Data center di 4ª generazione

Il data center di prossima generazione supererà ogni barriera, integrando facilmente le strutture core con un edge di rete mission-critical più intelligente. I data center di 4ª generazione (Gen 4) sono una realtà emergente e diventeranno il modello per le reti IT del 2020. L’avvento di questo tipo di data center dipendenti dall’edge fa parte delle cinque tendenze identificate per il 2018 da un gruppo globale di esperti di Vertiv.

Le previsioni di Vertiv per il 2017 avevano identificato trend legati a cloud, sistemi integrati, sicurezza dell’infrastruttura e altro ancora. Qui di seguito sono riportati i cinque trend che potranno avere un impatto sull’ecosistema del data center nel 2018:
1. Arrivo dei data center di 4ª generazione: Che si tratti di armadi IT tradizionali o di micro data center di 40 metri cubi, le organizzazioni fanno sempre più affidamento sull’edge. Il data center 4 Gen integra olisticamente e armoniosamente edge e core, elevandoli oltre le semplici reti distribuite.
Questo grazie ad architetture innovative che offrono capacità quasi in tempo reale in moduli scalabili ed economici che sfruttano soluzioni termiche ottimizzate, alimentazione elettrica ad alta densità, batterie agli ioni di litio e unità avanzate di distribuzione dell’energia. Il tutto è coadiuvato da tecnologie evolute di monitoraggio e gestione, che permettono a centinaia o persino a migliaia di nodi IT distribuiti di operare insieme per ridurre latenza e costi iniziali, aumentare i tassi di utilizzo, rimuovere la complessità e permettere alle organizzazioni di aggiungere capacità IT legata alla rete, quando e dove necessario.
2. I provider di cloud scelgono la colocation: L’adozione del cloud sta procedendo a passi talmente rapidi che in molti casi i cloud provider non riescono a far fronte alla richiesta di capacità. In realtà, molti non vorrebbero nemmeno provarci. Preferiscono concentrarsi sulla fornitura di servizi e altre priorità dei nuovi data center e si rivolgeranno ai provider di colocation per soddisfare le esigenze di maggiore capacità.
Essendo focalizzate su efficienza e scalabilità, le strutture di colocation possono soddisfare la domanda rapidamente e allo stesso tempo ridurre i costi. Il proliferare di strutture di colocation permette inoltre ai provider di cloud di scegliere i partner di colocation in luoghi che rispondano alle necessità degli utenti, dove possano operare come strutture edge. I fornitori di colocation stanno rispondendo, mettendo a disposizione parti dei propri data center o intere strutture su misura per i servizi cloud.
3. Riconfigurazione dei data center di classe media: Non è un mistero che le maggiori aree di crescita sul mercato dei data center si trovino nelle infrastrutture hyperscale – in genere provider di cloud o colocation – e sull’edge di rete. Con la crescita delle risorse di colocation e cloud, gli operatori di data center tradizionali ora hanno l’opportunità di rivalutare e riconfigurare le proprie strutture e risorse che rimangono cruciali per le operazioni locali.
Le organizzazioni con più data center continueranno a consolidare le proprie risorse IT interne, ad esempio trasferendo nel cloud o in colocation ciò che è possibile spostare, ridimensionando e sfruttando allo stesso tempo configurazioni dalla rapida implementazione che possono essere scalate velocemente. Queste nuove strutture saranno più piccole, ma più efficienti, sicure e con un’alta disponibilità, in linea con la natura mission-critical dei dati che le aziende cercano di proteggere.
Laddove l’adozione del cloud e della colocation procede più lentamente, si prevede che il prossimo passo sarà rappresentato da architetture di cloud ibrido, per aumentare la sicurezza delle risorse IT in un cloud privato o pubblico, con l’obiettivo di ridurre i costi e gestire i rischi.
4. Arriva (finalmente) l’alta densità: La community dei data center parla da un decennio di densità in forte crescita per la potenza dei rack, ma gli aumenti, nel migliore dei casi, sono stati incrementali. Le cose stanno cambiando. Densità inferiori a 10 kW per rack rimangono la norma, ma implementazioni a 15 kW, in strutture hyperscale non sono più così rare e alcune stanno avanzando verso i 25 kW.
Perché accade proprio ora? La responsabilità principale va all’introduzione e all’adozione diffusa di sistemi informatici iperconvergenti. I provider di colocation, ovviamente, danno priorità allo spazio nelle proprie strutture e l’alta densità dei rack può consentire maggiori guadagni. I progressi nel risparmio energetico nelle tecnologie di server e chip possono solo ritardare l’inevitabilità dell’alta densità posticipata a lungo. Vi sono tuttavia motivi per credere che uno spostamento in massa verso maggiori densità potrebbe assomigliare più a una lenta marcia che a un’accelerata. Densità notevolmente più alte possono cambiare in modo significativo la struttura di un data center – dall’alimentazione al raffreddamento di ambienti a densità più elevate. L’alta densità sta arrivando, ma probabilmente non prima della fine del 2018 e oltre.
5. Il mondo reagisce all’edge: Un numero crescente di aziende sta spostando i sistemi di computing sul proprio edge di rete; è quindi necessario procedere a una valutazione critica delle strutture che ospitano queste risorse edge, della loro sicurezza e della proprietà dei dati ospitati. Questa analisi include il progetto fisico e meccanico, la costruzione e la sicurezza delle strutture edge e complessi dettagli legati alla proprietà dei dati. I governi e gli enti regolatori di tutto il mondo non potranno evitare di considerare questi elementi e prendere eventuali provvedimenti.
Spostare i dati distribuiti nel mondo sul cloud o in una struttura core e recuperarli per l’analisi è un processo troppo lento e macchinoso, per cui sempre più cluster di dati e capacità analitiche risiederanno sull’edge – un edge che può trovarsi in città, stati o paesi diversi da quelli in cui ha sede un’azienda. Chi sono i proprietari dei dati e cosa possono fare con questo patrimonio di informazioni? Il dibattito è in corso e nel 2018 si avanzerà verso azioni e risposte più concrete.

HPE InfoSight: le basi per il data center autonomo con AI Recommendation Engine

Hewlett Packard Enterprise ha introdotto il primo AI Recommendation Engine progettato per ridurre le problematiche di gestione delle infrastrutture e aumentare l’affidabilità delle applicazioni. Facendo leva su tecniche di machine learning avanzate, le nuove funzionalità di HPE InfoSight tracciano la strada che conduce al data center autonomo. HPE ha annunciato inoltre la prima release di HPE InfoSight per HPE 3PAR, nell’ottica di estendere HPE InfoSight all’intero portafoglio storage HPE.




Le aziende non possono permettersi di affrontare intoppi operativi o subire ritardi nelle applicazioni. Ma la complessità delle infrastrutture provoca un “gap tra app e dati”, che impatta sul business. Per questa ragione HPE è costantemente impegnata nello sviluppo di soluzioni in grado di minimizzare inconvenienti e tempi di fermo attraverso le funzionalità di AI e di analisi predittiva di HPE InfoSight, che permettono di ridurre fin dell’85%1 il tempo dedicato a risolvere le problematiche.

HPE InfoSight analizza ogni secondo milioni di sensori diffusi nella propria base installata globale utilizzando i relativi dati per prevedere e prevenire problemi che vanno dallo storage alle applicazioni. HPE InfoSight assicura performance affidabili e continuità operativa aiutando a raggiungere oltre il 99,9999% di disponibilità garantita.

Un nuovo passo verso il data center autonomo
HPE InfoSight pone le basi del data center autonomo per mezzo del nuovo AI Recommendation Engine. Facendo leva sulle proprie funzionalità predittive, HPE InfoSight consiglia preventivamente l’IT sulle azioni da intraprendere per evitare problemi, migliorare le prestazioni e ottimizzare le risorse disponibili. Le raccomandazioni sono basate su capacità di machine learning avanzate che sfruttano quasi un decennio di esperienza nella data science unitamente a dati telemetrici raccolti da oltre 10.000 clienti HPE Nimble Storage. HPE InfoSight apprende continuamente rendendo i sistemi dei clienti sempre più intelligenti e affidabili. Uno studio indipendente ha recentemente provato che HPE InfoSight riesce a ridurre i costi correnti IT dello storage del 79%.

La potenza dell’analisi predittiva arriva su 3PAR
HPE ha dimostrato le particolari capacità di HPE InfoSight negli ambienti HPE Nimble Storage, dove oggi l’86% dei problemi viene risolto automaticamente prima ancora che il cliente possa accorgersi dell’inconveniente. Estendendo HPE InfoSight a 3PAR, sia i clienti HPE Nimble Storage che i clienti 3PAR possono ora beneficiare di vantaggi concreti grazie ad HPE InfoSight.

Questa prima release di HPE InfoSight for 3PAR rende disponibili le seguenti funzionalità:
· Analisi sull’intero stack. Per i clienti 3PAR che utilizzano l’ultima versione del sistema operativo 3PAR2, HPE InfoSight permette all’IT di risolvere i problemi di performance e identificare la causa primaria tra storage e virtual machine (VM) dell’host. Fornisce anche la visibilità per localizzare le VM “noisy neighbor”.
· Visibilità globale. Attraverso un nuovo portale cloud, che unisce HPE InfoSight e HPE StoreFront Remote, tutti i clienti 3PAR che utilizzano sistemi connessi da remoto, potranno disporre di informazioni dettagliate relative a performance trending, capacità predittive, controlli dello stato di salute dei sistemi e best practice, attraverso tutti gli array 3PAR.
· Basi funzionali per consentire il supporto predittivo. È stata implementata un’infrastruttura di automazione e analytics che potrà essere utilizzata in futuro per rilevare anomalie, prevedere problemi complessi e dirottare le casistiche direttamente al supporto di 3° livello.

Liebert EXS: UPS compatto per carichi critici

Vertiv introduce Liebert® EXS il nuovo UPS che arricchisce il suo già riconosciuto portfolio. Liebert EXS è un UPS estremamente compatto, monolitico e senza trasformatore che assicura una densità molto alta e la massima potenza attiva possibile fino a 40°C. La sua efficienza in doppia conversione fino al 96,2% riduce inoltre in modo significativo il costo totale di proprietà (TCO) e l’impatto sull’ambiente.

Disponibile inizialmente nella gamma di 10-20 kVA in Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA), Liebert EXS vanta l’ingombro più piccolo presente sul mercato per questa categoria, con dimensioni pari anche alla metà rispetto alla concorrenza.



Il design compatto assicura una configurazione ottimizzata delle batterie, con la possibilità di ospitare fino a quattro stringhe. Si elimina così la necessità di un vano per batterie esterne e si riducono di conseguenza i costi complessivi di installazione e lo spazio richiesto, rendendo la soluzione ideale per applicazioni IT. Inoltre, Liebert EXS può alimentare diversi sistemi di sicurezza, come definito nella norma EN 50171, tra cui luci di emergenza per vie di fuga e impianti di estinzione incendi, strutture di trasporto, sanitarie, retail e di enti pubblici.

Come tutti i sistemi UPS offerti, anche Liebert EXS può essere corredato di Vertiv LIFE™ Services, un sofisticato servizio di diagnostica remota e monitoraggio preventivo che invia segnalazioni tempestive sulle condizioni dell’UPS e su problemi di tolleranza ai guasti, consentendo una manutenzione proattiva efficace, una risposta rapida in caso di incidenti e una risoluzione da remoto 24/7. Inoltre, la piattaforma di Data Centre Infrastructure Management (DCIM) Trellis™ consente l’ottimizzazione unificata in tempo reale dell’infrastruttura del data center IT e degli impianti.

HPE Apollo 4510 Gen10

Questo sistema di nuova generazione è stato costruito su misura per lo storage a oggetti e mette a disposizione una delle più ampie capacità storage di qualsiasi server di profondità 4U standard, con un limite di 600TB per sistema.



La piattaforma è ideale per i clienti che intendono ottimizzare la conservazione e il collocamento di enormi quantità di dati avvalendosi dello storage a oggetti come archivio attivo per l’accesso immediato ai dati strutturati e non strutturati.
Il sistema HPE Apollo 4510 Gen10 offre superiori prestazioni con il 16% di core in più rispetto alla generazione precedente.
Il nuovo supporto delle schede NVMe può essere utilizzato come efficiente cache per i metadati di Scality RING con il 100% degli alloggiamenti per gli hard disk destinati allo storage di dati a oggetti.
Inoltre, il sistema HPE Apollo 4510 Gen10 si avvale di un design dual-drawer a caricamento frontale con profondità rack standard per facilitare i clienti nella manutenzione dei loro sistemi.

HPE LTO-8 Tape

L’utilizzo del nastro sta vivendo una fase di ritorno come ulteriore layer di protezione contro il cybercrimine e gli attacchi ransomware per ridurre il rischio dei data center attraverso una soluzione affidabile per la salvaguardia dei dati offline e off-premises.



La nuova soluzione HPE per la conservazione a lungo termine dei dati permette ai clienti di alleggerire lo storage primario a favore del nastro per ridurre il costo del mantenimento dei dati nel tempo.
Con una capacità storage che può raggiungere i 30 terabyte per cartuccia, la nuova data cartridge HPE LTO-8 raddoppia la capacità a parità di spazio occupato nel data center rispetto alla precedente generazione LTO-7, affermandosi come complemento perfetto per i data center HPC.
La tape library HPE T950 può memorizzare ora fino a 300,6 petabyte3 di dati in sicurezza, mentre la tape library HPE TFinity ExaScale può raggiungere una capacità storage complessiva di 1,6 exabyte.
I drive LTO-8 a piena altezza raggiungono una velocità di trasferimento di 360MB/s, ovvero il 20% di prestazioni in più rispetto alla generazione LTO-7.