G e transfer rate fino a 12 Gbit/s, garantisce la massima versatilità e la più ampia libertà di scelta sulle tipologie di dischi da installare sulle unità.

Per assicurare la massima rapidità nelle fasi di avvio e i tempi di risposta più rapidi, il sistema operativo Windows Storage Server 2012 R2 Standard è pre-installato su un disco SSD da 60 GB, una scelta che permette di garantire un’esperienza d’utilizzo ancora migliore.